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3 Maggio 2026
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Primo maggio all’aglio: a Papaglionti la festa del lavoro profuma di terra, Sud e resistenza

Nel cuore di Zungri, tra le grotte basiliane e la memoria contadina, l’aglio di Papaglionti diventa simbolo di identità, fatica e rinascita. Il racconto di un microcosmo calabrese dove gastronomia e cultura si intrecciano

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Il primo maggio si può festeggiare in mille modi per chi ha voglia di farlo. Anche in periferia, anche in contesti desueti, inattesi e singolari; persino nel profondo Sud, al netto della retorica forzata che potrebbe apparire a prima vista,

Zungri, Asfalanto e il simbolo della rinascita

Non tutti sanno o ricordano che il termine “Zungri”, meno di duemila anime a sud della provincia di Vibo Valentia, importante centro archeologico dove si possono ammirare le grotte basiliane a due piani, deriva da Asfalanto, antico nome legato allo stesso territorio di Zungri, che significa “ginestra che cresce sulla roccia”, ovvero simbolo di resistenza e rinascita. Quindi del lavoro, considerato che c’è il sillogismo della festa dei lavoratori. Il sudore della terra che coltiva anche l’aglio. Da Asfalanto ad Asfaltanea il passo è breve e mi spiego.

L’associazione Asfaltanaea e la valorizzazione dell’aglio

Tanto è vero che è stata costituita, nel sito di cui si narra, qui e ora, l’associazione culturale Asfaltanaea la cui animatrice è Franca Crudo, che, tra le tante attività gastronomiche-culturali che ha compiuto e che compie, c’è la valorizzazione dell’aglio di Papaglionti. Un microcosmo, quest’ultimo, che non è altro che una piccola e lontana frazione della stessa Zungri.

Papaglionti, il borgo e le origini del nome

Il nome “Papaglionti” – recita una pubblicità locale – si fa derivare da Papas Leonitius, un sacerdote di origine greca, probabilmente proprietario del primo edificio attorno al quale, nel Medioevo, nacque l’aggregazione che portò alla formazione del paese. Qui si coltiva un aglio speciale.

Un aglio piccolo, rosa e fortemente aromatico

Esso è più piccolo rispetto alle altre varietà di aglio, ha il bulbo rosa e il gusto è piccante e fortemente aromatico. Cresce su terreni leggeri e, grazie al clima asciutto ma ventilato della zona, può svilupparsi in maniera ottimale. C’è aglio e aglio, ovviamente. E i paragoni si sprecano. Cosa hanno, per esempio, in comune l’aglione di Val di Chiana (provincia di Siena) e l’aglio di Papaglionti?

Dal Val di Chiana a Papaglionti: qualità diverse, stessa forza

La qualità; ma la dimensione è diversa. Il primo, come detto, è grande, può arrivare a pesare anche 800 grammi, il secondo è piccolino. Entrambi, però, hanno un profumo intenso e un sapore inebriante. O si amano o si odiano. Ma forse è un problema scaramantico. Come diceva Pappagone, al secolo Peppino De Filippo, nella sua formula propiziatoria: «Aglie, fravaglie, fattura ca nun quaglia!».

Tra scaramanzia, vampiri e antibiotico naturale

Un’altra credenza è quella che associa il morso del vampiro a quello delle zanzare, dato che l’aglio (Allium sativum) è uno dei repellenti più efficaci. É anche un antibiotico naturale e, quindi, è possibile che venisse utilizzato contro i vampiri, considerati dei parassiti poiché, si sa, sopravvivono succhiando il sangue delle vittime.

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