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22 Giugno 2026
22 Giugno 2026
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Il Consiglio di Stato conferma il verdetto del Tar: legittimi i due seggi in Regione assegnati a Noi Moderati

Respinto il ricorso presentato da Michele Comito sulla ripartizione dei seggi. I giudici confermano che la soglia di sbarramento del 4% va calcolata sui soli voti di lista

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Il Consiglio di Stato ha definitivamente chiuso la controversia sulla ripartizione dei seggi emersa dopo le elezioni regionali della Calabria del 2025, confermando l’assegnazione di due seggi a Noi Moderati.

La Quinta Sezione ha infatti respinto il ricorso presentato da Michele Comito, confermando integralmente la precedente sentenza del Tar Calabria e ritenendo legittima la partecipazione del partito al riparto dei seggi nell’assemblea regionale.

Il nodo della soglia di sbarramento

Al centro della vicenda vi era l’interpretazione della soglia di sbarramento del 4% prevista dalla legge elettorale regionale. Secondo la tesi sostenuta dai ricorrenti, nel conteggio dei voti validi avrebbero dovuto essere inclusi anche quelli assegnati esclusivamente ai candidati presidente, senza l’indicazione di una lista collegata. Seguendo questa interpretazione, Noi Moderati si sarebbe fermata al 3,87%, rimanendo esclusa dalla distribuzione dei seggi.

L’Ufficio centrale regionale, invece, aveva calcolato la percentuale facendo riferimento ai soli voti di lista, attribuendo al partito il 4,05% dei consensi e consentendogli così di superare la soglia minima prevista dalla normativa.

Confermata la sentenza del Tar Calabria

I giudici di Palazzo Spada hanno condiviso l’orientamento già espresso dal Tar Calabria, stabilendo che per “voti validi” devono essere considerati esclusivamente quelli espressi a favore delle liste circoscrizionali. Restano quindi esclusi dal calcolo i voti attribuiti soltanto ai candidati alla presidenza della Regione.

Secondo il Consiglio di Stato, questa interpretazione è coerente sia con il testo della legge elettorale calabrese sia con la funzione stessa della soglia di sbarramento, che mira a misurare la rappresentatività delle forze politiche chiamate a comporre il Consiglio regionale.

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