27 Agosto 2026
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Perquisizioni al Tribunale di Milano: caccia ai fascicoli del funzionario in odor di ‘ndrangheta

Armi, soldi falsi e gratta e vinci nell’ufficio sequestrato: i carabinieri passano al setaccio le pratiche del 54enne

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Come riporta Ansa, è in corso, come preannunciato, una seconda attività di perquisizione e acquisizione, da parte dei carabinieri della sezione polizia giudiziaria, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano nell’ufficio, posto sotto sequestro a luglio, dove lavorava l’autista e funzionario amministrativo finito al centro di una inchiesta per tentata truffa e falso con l’aggravante mafiosa e anche di contestuali verifiche dei vertici del Tribunale. Secondo le indagini del pm Stefano Ammendola, il dipendente amministrativo, 54 anni, avrebbe tentato di far arrivare quasi un milione di euro, somma che era stata confiscata in un procedimento, ad un uomo della ‘ndrangheta, precisamente della “cosca Condello”, anche lui indagato. Oggi, da quanto si è saputo, alla presenza anche del difensore del 54enne, l’avvocato Roberto Grittini, gli investigatori stanno lavorando per acquisire tutti i fascicoli passati per le mani del funzionario, che si occupava anche della gestione dei dissequestri (per somme per milioni di euro), per verificare altre presunte irregolarità. E stanno cercando documentazione su quel procedimento con al centro il tentativo di dirottare quasi un milione.

“Le carte non sono in quell’ufficio”

Carte che, però, secondo la difesa, non stanno in quell’ufficio. Mentre i dispositivi informatici sono stati già acquisiti, le nuove attività si concentrano anche su una decina di armi, tanti soldi falsi, ma anche gratta e vinci, custoditi in quell’ufficio che di fatto sarebbe diventato pure un luogo dove venivano tenuti beni sotto sequestro. Per l’accusa, il dipendente amministrativo avrebbe compilato un modulo, con “in calce” la sua firma, e con la “disposizione di restituire” al 40enne quella somma. Equitalia Giustizia, dopo aver ricevuto la richiesta di sblocco e restituzione del denaro, chiese “chiarimenti” il 15 luglio alla presidenza della sezione Gip. Non risultava alcun provvedimento sulla restituzione dei soldi e il giorno successivo sono scattati gli accertamenti. Si stanno passando al setaccio ora le altre pratiche gestite dal 54enne, mentre l’ex autista è stato trasferito ad altro incarico e ufficio in Lombardia

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