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28 Febbraio 2026
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Faragalli sfida Caruso per la Provincia di Cosenza: “Non è una partita chiusa: il voto ponderato può riservare sorprese”

Il candidato moderato e sindaco di Montalto: “Serve stabilità e un piano concreto su viabilità e fondi bloccati. Lavoreremo con tutti i sindaci, tavoli tecnici ogni tre mesi”. Sui conti dell’ente: “Priorità alle strade e alle aree interne”

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E’ considerato l‘outsider del centrodestra, che su di lui punta tantissimo nella speranza di riconquistare la guida di una delle province più estese d’Italia, quella cosentina.

Il centrosinistra, com’è noto, schiera il sindaco del capoluogo bruzio, Franz Caruso, che ha dalla sua accordi pesanti, specie con i suoi omologhi delle città che il voto ponderato (quella  porcheria di sistema elettorale per la quale gli amministratori degli enti intermedi debbano essere votati dai soli sindaci e consiglieri, anziché dal popolo tutto) stima di fascia alta.

Ma l’aitante Biagio Faragalli, sindaco moderato di Montalto Uffugo, è convinto che tra le compagini a sostegno dei sindaci di sinistra, si annidino molte sorprese, che potrebbero scompaginare i piani dell’area progressista.

Sindaco, come definirebbe la sua candidatura alla presidenza della provincia di Cosenza, e perché l’ha accettata?

“L’esperienza esaltante di sindaco di Montalto Uffugo, mi sta dando molto in termini di stimoli e di soddisfazioni. La nostra città è in piena fase espansiva, non solo dal punto di vista demografico, con una media di quasi 600 nuove residenze all’anno, ma anche strutturalmente in forza del raddoppio della galleria del Santo Marco, del collegamento alla stazione dell’alta velocità  di Santa Maria di Settimo, lo svincolo autostradale e il ponte di collegamento tra la stessa Santa Maria e l’Unical, una zona peraltro individuata come sito per il nuovo ospedale. Insomma viviamo un momento di forte rigoglio, che rispecchia il clima di forte condivisione tra sindaco, consiglieri e assessori comunali in ordine a scelte che cambiano in meglio il destino di un grande centro.

Se vogliamo, anche da questa metodologia concertativa, trae origine l’accettazione entusiasta della candidatura a presidente della provincia di Cosenza, la piu’ estesa della Calabria; un modus operandi che vorrei radicare con convinzione nell’ente intermedio.

Metto, dunque, la  mia passione per lo spirito di squadra al servizio di questa causa, per raggiungere obiettivi all’altezza di un territorio che consta di ben 155 municipalità. Da qui, l’intenzione di istituire tavoli tecnici con i primi cittadini da convocare ogni 60/90 giorni per strutturare soluzioni da dare alle emergenze, ma anche per affrontare la programmazione”.

La saldatura intorno al suo avversario, Franz Caruso, dei sindaci piu’ popolosi, vedi Stasi, Principe e Capalbo, tanto per citarne alcuni, costituisce uno svantaggio oggettivo per effetto del voto ponderato. Come si può capovolgere la situazione?

“Sono persuaso dall’idea che la saldatura delle grandi città cui lei fa di riferimento, tranne Acri, che si trova in altra fascia, insieme a Montalto, Scalea, Paola, Castrovillari, Amantea  ed altri comuni, non sia così scontata a favore del centrosinistra. E il motivo sta nel dato che in tutte le maggioranze, anche quelle che possono sembrare più granitiche, vi siano rappresentanti provenienti dal civismo, i quali non possono essere considerati in automatico adesivi all’area progressista. Ed è su queste figure che stiamo lavorando, senza furberie o invadenze, ma facendo leva sull’unico strumento di convincimento di cui disponiamo, il programma messo appunto con la nostra determinazione e con la collaborazione di tutte le forze politiche del centrodestra e i consiglieri regionali ,che hanno ritenuto di convergere sulla mia persona, e che ringrazio pubblicamente.

Sono, infatti, gratificato dalla fiducia corale che mi è stata data, non per cogliere una mera vittoria, ma per garantire serenità e stabilità governativa, fino al momento in cui, me lo auguro, il voto provinciale ritornerà nella piena disponibilità democratica di tutti i cittadini, e non solo di sindaci e consiglieri.

Ci sono sfide fondamentali che ci attendono,  come ad esempio  lo sblocco dei fondi per la Scalea Mormanno, per la Strada statale 105 che collega Sant’Agata D’Esaro a Belvedere e altre arterie di grande interesse collettivo. Sfide che vanno vinte, sapendo di poter contare sul massimo dell’armonia”.

Ci risulta che alcuni suoi colleghi di centrodestra avrebbero ambito alla nomination e che, sebbene non lo dichiarino apertamente, siano alquanto delusi di com’è andata. Le chiedo al riguardo, se tema casi di disimpegno elettorale

 “All’interno di una coalizione forte e  plurale, è naturale che le proposte sulle quali ci si confronta siano diverse. Anche nel caso di specie della mia indicazione, il valore del dibattito interno è stato valorizzato e allargato  alle realtà civiche,  al fine di trovare la giusta quadra , mantenendo il centrodestra unito sull’obiettivo della conquista di una istituzione fondamentale.

La presentazione delle liste di qualche giorno fa, insieme a tutti gli esponenti regionali e a tantissimi amministratori locali, è stata una prova fisica, evidente del fatto che questa alleanza sia prima di tutto una grande famiglia. Infatti, essa dapprima ha avuto la capacità di interrogarsi e poi è riuscita ad operare una sintesi. Questo si chiama valore democratico, che noi abbiamo onorato, contrariamente ad altri contesti dove la candidatura è stata imposta dall’alto”.

Che provincia immagina per il futuro, data anche la pesante situazione finanziaria che toccherà affrontare al nuovo presidente?

“Quando immagino la provincia del futuro vengo percorso da una grande emozione.  E questo perché, il nostro non è solo un territorio bellissimo, ma vanta pure una concentrazione importante di amministratori locali validi, visionari e allo stesso tempo pragmatici; ce ne sono davvero tanti e lasciano ben sperare per il domani delle nostre comunità, poiché tutti vogliono lasciare un segno tangibile del loro operato.

Quanto alle dinamiche interne all’ente intermedio, immagino una stimolazione continua tra il presidente, i consiglieri e gli uffici, che devono marciare insieme verso il raggiungimento degli obiettivi. Sulla questione finanziaria, io privilegio un approccio concreto, lontano dalle polemiche sulle colpe, che non mi appassiona affatto.

C’è una mole di mutui, circa 404 milioni di euro contratti nell’ultima gestione, prima della riforma Del Rio, i quali hanno subito alterazioni per effetto anche dello snaturamento del ruolo dell’ente. Capire come destinare le risorse ritengo sia l’imperativo principale, insieme a quello di indirizzarle primariamente alla viabilità, perché questo è il settore cruciale per lo sviluppo della provincia di Cosenza. Aree interne, minoranze linguistiche, Valli dell’Esaro e Savuto, Pollino, Alto e basso Jonio e Tirreno, sono zone che presentano fragilità in termini di infrastrutture viarie che non possiamo più tollerare”. 

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