1 Luglio 2026
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Comune Vibo, il M5S apre la crisi del “metodo Romeo”: l’opposizione incalza, la maggioranza ora processa se stessa

Dopo due anni di amministrazione, i Cinquestelle chiedono al sindaco un “cambio di passo” su collegialità, programma e giunta. Forza Italia e Cuore Vibonese attaccano: “La conferma del fallimento politico e amministrativo”

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Non è ancora una crisi formale, ma politicamente ci somiglia molto. A Vibo Valentia il Movimento 5 Stelle, forza organica alla maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Romeo, mette nero su bianco un disagio che fino a ieri l’opposizione rivendicava quasi in solitudine: il passo dell’amministrazione è lento, il metodo non convince, molti punti del programma elettorale sono rimasti sospesi.

Il documento arriva al termine della riunione del Coordinamento del GT allargato agli iscritti, insieme al gruppo consiliare e agli assessori comunali del M5S. Un confronto definito dagli stessi pentastellati “schietto e senza remore”, nato per fare il punto sull’attività svolta dall’amministrazione rispetto al programma presentato agli elettori nella tornata elettorale del giugno 2024.

Il perimetro della discussione è ampio e tocca i dossier più sensibili della città: acqua, rete stradale, piazze, cantieri, traffico, verde pubblico, edilizia scolastica, Teatro, edifici storici e Biblioteche. Temi quotidiani, concreti, sui quali il M5S riconosce l’esistenza di un disagio politico ormai difficile da derubricare a semplice confronto interno.

I Cinquestelle: “Troppi punti insoluti, serve un cambio di passo”

Nel documento il Movimento rivendica la “serietà politica” con cui i propri amministratori si sarebbero comportati, “in particolare nei momenti problematici della maggioranza”, ma al tempo stesso segnala “il grave disagio che investe il movimento per i tanti punti programmatici e le tante proposte avanzate in questi due anni rimasti insoluti o non adeguatamente affrontate”.

Tra le questioni indicate come più critiche ci sono “la mancata approvazione del Regolamento del Teatro, il mancato avvio del Polo Tecnologico delle Professioni, l’assenza di collegialità nelle decisioni amministrative rilevanti”. Il punto politico è proprio questo: non solo le cose non fatte, ma il metodo con cui vengono prese le decisioni.

Il M5S chiede infatti che diventi prassi il confronto preventivo “con i Capo Gruppo e per loro tramite con le forze politiche di appartenenza”. E precisa un principio destinato a pesare nei rapporti interni alla coalizione: “Le posizioni e le richieste espresse dai gruppi consiliari o dagli assessori non possono essere trattate come se fossero a livello personale bensì come atti della propria forza politica”.

Da qui la richiesta di un confronto con il sindaco Romeo. Un confronto che i pentastellati definiscono “sereno” e “senza polemica alcuna”, ma che contiene una richiesta politica netta: “un opportuno cambio di passo nel metodo” e una verifica “del riscontro di adeguatezza a esercitare il peso politico della Giunta”.

Acqua, traffico, cultura e aree produttive: la lista delle emergenze

Il documento del M5S non si ferma alla dialettica interna. Entra nel merito delle urgenze amministrative e indica la necessità di una giunta capace di affrontare “con competenza e immediatezza le interlocuzioni con gli enti sovraordinati e la Regione in particolare”, soprattutto per reperire risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie.

L’elenco delle emergenze è pesante: “la grande questione del rifacimento generale della rete idrica nell’intero territorio comunale”, le infrastrutture viarie per decongestionare il traffico nel capoluogo, il rilancio del Sistema Bibliotecario e del Teatro, le attività portuali e quelle produttive legate all’ente regionale ARSAI, che secondo il Movimento eserciterebbe “in maniera inadeguata la gestione della zona Aeroporto e Porto Salvo”.

Forza Italia: “La maggioranza certifica il fallimento del metodo Romeo”

A cogliere immediatamente il varco è Forza Italia, con la coordinatrice cittadina Carmen Corrado. Il titolo della nota è già una sentenza politica: “Prima Iannello, ora il M5S: la maggioranza certifica il fallimento del metodo Romeo”. Secondo Corrado, le denunce dell’opposizione trovano ora conferma “nelle dichiarazioni degli stessi esponenti della maggioranza”. La coordinatrice azzurra parla di un’amministrazione segnata da “scarsa comunicazione istituzionale, decisioni assunte senza un reale confronto politico e amministrativo e una preoccupante assenza di programmazione”.

