Forza Italia ha scelto di schierare come figure di riferimento per i comitati a sostegno del sì al referendum persone che hanno subito casi di malagiustizia. Lo ha reso noto il senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, responsabile del partito per i comitati del sì insieme al deputato Enrico Costa, intervenendo a una conferenza stampa tenuta alla Camera in occasione della Giornata della Giustizia negata.
La scelta dei frontmen e il caso Siclari
Il senatore Zanettin ha spiegato che la caratteristica dei comitati sarà quella di “mettere in evidenza i casi di malagiustizia“. I frontmen di queste strutture saranno, pertanto, “persone che hanno ingiustamente vissuto delle vicende giudiziarie, subendo danni enormi alla loro reputazione, ai loro affari, alle loro famiglie“.
Tra questi esponenti figura l’ex senatore di Forza Italia, Marco Siclari. Zanettin ha citato il caso dell’ex parlamentare, coinvolto in Calabria in quella che ha definito “una di quelle inchieste scoop in cui si va alla ricerca di persone famose. Siclari, “certo della propria innocenza, ha scelto il rito abbreviato“.
Il senatore ha ripercorso l’iter giudiziario di Siclari: “Il Gip, troppo vicino al Pm, ha condannato Marco a 5 anni. Il giudice che invece ha processato gli altri soggetti coinvolti nella stessa inchiesta, li ha assolti tutti. Poi in appello è stato assolto anche Marco“. Nonostante il proscioglimento in secondo grado, Zanettin ha sottolineato che Siclari “intanto non è stato rieletto in Parlamento“.
L’obiettivo della riforma giudiziaria
Il senatore Zanettin ha precisato che la riforma sostenuta da Forza Italia ha l’obiettivo di intervenire sui meccanismi procedurali: “Ecco, la nostra riforma serve proprio ad evitare questo collateralismo tra giudici e Pm“.








