6 Agosto 2026
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Due miliardi di fondi europei sotto esame: la Corte dei Conti verifica il POR Calabria

Gli auditor passano al setaccio i progetti finanziati dal programma 2014-2020. In arrivo anche la Commissione Europea: al centro opere, spesa e risultati ottenuti sul territorio

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A oltre dieci anni dall’avvio della programmazione e a pochi mesi dalla sua definitiva chiusura amministrativa, il POR Calabria 2014-2020 torna sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Stamattina, negli uffici regionali della Cittadella, gli auditor della magistratura contabile europea incontreranno i responsabili dell’attuazione del programma che, secondo i dati ufficiali, si è concluso nel febbraio scorso con una dotazione complessiva di circa due miliardi di euro.

La verifica sui progetti finanziati

Non una semplice riunione tecnica. La Corte ha infatti estratto a sorte alcuni interventi finanziati nell’ambito del programma e procederà a verifiche puntuali sulla loro attuazione, sulla spesa sostenuta e sui risultati conseguiti. Un controllo che arriva al termine di una delle più importanti stagioni di utilizzo dei fondi europei in Calabria e che punta ad accertare non soltanto quanto si è speso, ma soprattutto come si è speso. L’attenzione resta alta anche da parte delle istituzioni europee. A fine mese una delegazione della Commissione Europea sarà infatti in Calabria per una serie di incontri istituzionali che culmineranno a Villapiana. Un appuntamento preparato secondo procedure rigorose che coinvolgono direttamente le rappresentanze diplomatiche e gli organismi comunitari, a testimonianza di quanto Bruxelles continui a monitorare l’utilizzo delle risorse europee nei territori.

Il momento della verità per la Regione

Per la Regione si tratta di un passaggio particolarmente delicato. La chiusura formale del ciclo 2014-2020 rappresenta infatti il momento della verità: dopo anni di rendicontazioni, proroghe e corse contro il tempo per certificare la spesa, arriva la fase in cui numeri, opere e risultati vengono confrontati senza possibilità di rinvii. La domanda che accompagna ogni chiusura di programmazione europea resta sempre la stessa: i fondi sono stati soltanto spesi o hanno realmente prodotto sviluppo? Anche da questa verifica dipenderà una parte della credibilità con cui la Calabria si presenta oggi alla nuova stagione dei finanziamenti europei.

Il programma da oltre due miliardi

Per comprendere la portata della verifica avviata dalla Corte dei Conti bisogna ricordare che il POR Calabria 2014-2020 è stato uno dei più importanti programmi di investimento pubblico mai gestiti dalla Regione. Approvato dalla Commissione Europea nel 2015, il Programma aveva una dotazione iniziale di circa 2,37 miliardi di euro, successivamente rimodulata nel corso degli anni attraverso riprogrammazioni e misure straordinarie legate anche all’emergenza pandemica. Si tratta di risorse europee destinate a infrastrutture, innovazione, sostegno alle imprese, formazione, occupazione, inclusione sociale, ambiente e digitalizzazione. In altre parole, una parte rilevante delle politiche pubbliche regionali dell’ultimo decennio è transitata attraverso il POR, oggi PR. Non a caso la capacità della Calabria di spendere i fondi europei è stata per anni uno degli indicatori più osservati da Bruxelles. Già nel 2019 la Regione aveva raggiunto e superato gli obiettivi intermedi di spesa fissati dalla Commissione Europea, ottenendo anche risorse premiali aggiuntive.

Non conta solo spendere, ma spendere bene

La vera partita, tuttavia, non si gioca soltanto sulla quantità della spesa. Nella politica di coesione europea il tema centrale è sempre più la qualità degli investimenti e la loro capacità di produrre effetti permanenti sul territorio. Per questo le verifiche della Corte dei Conti assumono un significato che va oltre il mero controllo contabile: servono a capire se dietro le certificazioni di spesa esistano opere funzionanti, servizi realmente erogati, imprese sostenute e risultati misurabili.

L’esame finale della programmazione europea

La circostanza che nel 2026 si stia ancora discutendo del ciclo 2014-2020 non deve sorprendere. Le regole europee consentono infatti una lunga fase di chiusura amministrativa e di verifica finale. La certificazione conclusiva delle spese è stata trasmessa nel 2025 e solo nel febbraio 2026 si è conclusa la procedura di chiusura finanziaria davanti alle istituzioni comunitarie. È il momento in cui i numeri diventano definitivi e ogni euro speso deve trovare piena giustificazione documentale. Anche per questo assume particolare rilievo la visita che nei prossimi giorni porterà in Calabria funzionari europei chiamati a verificare alcuni interventi selezionati. Nella grammatica delle istituzioni comunitarie questi controlli rappresentano l’ultimo passaggio di un percorso iniziato oltre dieci anni fa. Per la Calabria è una sorta di esame finale: non soltanto per dimostrare di aver speso le risorse disponibili, ma per provare che quei due miliardi di euro abbiano lasciato qualcosa di più duraturo di una semplice rendicontazione.

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