Il Santuario della Madonna di Polsi, nel cuore dell’Aspromonte reggino, è tornato ad accogliere i fedeli dopo un anno di lavori di manutenzione strutturale.
La riapertura al culto arriva dopo le numerose frane che hanno reso impraticabile la strada carrozzabile “Casello di Cano–Polsi”, interrompendo di fatto l’accesso ordinario al luogo di culto.
Da oggi il santuario è raggiungibile esclusivamente a piedi, attraverso gli antichi sentieri che risalgono la montagna.
Il pellegrinaggio guidato dall’arcivescovo Oliva
La riapertura è stata accompagnata da un pellegrinaggio simbolico e comunitario guidato dall’arcivescovo della diocesi di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva.
Fedeli e rappresentanti della comunità hanno percorso a piedi per circa quattro ore il tragitto che da San Luca, a 244 metri sul livello del mare, conduce fino al santuario situato a oltre 800 metri di quota.
Il cammino ha seguito il tracciato che costeggia il greto della fiumara del Bonamico, attraversando le località di San Gianni e delle Case Stranges, in un paesaggio dominato dai monoliti naturali di Pietra Cappa, Pietra Castello, Pietra Lunga e Rocca di San Pietro.
“Polsi è una casa aperta alla speranza”
Arrivati al santuario dopo la lunga salita, l’arcivescovo Oliva ha presieduto un momento di preghiera, sottolineando il valore simbolico della riapertura.
“La riapertura del Santuario di Polsi rappresenta un momento di grande valore ecclesiale e comunitario, un luogo che appartiene alla memoria spirituale della Calabria e che oggi, grazie agli interventi eseguiti, può accogliere in sicurezza quanti cercano consolazione, preghiera e speranza“, ha dichiarato.
E ancora: “Il cammino compiuto insieme ai pellegrini testimonia che Polsi è, e rimane, una casa aperta“.
Un luogo simbolo della tradizione religiosa calabrese
Il Santuario di Polsi rappresenta da secoli uno dei principali luoghi di culto mariano della regione, con migliaia di fedeli che ogni anno, nella prima domenica di settembre, raggiungono la località aspromontana per affidare alla Madonna della Montagna sofferenze e speranze.
Tra spiritualità e ombre del passato
Il sito è noto anche per le sue pagine più controverse: in passato, infatti, durante le festività mariane, Polsi è stato indicato come uno dei luoghi in cui la criminalità organizzata calabrese si riuniva per la gestione degli equilibri interni e l’assegnazione delle cariche del cosiddetto “Crimine”, all’interno dei tre mandamenti della struttura mafiosa reggina.
Una dimensione che oggi si contrappone al valore religioso e comunitario del santuario, tornato ad essere accessibile ai fedeli attraverso un percorso interamente a piedi, nel cuore più impervio dell’Aspromonte.










