Gratificarne 11 per scontentarne 11.000. Più che un capo, si sta rivelando un “capocchia lavoro” la costituzione della cabina di regia dei visionari, che dovranno sovrintendere al coordinamento delle attività culturali in ambito regionale. Calabria7 aveva per tempo anticipato i rischi connessi all’opera di cooptazione, un pò troppo discrezionale, del ristretto club di visionari.
Malumori tra stakeholder e politica
Rischi che in qualche modo si stanno inverando se è vero, com’è vero, che la cabina ha fatto storcere il muso a un bel pò di stakeholder. Tant’è che le opposizioni ragionano in queste ore sulla possibilità di unire le energie per chiedere al Presidente Roberto Occhiuto, già nel prossimo consiglio regionale, la revoca del controverso provvedimento o almeno la sua parziale riforma, anche per prevenire antipatici conflitti d’interesse.
Le iniziative e i dubbi sui criteri
In tale direzione, circolano almeno due iniziative a firma rispettivamente di Ernesto Alecci e Enzo Bruno, ma le richieste di chiarimento sui criteri di scelta dei ‘visionari’ potrebbero moltiplicarsi, anche dalle file della maggioranza.
Sì, perché certe scelte d’impeto, e di imperio, non sono piaciute neanche a qualche consigliere di centrodestra, che avrebbe gradito maggiore prudenza.
Il rischio boomerang
“Con tutto il rispetto per i nominati nella cabina, rischiamo un boomerang: con la cultura non si cugliunìa”, è il timore di non pochi frequentatori del palazzo. Ed è vero: l’offerta culturale è molto migliorata in questi anni, anche per merito di associazioni e fondazioni che lavorano tutto l’anno con la schiena dritta e senza prestarsi a giochi di potere. Per questo, la costituzione di ristretti sinedri presidenziali e discrezionali rischia di creare figli di un Dio minore all’interno della stessa culla. Molto più saggio (e politicamente opportuno) sarebbe lavorare nel senso di un parlamentino dei rappresentanti dei tanti straordinari sodalizi che animano il cartellone culturale calabrese.






