“Restiamo Umani” è il titolo della manifestazione che si è svolta ad Amendolara dopo la morte dei quattro braccianti agricoli. Un appuntamento di forte impatto civile e sociale che ha visto la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti sindacali e figure di primo piano della politica nazionale.
Tra questi anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa e la necessità di una risposta concreta sul fronte della sicurezza del lavoro.
“Un momento di straordinaria importanza civile e sociale”
Per Caruso la manifestazione rappresenta un passaggio significativo di riflessione collettiva. “La manifestazione Restiamo Umani rappresenta un momento di straordinaria importanza civile e sociale. Siamo qui per esprimere vicinanza alle famiglie dei quattro braccianti che hanno tragicamente perso la vita e per ribadire con forza che il lavoro deve essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e diritti”, ha dichiarato il sindaco di Cosenza.
Un intervento che si inserisce nel clima di forte mobilitazione seguito alla tragedia che ha colpito il mondo del lavoro agricolo.
Il valore della presenza di Schlein e Landini
Nel suo intervento, Caruso ha evidenziato anche il peso politico e simbolico delle presenze alla manifestazione, a partire dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “La presenza della segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, con la quale condivido valori, ideali e una comune sensibilità sui temi della giustizia sociale, dell’inclusione e della tutela del lavoro, conferisce a questa iniziativa un significato ancora più forte. Così come è particolarmente importante la partecipazione del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, da sempre impegnato nella difesa dei lavoratori e nel contrasto a ogni forma di sfruttamento”, ha affermato.
Caporalato e lavoro irregolare come “ferita del Paese”
Il sindaco di Cosenza ha poi richiamato con forza il tema dello sfruttamento del lavoro, definendo il caporalato e l’irregolarità lavorativa una vera e propria emergenza nazionale. “Insieme alla Cgil, alle associazioni e alle istituzioni presenti, vogliamo affermare con determinazione che il caporalato e il lavoro irregolare rappresentano una ferita profonda per il nostro Paese e un’offesa ai principi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica”, ha sottolineato Caruso.
Un passaggio che inserisce il fenomeno in una dimensione non solo economica e sociale, ma anche costituzionale e valoriale.
“Trasformare l’indignazione in azioni concrete”
Nel finale del suo intervento, il sindaco ha richiamato la necessità di passare dalle parole ai fatti, rafforzando strumenti di controllo e legalità. “Da socialista e riformista mi sono sempre battuto per garantire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, contro ogni forma di sfruttamento, illegalità e irregolarità. Oggi più che mai è necessario trasformare l’indignazione in azioni concrete, rafforzando i controlli, promuovendo la legalità e assicurando condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti”, ha aggiunto.
“Restare umani” come impegno collettivo
Caruso ha infine concluso il suo intervento con un richiamo etico e politico alla responsabilità condivisa delle istituzioni e della società civile. “Restare umani – conclude Franz Caruso – deve significare anche costruire una società più giusta, nella quale nessuno debba rischiare la vita per lavorare. Questo è l’impegno che dobbiamo assumere tutti insieme e fare in modo che ciò avvenga”.









