17 Agosto 2026
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Elezioni Suppletive a Reggio Calabria: Carmine Fotia scioglie le riserve e si candida per il campo largo

Il giornalista accoglie l'appello di intellettuali e sindacalisti del territorio e rivolge un invito ai vertici nazionali dei partiti progressisti in vista del voto di settembre

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La corsa per il seggio uninominale della Camera dei Deputati a Reggio Calabria si arricchisce di un nuovo protagonista. Il giornalista Carmine Fotia ha comunicato ufficialmente la decisione di scendere in campo per la coalizione progressista in vista del voto del 27 e 29 settembre.

“Ho deciso di accettare la proposta di un gruppo di intellettuali, sindacalisti, professionisti, militanti di base dell’area progressista Reggina che ha chiesto ai leader nazionali dei partiti del cosiddetto campo largo di candidare me per questa sfida impegnativa”.

Riscatto territoriale

“Per il campo che si oppone al centrodestra – afferma Fotia – si tratta di una prova decisiva, per rovesciare il segno di una lunga serie di sconfitte dal 2022 al 2026. Questo appello ha fatto leva sull’amore viscerale che nutro per la città dove sono nato e dove ho vissuto la mia adolescenza. Io a Reggio sono sempre tornato, non solo per miei solidi legami familiari, ma anche per raccontarne le tragedie, la lunga e difficile lotta contro la ‘ndrangheta che avvelena il sangue di questa terra. Io so che Reggio non è irredimibile. Questa narrazione serve solo a mantenerla schiava di un destino che non ha scelto”.

Obiettivo vittoria

Non mi candido per partecipare. Mi candido per vincere – afferma Fotia -. La sfida è difficile, ma ‘il segreto di ogni riuscita è perseverare, non chiedendo a sé stessi l’impossibile, ma avendo fede nell’impossibile’, come diceva l’antropologo Umberto Zanotti Bianco, uno dei pionieri della solidarietà nella Montagna Bianca, l’Aspromonte della mia infanzia”.

“Serve una scossa”

 “Per quanto mi riguarda – sostiene ancora Fotia – non ho nessuna fretta. Ma Reggio non può attendere a lungo. Mancano poche settimane al voto. Al campo progressista reggino, così ricco di energie escluse da una politica che troppo spesso si presenta come puro gioco di potere, serve una scossa. Una chiamata all’impegno. Non domani, ma qui e ora. Ecco perché ho deciso di impegnarmi direttamente per la mia città e per una sinistra che assicuri diritti di libertà, lavoro dignitoso, giustizia sociale, sicurezza per tutti i cittadini, integrazione e accoglienza per i migranti che rispettano le leggi italiane, protezione per i deboli e fragili”.

“Reggio – conclude – non è una provincia in cui paracadutare una persona che non sa nulla di questa terra, della sua bellezza, dei suoi drammi, delle sue speranze. Reggio non è terra di conquista per gli eredi dei fascisti che la misero a ferro e fuoco nel 1970, strumentalizzando una sacrosanta rabbia popolare. Ci furono sangue, bombe, morti, arresti. Reggio è la rivoluzione gentile del mio caro e compianto amico Italo Falcomatà, è il coraggio della gentilezza, è centro del Mediterraneo, è il Sud che non chiede assistenza ma investimenti lungimiranti, è la pagina che possiamo scrivere insieme contro una destra sempre più incline a pulsioni autoritarie e liberticide”.

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