È uno scontro senza esclusione di colpi quello che si è consumato nelle ultime ore tra il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, e l’assessore regionale all’ambiente, Gianluca Montuoro. Al centro della contesa, il blocco dei conferimenti dei rifiuti imposto ai comuni colpiti dall’emergenza — una decisione che Stasi aveva già denunciato pubblicamente e che Montuoro, a quanto pare, ha scelto di contestare per iscritto, “senza prima alzare il telefono”.
Una scelta, quella dell’assessore, che il sindaco non ha gradito affatto.
“Ho avuto la sfortuna di leggere la nota dell’assessore regionale all’ambiente, Montuoro, secondo cui avrei mentito relativamente al blocco dei conferimenti per i comuni colpiti dall’emergenza — attacca Stasi senza giri di parole —. Non ha avuto nemmeno l’intelligenza di chiamarmi per accertarsi di ciò che stava scrivendo, lo invito a querelarmi così da accertarlo. In caso contrario, provvederò io“.
Il sindaco non si limita a difendersi dall’accusa di aver fornito informazioni false: la rilancia, e chiede che sia un tribunale a stabilire chi dice la verità.
Montuoro, dal canto suo, aveva replicato affermando che “Corigliano Rossano è il comune più moroso della Calabria”.
“Un meccanismo estorsivo attuato con il ricatto“
Ma al di là della polemica personale con Montuoro, Stasi approfitta dell’occasione per tornare su quello che definisce il nodo strutturale della questione: il sistema di gestione dei rifiuti costruito attorno ad Arrical, l’Azienda Regionale Rifiuti Calabria, che a suo giudizio penalizza sistematicamente i comuni e i loro cittadini.
“Il Comune di Corigliano-Rossano effettua già un enorme sforzo a sottostare al meccanismo estorsivo ed illegittimo nei confronti dei Comuni, attivato dalla nascita di Arrical — scrive il sindaco — ovvero alla pretesa di pagamenti anticipati e stimati, peraltro senza premialità per la raccolta differenziata, violando le norme basilari sulla gestione dei rifiuti, a partire dal principio ‘chi inquina, paga‘”.
Un sistema, insiste Stasi, che non lascia margini di manovra agli enti locali e che si regge su una logica coercitiva: “Si tratta di un meccanismo estorsivo attuato con il ricatto del blocco dei conferimenti ‘la sera per la mattina'”.
Tariffe quasi raddoppiate, la Giunta nel mirino
Il sindaco allarga poi il campo e punta il dito contro la gestione complessiva della Giunta Occhiuto in materia ambientale, citando un dato concreto e, a suo avviso, inequivocabile: il costo di conferimento a carico dei cittadini calabresi è cresciuto in modo insostenibile.
“Vista l’incapacità totale della Giunta regionale dimostrata in questi anni — scrive Stasi — la quale è stata capace di far aumentare le tariffe di conferimento a carico dei cittadini da 160 euro a 350 euro a tonnellata, l’unico strumento per potersi reggere in piedi è il ricatto“.
Un aumento di oltre il cento per cento che, secondo il primo cittadino, racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il fallimento della politica regionale sui rifiuti.
“L’affronto durante l’alluvione“
Quel che però brucia di più, nella ricostruzione di Stasi, è la tempistica. Il blocco dei conferimenti sarebbe scattato mentre le popolazioni erano nel pieno dell’emergenza alluvionale, costrette a portare fuori dalle proprie abitazioni oggetti e masserizie distrutti dall’acqua e dal fango.
“Farà ulteriore curriculum all’assessore Montuoro ed alla Giunta Occhiuto il non aver interrotto un tale meccanismo, ignobile, nemmeno mentre le popolazioni sono costrette a gettare, come rifiuti, quasi tutto ciò che avevano in casa — scrive il sindaco — peraltro a causa della incapacità della medesima Giunta regionale di spendere soldi di cui dispongono da anni per la messa in sicurezza degli argini del Crati”.
“Mi vergogno io per voi“
Il sindaco chiude con una frase destinata a fare discutere, già utilizzata nelle scorse ore.
“Ribadisco quanto già affermato nei confronti di altri delegati del Commissario al Dissesto Idrogeologico in Calabria Occhiuto — conclude Stasi —: mi vergogno io per voi perché non siete nemmeno in grado di farlo“.
Una chiusura tagliente che fotografa lo stato dei rapporti tra il Comune di Corigliano Rossano e la Regione Calabria: formalmente in piedi, sostanzialmente ai minimi termini.









