Nuovo capitolo dello scontro politico tra Domenico Furgiuele e Amedeo Mormile. Il parlamentare di Futuro Nazionale replica alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Catanzaro e rilancia le accuse sulla gestione della Lega in Calabria, rivendicando il proprio percorso politico e il consenso raccolto sul territorio.
Furgiuele: “Mormile è stato eletto con un’elezione di secondo livello”
Furgiuele parte proprio dal ruolo ricoperto da Mormile per contestare le sue considerazioni sul consenso elettorale. “Amedeo Mormile continua a parlare e, più parla, più rende evidenti le ragioni per le quali abbiamo deciso di lasciare una Lega ridotta da lui e dai suoi sodali a strumento di conservazione di piccoli sistemi di potere”.
Poi l’affondo sul metodo di elezione del presidente della Provincia di Catanzaro. “Prima di impartire lezioni sul consenso popolare a chi si è misurato ripetutamente con gli elettori, abbia almeno la prudenza di ricordare come è arrivato sulla poltrona dalla quale oggi pontifica”.
Il confronto sul lavoro e sul percorso professionale
La replica si sposta quindi sul terreno personale e professionale, dopo i riferimenti di Mormile al percorso di Furgiuele. “Quanto al lavoro, accetto volentieri il confronto. Io un mestiere l’ho sempre avuto e ho sempre lavorato anche fuori dalla politica”.
Il parlamentare invita quindi Mormile a concentrarsi sul proprio percorso. “Mormile, invece di occuparsi della mia palestra o di cosa mangio la domenica, potrebbe spiegare ai calabresi il proprio percorso professionale e gli incarichi ricoperti nelle strutture della politica regionale”.
La rivendicazione delle risorse per Lamezia
Furgiuele respinge anche le critiche relative a quanto avrebbe prodotto per il territorio durante gli anni da parlamentare. “Mi chiede poi cosa abbia portato al territorio in questi anni da parlamentare. È una domanda che dimostra quanto poco conosca persino il territorio che pretende di rappresentare”.
Nella sua replica cita quindi alcuni interventi sui quali rivendica il proprio interessamento, a partire dal Tribunale di Lamezia Terme, per il quale sarebbero stati ottenuti importanti finanziamenti destinati all’edificio giudiziario. Il riferimento riguarda anche le Stazioni dei Carabinieri di Sambiase e Lamezia Terme Scalo, alle quali sarebbero state destinate risorse per ristrutturazione, efficientamento energetico e manutenzione.
Furgiuele richiama inoltre gli interventi sul patrimonio ecclesiastico e monumentale di Lamezia Terme.
Il riferimento al sindaco Murone e al PINQuA
Nella replica entra anche il rapporto con il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone e la vicenda relativa al PINQuA. “Lo chieda al sindaco Mario Murone, scelto per Lamezia proprio dal sistema politico catanzarese tanto caro a Mormile: sul PINQuA è stato lo stesso sindaco a riconoscere pubblicamente il mio interessamento presso il Ministero delle Infrastrutture per salvaguardare finanziamenti fondamentali per la città”.
Furgiuele sintetizza così la propria posizione: “Questi non sono slogan. Sono atti, cifre e finanziamenti verificabili”.
“A Lamezia la Lega ha raccolto circa 3mila voti”
Il confronto torna quindi sul consenso elettorale. “Quando altri si guardavano bene dal mettere il proprio simbolo alla prova delle urne, io ho costruito liste, raccolto consenso e formato classe dirigente”.
Furgiuele rivendica in particolare il risultato ottenuto alle elezioni comunali di Lamezia Terme, dove la lista della Lega avrebbe raccolto circa 3.000 voti, eleggendo tre consiglieri comunali ed esprimendo un assessore. “Ho contribuito per due volte all’elezione di rappresentanti in Consiglio provinciale e ho costruito sul territorio quel partito che Mormile ha trovato già apparecchiato e che oggi pretende di raccontare come una propria conquista”.
Lo scontro sulla Lega calabrese
È sul futuro della Lega in Calabria che Furgiuele concentra la parte più politica della sua replica. “La differenza tra noi è tutta qui, io la Lega in Calabria ho contribuito a costruirla quando era difficile farlo; lui è arrivato quando c’erano già posti da occupare e potere da amministrare”.
Il parlamentare respinge inoltre la lettura secondo cui Futuro Nazionale sarebbe approdato nell’area del centrosinistra o del cosiddetto campo largo. “Noi non siamo passati a sinistra. Siamo andati più a destra”.
“Abbiamo lasciato una Lega trasformata”
Secondo Furgiuele, la rottura con la Lega sarebbe maturata proprio a causa di una trasformazione del partito rispetto alla sua impostazione originaria. “Abbiamo lasciato una Lega che Mormile, i suoi sodali catanzaresi, Durigon e Salvini hanno progressivamente trasformato rispetto al partito militante nel quale avevamo creduto e per il quale avevamo combattuto”.
Nel mirino finiscono soprattutto le modalità di gestione politica e territoriale. “Abbiamo lasciato soprattutto un metodo: quello delle decisioni calate dall’alto, delle spartizioni territoriali e di una Calabria nella quale qualcuno pretende che Catanzaro decida anche ciò che deve accadere a Lamezia”.
Il caso Murone diventa terreno di scontro
Furgiuele torna poi sulla nascita dell’esperienza amministrativa guidata da Mario Murone, definendola emblematica del sistema politico che contesta. “Persino la vicenda Murone è emblematica, una scelta imposta politicamente da fuori e subita da una parte della comunità politica lametina”.
Il parlamentare sostiene però di aver inizialmente lavorato per il buon funzionamento dell’amministrazione. “Noi abbiamo provato lealmente a far funzionare quell’esperienza amministrativa, mettendoci uomini, voti, programma e responsabilità. Poi abbiamo capito che quel metodo non ci apparteneva più”.
“Ogni loro attacco ci fa crescere”
La conclusione mantiene toni fortemente polemici nei confronti della dirigenza leghista calabrese. “Mormile continui pure su questa strada. Anzi, mi auguro che lui e i suoi sodali continuino a governare la Lega calabrese esattamente così”.
Secondo Furgiuele, le scelte degli avversari finirebbero per rafforzare Futuro Nazionale. “Ogni loro arroganza porta persone a Futuro Nazionale. Ogni loro operazione di palazzo rende più evidente la necessità di un’alternativa. Ogni loro attacco ci fa crescere”.
“A decidere saranno i cittadini”
Furgiuele rivendica infine l’obiettivo di costruire un diverso progetto politico nell’area del centrodestra. “Noi abbiamo scelto di combattere contro questo centrodestra del potere per il potere per costruire un centrodestra diverso, identitario, popolare e libero dalle rendite di posizione”.
La sfida, secondo il parlamentare, sarà affidata direttamente agli elettori. “E presto saranno i calabresi, con elezioni vere e con una scheda in mano, a stabilire chi rappresenta qualcosa e chi rappresenta soltanto un sistema”.
L’ultima stoccata è ancora per Mormile: “Prima o poi arrivano anche le elezioni di primo livello. E lì non votano i palazzi. Votano i cittadini”.












