16 Ottobre 2026
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Mare in Calabria, recuperate 17 tonnellate di rifiuti controlli su 70 depuratori e piano per il 2027

Oltre 16.500 chilometri percorsi dai mezzi navali e più di 300 operatori impegnati nel monitoraggio ambientale. La Regione annuncia nuovi controlli su fiumi, foci e impianti di depurazione

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Il monitoraggio del litorale calabrese proseguirà anche dopo la fine della stagione balneare. È questa la linea indicata dalla Regione Calabria al termine della riunione operativa che si è svolta a Falerna il 14 ottobre 2026, dedicata ai risultati dei controlli ambientali effettuati durante l’anno e alla pianificazione degli interventi per il 2027.

I numeri presentati descrivono un’attività che ha coinvolto più strutture pubbliche e operatori sul territorio: sei mezzi navali hanno percorso circa 16.500 chilometri, recuperando quasi 17.000 chilogrammi di rifiuti e svolgendo operazioni di monitoraggio e campionamento. Complessivamente, secondo i dati diffusi dalla Regione, sono stati oltre 300 gli operatori impegnati nelle attività di sorveglianza.

L’incontro è stato promosso dall’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, insieme al direttore generale del dipartimento, Salvatore Siviglia. Al tavolo hanno partecipato Calabria Verde, Arpacal, Sorical, Arrical, il Consorzio di bonifica e le associazioni coinvolte nelle attività di tutela ambientale.

La riunione ha permesso di fare il punto sugli interventi realizzati durante l’ultima stagione estiva e di definire le priorità per il prossimo anno, con l’obiettivo di estendere i controlli anche ai mesi in cui il rischio di criticità ambientali può aumentare a causa delle precipitazioni e della pressione sulle reti fognarie.

Acque di balneazione, il 97% risulta balneabile

Tra i dati illustrati durante l’incontro figurano quelli relativi alla qualità delle acque costiere. Secondo i dati ministeriali richiamati dalla Regione Calabria, il 97% delle acque calabresi risulta balneabile, mentre il 93% rientra nella classe di qualità eccellente.

Le percentuali rappresentano il quadro riportato dall’amministrazione regionale nel bilancio del 2026. Non escludono, tuttavia, la presenza di situazioni localizzate che richiedono verifiche e interventi specifici.

Montuoro, nella comunicazione diffusa dalla Regione il 15 ottobre 2026, ha sottolineato che i risultati ottenuti non esauriscono le attività necessarie per proteggere il mare. L’attenzione, ha spiegato l’assessore, deve rimanere alta anche in autunno e in inverno, quando piogge intense ed eventi meteorologici avversi possono mettere sotto pressione gli impianti di depurazione e le reti fognarie.

La programmazione regionale punta quindi a non limitare la sorveglianza ai soli mesi estivi, ma a mantenere attivi controlli e verifiche lungo tutto l’arco dell’anno.

Settanta depuratori costieri sotto osservazione

Uno degli strumenti introdotti per rafforzare il sistema di controllo è rappresentato dalle sonde permanenti installate su 70 impianti di depurazione costieri. I dispositivi consentono di monitorare i principali parametri di funzionamento e di individuare tempestivamente eventuali anomalie.

Nel corso della riunione, il direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, ha segnalato una significativa diminuzione dei fenomeni di colorazione verde delle acque marine. Secondo quanto riferito, al miglioramento avrebbe contribuito anche l’attivazione delle sonde sui depuratori.

Il sistema di sorveglianza si avvale inoltre di droni, laboratori mobili, strumenti satellitari e piattaforme digitali, utilizzati per raccogliere informazioni sul territorio e indirizzare le verifiche verso le aree considerate più sensibili.

La presenza di tecnologie di monitoraggio, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe consentire di individuare con maggiore rapidità le anomalie e di facilitare il coordinamento tra gli organismi chiamati a intervenire.

