Il presidente della Regione Calabria ha deciso di passare alle vie legali per sbloccare la vertenza sulle tariffe energetiche che penalizzano il territorio.
A margine di un dibattito sul rapporto annuale di Bankitalia a Catanzaro, il governatore Roberto Occhiuto ha annunciato una svolta imminente nell’azione della cittadella regionale: “Per quanto riguarda l’energia, una battaglia che sto portando avanti ormai da qualche settimana, domani firmero’ una diffida ad Arera affinche’ si proceda a rendere operativa la riforma dei prezzi zonali”.
Il vantaggio economico per le imprese calabresi
Nelle intenzioni del vertice della giunta regionale, il nuovo meccanismo di calcolo delle tariffe deve diventare lo strumento principale per rilanciare lo sviluppo industriale della regione sfruttando la produzione locale.
Il governatore ha spiegato chiaramente i vantaggi legati al superamento del vecchio sistema: “Se avessimo i prezzi zonali, in Calabria l’energia costerebbe meno che nelle altre regioni e questa sarebbe una grande leva per attrarre investimenti”.
Il rapporto di Bankitalia e l’occasione Gioia Tauro
L’iniziativa della Regione si inserisce in un quadro economico generale segnato dalle forti tensioni sui mercati esteri, ampiamente documentate dagli analisti finanziari. Il governatore ha analizzato lo scenario attuale partendo proprio dalle rilevazioni della banca centrale: “Banca d’Italia dice che c’è preoccupazione anche tra i calabresi e tra le imprese calabresi per la situazione internazionale”.
Nonostante i timori diffusi, Occhiuto intravede però una clamorosa opportunità di crescita infrastrutturale legata proprio al ridisegno delle rotte commerciali nel Mediterraneo.
Occhiuto ha concluso il suo intervento con una riflessione sulle nuove strategie logistiche dei paesi produttori: “Addirittura i Paesi arabi stanno realizzando un collegamento via terra per bypassare lo Stretto di Hormuz, qualora nei prossimi mesi, nonostante la pace firmata, dovesse continuare a rappresentare un problema, e per portare merci, petrolio e fertilizzanti a un porto vicino al Canale di Suez. Questo svilupperebbe ancora di più il porto di Gioia Tauro. Quindi dalla crisi può nascere anche un’opportunità”.









