L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Milano e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha portato agli arresti domiciliari quattro persone, tra cui i vertici dell’agenzia di eventi Ma.De Milano, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione gestiva un giro di prostituzione basato su un modello “all inclusive”: serate nei locali più lussuosi della movida, logistica affidata ad autisti privati e servizio di escort, spesso concluso in un appartamento di Cinisello Balsamo trasformato in discoteca abusiva. Agli atti dell’inchiesta emerge anche l’uso sistematico del gas esilarante (protossido d’azoto), consumato tramite palloncini e particolarmente gradito agli atleti in quanto non rilevabile dai test antidoping.
Il coinvolgimento degli atleti e la tutela degli omissis
L’ordinanza della GIP Chiara Valori menziona la partecipazione di almeno settanta calciatori professionisti appartenenti a club di primo piano come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona. È fondamentale sottolineare che nessuno degli sportivi risulta attualmente indagato: il loro ruolo è quello di ospiti delle serate e, in termini giuridici, non hanno commesso reati. Tuttavia, le testimonianze delle giovani coinvolte descrivono un sistema in cui i calciatori erano i destinatari privilegiati di incontri a pagamento organizzati quasi quotidianamente, anche durante le restrizioni imposte dal lockdown per il Covid. L’organizzazione, secondo l’accusa, tratteneva oltre il 50% dei compensi pagati per le prestazioni sessuali delle ragazze.
L’intercettazione choc: “Sono incinta, devo risalire alla data”
Tra gli elementi più delicati dell’inchiesta figura un’intercettazione risalente allo scorso dicembre. Una delle giovani donne riferisce a uno degli arrestati, Alessio Salamone (incaricato di gestire i contatti internazionali con i calciatori), di essere rimasta incinta. Dalle registrazioni emerge il tentativo della ragazza di risalire con esattezza alla data di un incontro specifico per identificare il partner tra i vari atleti frequentati. «Basta andare a vedere su WhatsApp quando mi hai scritto dei palloncini o le foto che mi hai fatto e lo trovi», risponde l’indagato, confermando indirettamente la routine che legava il consumo di gas esilarante agli incontri intimi. I nomi dei possibili partner, contenuti nei verbali, rimangono secretati sotto omissis.
Dalle buste di Mykonos ai privé esclusivi
Il giro d’affari non si limitava a Milano. Nel periodo estivo, la coppia Buttini-Ronchi avrebbe spostato il centro delle operazioni nell’isola greca di Mykonos, mantenendo la medesima struttura operativa. Le intercettazioni rivelano una gestione spregiudicata della forza lavoro: la Ronchi vantava la gestione esclusiva dei privé nei locali più noti e il controllo su un bacino di circa cento ragazze, tra escort e “ragazze immagine”. I dialoghi tra i sodali vertono spesso sul recupero dei debiti lasciati dai clienti e sulla ricerca costante di nuove giovani («Qualche calciatore ci sarà , mi serve qualcuno che li acchiappa»). L’inchiesta prosegue per accertare eventuali altre ramificazioni del gruppo e per definire con precisione i flussi finanziari generati dal presunto sfruttamento.