Il piano per il 2027: controlli su fiumi, foci e reti fognarie

La prossima fase del programma ambientale si concentrerà soprattutto sulle aste fluviali, sulle foci e sulle infrastrutture del sistema fognario-depurativo. Sono questi alcuni dei punti sui quali la Regione intende rafforzare la prevenzione, verificando eventuali criticità prima che possano ripercuotersi sugli ecosistemi costieri.

La strategia prevede una collaborazione più stretta tra gli enti coinvolti, dalla raccolta delle segnalazioni fino agli accertamenti sul campo e agli eventuali interventi correttivi.

Nel suo intervento, Montuoro ha indicato nel coordinamento istituzionale, nell’impiego delle nuove tecnologie e nella continuità dei controlli i principali elementi dell’azione regionale. L’assessore ha inoltre richiamato l’indirizzo del presidente Roberto Occhiuto, indicando la tutela ambientale e la qualità delle acque tra le priorità dell’amministrazione.

La finalità dichiarata è rendere il sistema di sorveglianza più capillare, con procedure che permettano di trasformare le segnalazioni in verifiche concrete e, quando necessario, in interventi tempestivi.

Calabria Verde: 200 sorveglianti idraulici e 80 squadre operative

Un contributo alle attività di controllo è arrivato anche da Calabria Verde. Il direttore generale dell’ente, Giuseppe Oliva, ha illustrato il lavoro svolto da circa 200 sorveglianti idraulici e 80 squadre operative, distribuiti sul territorio regionale.

Le attività sono state supportate da applicazioni digitali per raccogliere e trasmettere informazioni sullo stato delle acque e sulle eventuali situazioni problematiche. Secondo il bilancio presentato da Oliva, il quadro complessivo del monitoraggio è risultato positivo, pur in presenza di alcune criticità segnalate alla Regione e ad Arpacal per gli accertamenti e gli interventi di competenza.

Anche il Consorzio di bonifica ha confermato il proprio coinvolgimento nelle attività di manutenzione e monitoraggio dei corsi d’acqua e delle foci, considerate aree importanti per la prevenzione dei problemi ambientali lungo la costa.

L’app CalabriAmbiente per le segnalazioni dei cittadini

Nel programma regionale rientra anche l’aggiornamento dell’app CalabriAmbiente, pensata per agevolare la partecipazione dei cittadini alle attività di tutela del territorio.

Lo strumento è destinato a raccogliere segnalazioni relative a mare sporco, possibili scarichi irregolari, incendi e abbandono di rifiuti. Le informazioni trasmesse possono contribuire a indirizzare i controlli, ferma restando la necessità di verificare sul campo le circostanze segnalate.

Per Montuoro, il coinvolgimento dei cittadini si affianca al lavoro delle strutture pubbliche e dei tecnici impegnati nella sorveglianza ambientale. Il funzionamento del sistema dipende anche dalla capacità degli enti di esaminare le segnalazioni e attivare gli accertamenti necessari.

Dalla rimozione dei fanghi agli interventi sugli impianti

Nel corso dell’incontro, Salvatore Siviglia ha ricostruito alcune delle tappe del percorso regionale avviato nel 2022. In quell’anno, secondo quanto riferito dal direttore generale del dipartimento Ambiente, un’ordinanza del presidente Occhiuto aveva portato alla rimozione di oltre 20.000 tonnellate di fanghi di depurazione.

Siviglia ha inoltre richiamato gli interventi successivi sul sistema depurativo, che hanno riguardato la sostituzione di numerose pompe di sollevamento, il rinnovo di quadri elettrici e l’efficientamento di diversi impianti.

A questi lavori si è aggiunta la definizione di un programma di monitoraggio continuo, orientato a raccogliere informazioni sempre più dettagliate sul funzionamento delle infrastrutture e sulle condizioni dell’ecosistema marino.

La riunione di Falerna si è conclusa con la definizione delle priorità per il 2027. Al centro della programmazione restano il controllo dei corsi d’acqua e delle foci, la sorveglianza degli impianti di depurazione e il coordinamento tra gli enti regionali e gli altri soggetti coinvolti. Gli interventi previsti dovranno proseguire il lavoro di monitoraggio già avviato, con verifiche distribuite durante l’intero anno.

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