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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Amministrative, il caso delle urne nel Vibonese: eletti quattro sindaci reduci da passati scioglimenti per mafia

I verdetti dell'ultima tornata elettorale accendono i riflettori su diversi centri della provincia, dove vincono amministratori già rimossi in passato. Massima l'attenzione di Prefettura e Antimafia

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L’ultima tornata elettorale che ha chiamato al voto i cittadini in diverse località della provincia di Vibo Valentia si chiude lasciando dietro di sé una scia di forti tensioni politiche e istituzionali.
In quattro specifici Comuni del territorio, infatti, le urne hanno decretato la vittoria di candidati che in passato avevano già guidato le stesse amministrazioni prima che venissero sciolte per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Proprio a causa di questi scenari e della delicatezza dei profili in campo, l’intero svolgimento delle operazioni di voto è stato sottoposto a uno strettissimo monitoraggio da parte della Prefettura di Vibo Valentia e della Commissione parlamentare antimafia.

Il caso emblematico di Tropea tra ricorsi e impresentabilità

Il risultato destinato a far discutere più di tutti è certamente quello di Tropea, dove si registra la riconferma del sindaco uscente Giovanni Macrì.
La passata esperienza amministrativa di Macrì si era bruscamente interrotta nell’aprile del 2024 a causa di un provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose, una decisione blindata successivamente sia dai giudici del Tar che dal Consiglio di Stato.
La posizione del neo eletto primo cittadino resta al centro di un fitto groviglio giudiziario: sul politico pende infatti una richiesta di incandidabilità per due turni elettorali avanzata dal Ministero dell’Interno e attualmente al vaglio del Tribunale di Vibo Valentia. A rendere il clima ancora più teso si aggiunge il recente pronunciamento della Commissione parlamentare antimafia, che ha formalmente inserito Macrì nella lista degli “impresentabili”, estendendo lo stesso giudizio anche a due candidate al Consiglio comunale della sua stessa lista, Greta Trecate e Caterina Marzolo.

I risultati a San Gregorio, Acquaro e San Calogero

Scenari analoghi si sono delineati anche nel resto della provincia, dove gli elettori hanno premiato figure già note per passate vicende legate alle misure di rigore dello Stato.
A San Gregorio d’Ippona si registra la rielezione alla carica di sindaco per Pasquale Farfaglia, la cui giunta era stata sciolta per condizionamenti mafiosi nel lontano 2007, un provvedimento che all’epoca superò indenne i ricorsi davanti alla giustizia amministrativa di primo e secondo grado.
Spostandosi ad Acquaro, la competizione elettorale è stata vinta da Giuseppe Barilaro; anche in questo caso, l’amministratore era stato rimosso dalla guida del comune nel settembre del 2023 per infiltrazioni mafiose, con un decreto di scioglimento confermato in via definitiva dai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale. Lo stesso copione si è ripetuto infine a San Calogero, dove la fascia tricolore è andata a Nicola Brosio, un ritorno al vertice del municipio dopo che la sua precedente amministrazione era andata incontro a uno scioglimento definitivo per infiltrazioni mafiose nell’anno 2013.

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