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6 Marzo 2026
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Giustizia, Schlein attacca il governo: “Riforma per controllare i magistrati, non per aiutare i cittadini”

A Palermo la segretaria del Pd critica il progetto: “Non accelera i processi né tutela i precari”. Nel mirino anche le parole della presidente del Consiglio

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Dal palco del cinema Rouge et Noir di Palermo, durante l’iniziativa “Vota no per difendere la Costituzione”, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rilanciato il tema dell’indipendenza della magistratura, collocandolo al centro dello scontro politico sulla riforma della giustizia proposta dall’attuale maggioranza.

A margine dell’evento, intervenendo con i giornalisti, Schlein ha dichiarato che difendere l’autonomia dei magistrati “serve a tutte le cittadine e i cittadini che altrimenti non hanno il potere e i soldi per far valere le proprie ragioni”. Secondo la leader dem, il provvedimento in discussione “non è una vera riforma della giustizia perché non migliora l’efficienza della giustizia per i cittadini italiani, non accelera i processi, non stabilizza i 12 mila precari della giustizia che stanno cercando di accelerare i processi”.

Le dichiarazioni sono state rese pubblicamente nel corso dell’iniziativa palermitana dedicata alla campagna referendaria, con attribuzione diretta alla segretaria del Pd.

“Un intervento che indebolisce la magistratura”

Il passaggio più politico dell’intervento riguarda le finalità attribuite alla riforma. Schlein ha sostenuto che il progetto “serve solo a chi è al governo e si ritiene al di sopra della legge e della Costituzione”.

Nel suo intervento ha poi aggiunto: “Questo governo vuole indebolire e controllare la magistratura, questo si evince dalle dichiarazioni di tutti loro a partire dalla presidente del Consiglio, che continua ad attaccare i magistrati scaricando su di loro e sulle opposizioni le colpe dei propri fallimenti”.

Le affermazioni sono state pronunciate a Palermo nel corso della stessa giornata e sono riconducibili direttamente alla segretaria dem, senza ulteriori integrazioni o interpretazioni.

Il nodo dei processi e dei lavoratori precari

Al centro della critica anche la questione dell’accelerazione dei procedimenti e della stabilizzazione del personale amministrativo impiegato negli uffici giudiziari. Schlein ha richiamato il tema dei circa 12 mila lavoratori precari impegnati nel sistema giudiziario, sostenendo che la riforma non offrirebbe soluzioni strutturali né inciderebbe sui tempi dei processi, elemento indicato come prioritario per i cittadini.

Il confronto politico sulla giustizia resta aperto, con posizioni contrapposte tra maggioranza e opposizioni. Le dichiarazioni della segretaria del Pd si inseriscono nel dibattito in corso sul contenuto e sugli effetti della riforma proposta dal governo.

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