Forza Italia mette insieme due passaggi: prima le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello sulla vicenda Meridionale Petroli e sul Piano di Emergenza Esterna; poi l’affondo del Movimento 5 Stelle. Due fatti diversi, ma per l’opposizione uniti da un dato politico: “la presa di coscienza, da parte della stessa maggioranza, che il metodo con cui viene amministrata Vibo Valentia presenta evidenti criticità”.

“Il problema non è più l’opposizione”

La parte più dura della nota riguarda il metodo di governo del sindaco Romeo. Corrado afferma che “se un autorevole esponente della maggioranza sente il bisogno di richiamare questi principi, significa che il problema esiste e non può più essere ignorato”.

Poi l’attacco diretto: “Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Iannello e quelle del Movimento 5 Stelle rappresentano la conferma più evidente di quanto Forza Italia sostiene da tempo”. E ancora: “Quando sono gli stessi esponenti della maggioranza a denunciare la mancanza di collegialità, la necessità di maggiore condivisione e le difficoltà dell’azione amministrativa, significa che il problema non è più l’opposizione, ma il metodo di governo adottato dal Sindaco Romeo”. Per Forza Italia, quel metodo “continua a produrre divisioni interne, ritardi decisionali e una gestione che appare spesso improvvisata”.

Cuore Vibonese: “Troppo tardi per prendere le distanze”

Ancora più frontale la posizione del gruppo consiliare Cuore Vibonese, firmata da Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria. Il giudizio è netto: “Il Movimento 5 Stelle scopre oggi ciò che l’opposizione denuncia da due anni. Troppo tardi per prendere le distanze da un fallimento che porta anche la loro firma”.

Il gruppo di opposizione parla di “un certo stupore” davanti al documento pentastellato e rivendica di avere denunciato fin dall’inizio della consiliatura che “la città è ferma, il programma elettorale è stato largamente disatteso e le promesse fatte ai vibonesi sono rimaste, nella maggior parte dei casi, soltanto sulla carta”. Anche qui il punto è politico prima ancora che amministrativo. Cuore Vibonese riconosce che l’elenco delle criticità indicato dal M5S coincide con quello più volte sollevato dall’opposizione: “Acqua, viabilità, cantieri infiniti, rete idrica, opere pubbliche, verde urbano, edilizia scolastica, strutture culturali, teatro, biblioteche, aree industriali”. Ma aggiunge una differenza decisiva: “Noi lo facciamo dai banchi dell’opposizione; loro lo scoprono dopo due anni trascorsi a governare la città”.

Stare in maggioranza e criticare la maggioranza

La replica di Cuore Vibonese colpisce il punto più fragile della posizione pentastellata: il M5S non è un soggetto esterno all’amministrazione Romeo, ma una forza che siede in maggioranza e partecipa alla giunta. “Non possono presentarsi oggi come osservatori esterni o come semplici critici dell’amministrazione”, scrive il gruppo consiliare. “Sono parte integrante di questa maggioranza, hanno propri uomini in giunta, partecipano quotidianamente alle scelte amministrative e hanno condiviso fino ad oggi responsabilità politiche e amministrative”.

La conclusione è un’accusa politica pesante: “Le criticità che denunciano sono anche il risultato della loro azione o, peggio ancora, della loro inerzia”. E ancora: “Chi governa non può fare contemporaneamente la parte dell’accusa e quella della difesa. Le responsabilità si assumono, non si scaricano sugli altri quando il consenso viene meno”.

Due anni dopo, il bilancio diventa un problema interno

La vicenda apre una fase delicata per la maggioranza di Vibo Valentia. Il M5S non rompe, non minaccia uscite, non alza formalmente il livello dello scontro. Ma chiede un cambio di passo e mette sul tavolo una verifica politica-programmatica dopo due anni di amministrazione. L’opposizione, invece, legge quel documento come una certificazione: la maggioranza avrebbe ammesso da sola le difficoltà che per mesi erano state denunciate dai banchi opposti. Il risultato è che il dibattito non riguarda più soltanto i singoli dossier, ma la tenuta complessiva del metodo Romeo. La partita ora si sposta sul sindaco. Toccherà a Enzo Romeo capire se il documento del Movimento 5 Stelle è un semplice richiamo interno o il primo segnale di una maggioranza che, mentre governa, comincia già a processare se stessa.

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