4 Agosto 2026
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Corte dei Conti, scontro sulla riforma: le toghe contabili chiedono un rinvio al Governo per tutelare l’indipendenza

Alla vigilia dell'esame in Consiglio dei Ministri del decreto delega, l'Associazione Magistrati lancia l'allarme sui rischi per l'autonomia della magistratura e l'efficienza dei controlli. Il presidente Centrone sollecita un tavolo di confronto urgente con l'esecutivo.

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Tensione tra la magistratura contabile e l’esecutivo alla vigilia del passaggio decisivo sul riordino delle funzioni di controllo e giurisdizione. In vista della riunione del Consiglio dei Ministri chiamata ad approvare in prima lettura il decreto delega di riforma della Corte dei Conti, l’Associazione Magistrati della Corte dei Conti ha espresso forte preoccupazione per i contenuti del provvedimento e per la rapidità dell’iter normativo. Durante una conferenza stampa convocata per illustrare le criticità del testo, le toghe contabili hanno inoltrato una formale richiesta di rinvio al Governo per consentire un approfondimento tecnico preliminare e hanno rinnovato la sollecitazione per la convocazione di un incontro urgente.

“Oggi il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare in prima lettura il decreto delega di riforma della Corte dei Conti. Noi riteniamo che una frettolosa approvazione rischia di minare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura contabile senza un ritorno in termine di efficace svolgimento delle funzioni e soprattutto di efficienza nell’erogazione di servizi da parte della pubblica amministrazione. Chiediamo, quindi, al Governo un breve rinvio” ha affermato con fermezza il presidente dell’Associazione Magistrati della Corte dei Conti, Donato Centrone.

L’organizzazione territoriale e il nodo dell’efficienza dei servizi pubblici

Secondo la rappresentanza dei magistrati contabili, il testo proposto necessita di una revisione strutturale che rischia altrimenti di indebolire la presidio di legalità sugli enti pubblici e sulla spesa territoriale. La magistratura contabile rivendica un ruolo attivo nella definizione delle nuove regole, offrendo disponibilità a un contributo collaborativo per evitare il ridimensionamento delle tutele costituzionali.

Donato Centrone ha specificato come vi siano ambiti prioritari “su cui l’Associazione potrà dare il suo contributo”. Il riferimento riguarda in particolare “l’organizzazione centrale e soprattutto regionale delle sezioni perché c’è un problema di efficienza nella erogazione che la Costituzione affida alla Corte dei Conti. Sotto questo profilo si rischia di esercitare male le funzioni con diminuzione di garanzie” ha concluso il presidente.

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