La crisi idrica a Cosenza riaccende il confronto politico sulla gestione dell’acqua e sulla distribuzione nelle diverse zone della città. A intervenire è Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che da un lato difende gli interventi avviati dalla Regione Calabria e dall’altro chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso. Il nodo, secondo Brutto, non riguarda soltanto le criticità delle grandi infrastrutture, ma anche l’efficienza della rete cittadina, la manutenzione e le modalità con cui viene gestita l’erogazione. Da qui la richiesta al primo cittadino di fare chiarezza sugli interventi eseguiti e sui criteri adottati per distribuire l’acqua nei quartieri.
“La crisi idrica che sta interessando Cosenza non si risolve con le polemiche, né con la ricerca di responsabilità da attribuire sempre agli altri”, afferma il consigliere regionale, sostenendo la necessità di investimenti, programmazione e infrastrutture adeguate. Brutto rivendica quindi l’impegno della Regione, del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore regionale Antonio Montuoro per affrontare le criticità del sistema idrico.
Dal bypass dell’Abatemarco ai 163 milioni per gli acquedotti
Nel suo intervento, Brutto richiama le opere già realizzate e i programmi di investimento destinati a rafforzare l’approvvigionamento idrico regionale. Tra gli interventi citati figura il by-pass dell’Abatemarco, realizzato con un investimento di circa due milioni di euro e concepito per consentire la continuità dell’erogazione durante le operazioni di riparazione dell’acquedotto. Il capogruppo di Fratelli d’Italia menziona inoltre la sostituzione delle condotte maggiormente deteriorate, con l’obiettivo di ridurre i guasti e limitare le interruzioni del servizio.
Un altro fronte è quello dell’ingegnerizzazione della rete distributiva di Cosenza, attraverso la distrettualizzazione, il controllo delle pressioni e il telecontrollo. Strumenti che, secondo Brutto, possono migliorare l’affidabilità del sistema, purché siano accompagnati da monitoraggio costante e interventi tempestivi. Lo sguardo è rivolto anche alle opere future. Il consigliere regionale cita la programmazione condivisa da Sorical, Arrical e Regione Calabria per la riqualificazione degli acquedotti Trionto, Abatemarco e Bufalo, per un valore complessivo indicato in 163 milioni di euro. Tra le risorse richiamate figura anche lo stanziamento ministeriale di 74 milioni per lo schema idrico del Trionto.
Secondo Brutto, l’interconnessione prevista in corrispondenza di Bisignano potrà contribuire a rafforzare l’approvvigionamento idrico anche a beneficio del Cosentino. L’esponente di FdI invita però a evitare contrapposizioni tra territori, sostenendo che la sicurezza idrica richieda una strategia complessiva e interventi capaci di tradurre le risorse in opere concrete.
La richiesta a Franz Caruso: “Un rendiconto chiaro sulla manutenzione“
La parte più critica dell’intervento riguarda direttamente il Comune di Cosenza. Per Brutto, se alla Regione compete intervenire sulle grandi infrastrutture, l’amministrazione cittadina deve rispondere dell’efficienza della rete di propria competenza. Al sindaco Franz Caruso viene chiesto di rendere conto delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, indicando quali interventi siano stati programmati e realizzati, con quali risorse e con quali risultati. “È altrettanto necessario che il Comune si assuma fino in fondo le proprie responsabilità per quanto riguarda la rete cittadina”, sostiene il consigliere regionale, sollecitando maggiore trasparenza sull’operato dell’amministrazione.
Brutto riferisce inoltre che, in diverse aree di Cosenza, l’acqua mancherebbe già dalla tarda mattinata, anche al di fuori dei periodi estivi e delle giornate più calde. Una situazione che, nella sua ricostruzione, rende necessario verificare non soltanto le condizioni delle condotte, ma anche le modalità di gestione della distribuzione.
Le “manovre” sulla rete e i dubbi sui criteri di distribuzione
Nel mirino del capogruppo regionale finiscono anche le cosiddette «manovre» sulla rete idrica, che dovrebbero consentire una ripartizione equilibrata dell’acqua tra le diverse zone della città. Secondo Brutto, tuttavia, queste operazioni apparirebbero talvolta arbitrarie agli occhi dei cittadini, che non avrebbero informazioni sufficienti sui criteri utilizzati e sulle ragioni delle interruzioni. Si tratta di rilievi e contestazioni politiche formulate dal consigliere regionale, che chiede al Comune di fornire chiarimenti e dati verificabili sulla gestione del servizio.
“Le grandi opere sono indispensabili, ma non possono sostituire la manutenzione quotidiana, la verifica delle condotte, la tempestiva riparazione delle perdite e una gestione attenta della distribuzione”, afferma Brutto, sottolineando che gli investimenti sulle infrastrutture sovracomunali devono essere accompagnati da un’efficiente gestione della rete cittadina.
“Meno scaricabarile, più responsabilità e risultati verificabili“
La posizione di Fratelli d’Italia, conclude Brutto, è quella di chiedere un impegno parallelo ai diversi livelli istituzionali: la Regione deve proseguire con gli investimenti strutturali, mentre il Comune deve garantire una gestione adeguata alle esigenze della popolazione.
“I cittadini hanno diritto di sapere se, accanto alle criticità che dipendono dalle infrastrutture sovracomunali, sia stato fatto tutto il necessario per prevenire e contenere i disservizi sulla rete di competenza comunale”, dichiara. La richiesta politica è dunque quella di affiancare ai programmi di lungo periodo una verifica puntuale degli interventi effettuati sul territorio cittadino. Il messaggio finale del consigliere regionale è netto: «Meno scaricabarile, più responsabilità e risultati verificabili».














