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10 Maggio 2026
10 Maggio 2026
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Catanzaro da città in declino a città in transizione: i pensieri domenicali del sindaco Nicola Fiorita

Il primo cittadino dichiara: "E' stato un anno complesso, come sempre. Pieno di cose positive ma anche di problemi. Quelli più grandi li abbiamo superati con molta determinazione"

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“Ultimi pensierini prima della fine dell’anno. E’ stato un anno complesso, come sempre. Pieno di cose positive ma anche di problemi. Quelli più grandi li abbiamo superati con una certa saggezza e molta determinazione (penso ai pontili, alla fuga di Azione dalla maggioranza, all’approvazione del bilancio) garantendo la continuità dell’amministrazione e l’approdo a risultati importanti (solo negli ultimi giorni: il ponte illuminato, la scuola di Santo Janni, i grandi eventi, le fiere). Catanzaro era una città in declino e oggi è una città in transizione, con tanti problemi irrisolti ma anche con tante potenzialità che cominciano a trasformarsi in cose concrete. La città del mare, la città turistica, la città delle fiere, la città universitaria si affiancano lentamente alla città capoluogo che di burocrazia, edilizia e sanità aveva fatto i suoi punti di forza. L’anno che verrà sarà un altro passo verso il futuro che stiamo costruendo”. Lo scrive sulle proprie pagine social il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, nel suo consueto appuntamento“I pensieri della domenica”.

Ripartenza dal centro storico

L’anno che verrà porterà subito la riapertura di Palazzo Fazzari. – annuncia – Ma al nostro prezioso centro storico non bastano gli immobili storici che riaprono così come non basterà il completamento dei tanti cantieri che lo attraversano e nemmeno il sostegno che assicureremo al commercio di prossimità appena avremo i soldi di Agenda Urbana. Per il nostro centro storico serve anche e contemporaneamente una grande iniezione di fiducia. Se al suo rilancio non ci credono i catanzaresi sarà difficile che ci credano gli altri, quelli che dovrebbero venire a visitarlo, quelli che dovrebbero venire a comprare, quelli che dovrebbero venire ad investire. So che è stato un Natale difficile ma non vorrei che i lavori di Viale dei Normanni, e i conseguenti disagi sulla viabilità, divenissero l’ennesimo alibi che consente di attribuire colpe ma evita di cercare soluzioni. Forse abbiamo ascoltato troppo alcuni commercianti e ci siamo eccessivamente preoccupati di cercare il loro consenso. Nel 2026 niente alibi e niente mediazioni”.

Rage Bait

“Un interessante articolo apparso su “Il Foglio” di qualche giorno fa – spiega – richiama uno studio inglese che avrebbe individuato in “Rage Bait” la parola dell’anno. Si parla di web, di social, di comunicazione e “Rage Bait” sarebbe traducibile come “dammi lo sdegno”. In sostanza, la tendenza più in voga in questo 2025 è stata quella di fare l’avvoltoio, alimentare la rabbia, generare sdegno e farselo consegnare per poi su questo costruire un lucro, politico o economico che sia. “Rage Bait” è una espressione che, più precisamente, indica “quei contenuti deliberatamente concepiti per suscitare rabbia o indignazione con l’obiettivo di generare traffico verso un determinato profilo”. “Rage Bait” dalle nostre parti è l’ultima frontiera di qualche consigliere comunale che spera, dopo ripetute sconfitte, di avere ancora un futuro politico. Ma davvero pensano in questo modo di governare una comunità”.

Il mini-documentario sul campetto di Gagliano

“C’è chi insegue l’odio e la frustrazione – aggiunge – e chi preferisce la gioia e la bellezza. Di gioia e di bellezza è strapieno il mini-documentario sul campetto di Gagliano, inaugurato la scorsa primavera grazie alla nostra magica tifoseria che ha vinto il concorso della Lega di Serie B. Il documentario è visibile su Dazn ma spero di poter organizzare una manifestazione pubblica perché in quei tredici minuti c’è tutto quello che vorrei: una comunità coesa che cresce, apprezza i miglioramenti, lavora dal basso per i ragazzi e per il futuro collettivo e lo fa con il sorriso e con la maglietta giallorossa, quale simbolo di appartenenza. Il calcio non è mai stato solo un gioco”.

Strage di migranti

“Uno, due, tre, quattro … se conti prima di arrivare a 116 ci metti un bel po’. La sera di Natale abbiamo appresso di un ennesimo naufragio di migranti al largo delle coste della Libia: 116 morti. – sottolinea – Quello che mi ha colpito è stato il silenzio che ha circondato questa tragedia. Una notizia praticamente scomparsa ai media, dai social, dal dibattito pubblico. Ci siamo abituati alla morte in mare di decine di persone, quasi fosse una cosa ciclica, o un danno collaterale della modernità, o una conseguenza inevitabile del nostro benessere? Io non mi ci abituerò mai. Le persone contano: più dei confini., più delle frontiere, più degli auguri di buon Natale”.

Buone notizie nel 2026

“Qualche anno fa, – conclude – al termine di un lungo e godereccio pellegrinaggio nei posti più interessanti della Calabria scrissi, con Giancarlo Rafele, un libro intitolato “Il bicchiere mezzo pieno”. E dei calabresi scrivevamo così “E allora se c’è un tratto identitario, un fattore K che accomuni questi due milioni scarsi di cristiani (termine che ci consente di includere anche i valdesi, storicamente presenti in alcune enclave locali) sparsi tra Rocca Imperiale e la fine dell’Europa continentale, se c’è un elemento che restituisca senso ai confini geografici ufficiali questo è sicuramente la testardaggine. Siamo muli noi calabresi, e come i muli scalciamo all’improvviso. Siamo muli e se ci mettiamo in testa una cosa non cambiamo idea nemmeno a morire, e prima o poi a quella cosa lì ci arriviamo. È solo che non ci siamo ancora messi in testa di essere felici”. L’anno che verrà ci porterà tante cose, già da Gennaio contiamo di comunicare molte buone notizie, ma quello che vorrei è che portasse ai catanzaresi la scelta di essere felici. E’ possibile anche qui, è possibile soprattutto qui”.

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