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15 Aprile 2026
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Bando-lampo per la cultura a Catanzaro, il Terzo Settore insorge. Talerico: “Incapacità o favore ad alcuni?”

Avviso pubblico pubblicato il 12 novembre e in scadenza già il 23: il Forum denuncia “tempi impossibili e totale assenza di co-programmazione”. Scoppia il caso politico

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Il caso è esploso in poche ore. Il Comune di Catanzaro pubblica il 12 novembre l’“Avviso pubblico per il sostegno biennale a progetti culturali”, ma fissa la scadenza al 23 dello stesso mese: sei giorni lavorativi per consegnare dossier tecnici, piani economici, bilanci aggiornati e persino eventuali accordi di partenariato. Per il Forum territoriale del Terzo Settore Catanzaro–Soverato, una tempistica del genere non è solo discutibile: è “incompatibile con trasparenza, partecipazione e buon andamento dell’amministrazione”.

Nella nota ufficiale, il Forum punta il dito contro la mancata attivazione della co-programmazione prevista dal Codice del Terzo Settore definendo la procedura «compressa, selettiva e potenzialmente lesiva del principio di amministrazione condivisa». Di fronte a questo scenario, il coordinamento territoriale – che riunisce realtà come Fondazione Città Solidale, Casm, Don Pellicanò, Anteas, Uisp, Coriss, Uici, Univoc, Arci e altre – ha deciso di disertare l’incontro del 17 novembre e chiedere formalmente al Comune la sospensione in autotutela del bando, informando Prefetto, Autorità Metro Plus e Presidente della Regione.

Le critiche del Forum: “Tempi impossibili e nessuna co-programmazione”

Il Forum parla senza mezzi termini di una procedura “irragionevole e non rispettosa del ruolo riconosciuto dalla legge al Terzo Settore”. Un bando così ristretto, si legge nella nota, «rischia di favorire pochi soggetti a discapito della pluralità delle realtà cittadine».

Oltre alla protesta formale, il coordinamento ha anche deliberato l’ingresso come soci di Acli Città del Vento e Cooperativa Zarapoti, a riprova di un fronte associativo in espansione e sempre più critico verso Palazzo De Nobili.

Scoppia la polemica politica

Alla denuncia si aggiungono le reazioni dal fronte politico cittadino, dove l’avviso pubblico viene visto come l’ennesimo episodio di gestione opaca. Il consigliere comunale Gianni Parisi (Azione) attacca: modalità “poco chiare”, “assenza di trasparenza”, e un deja-vu del recente “bando rifiuti”, che aveva già sollevato perplessità in tema di rapporti con l’ANAC.

Tra le voci più critiche, quella del consigliere comunale Antonello Talerico, che non usa giri di parole. «La segnalazione del Forum del Terzo Settore non solo è fondata, ma rivela una gestione dell’avviso pubblico che definire superficiale è un eufemismo».

Per Talerico, i tempi ridotti non sono un dettaglio tecnico, ma una scelta che altera la competizione tra enti: «Richiedere in pochi giorni documenti articolati, progettazioni tecniche e piani economici è semplicemente irragionevole per chiunque non sia stato avvertito con largo anticipo. Queste non sono condizioni di partecipazione: sono barriere all’ingresso».

Il consigliere affonda il colpo sulla dimensione politica del problema: «Il Codice del Terzo Settore parla chiaro: trasparenza, co-programmazione, inclusione. Un bando che scade quasi subito viola questi principi e mette fuori gioco le realtà più piccole».

E poi la frase che sta già facendo discutere: «Di fronte a una procedura così mal costruita, due ipotesi sono sul tavolo: grave incapacità amministrativa o meccanismo che agevola chi era già informato e pronto».

Talerico chiede una revisione totale: «Una pubblica amministrazione seria non teme la partecipazione: la favorisce. Catanzaro merita molto di più della sciatteria amministrativa».

La richiesta: sospendere tutto e ricominciare da zero

La posizione del Forum e dei consiglieri comunali converge su un punto: il bando va sospeso. L’elenco delle criticità – tempi, modalità, assenza di co-programmazione – viene considerato sufficiente per chiedere al Comune un passo indietro immediato e l’apertura di un confronto pubblico. Il Terzo Settore, concludono dalla coordinamento, resta «disponibile a collaborare nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza», ma pretende procedure che non siano percepite come chiuse, improvvisate o sbilanciate.

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