Li immaginavamo con la testa già sotto l’ombrellone i giocatori della squadra oratoria del consiglio regionale, invece ieri, in occasione dell’ultima seduta dell’assise prima della pausa estiva, erano belli pimpanti, pronti a darsi battaglia su argomenti non proprio balneari come trasporti, urbanistica e precariato lavorativo.
Ai nostri lettori, che ci seguono con attenzione e indomabile spirito critico, non possiamo nascondere che nelle ultime settimane il pensiero di sospendere “Il pagellone di Calabria 7” ci abbia sfiorato piu’ volte.
In tutti questi mesi, infatti, ci siamo resi conto che, sostanzialmente, parlano sempre gli stessi dalle file dell’opposizione e della maggioranza.
Salvo qualche caso eccezionale, è come se partiti e gruppi avessero deciso che i rispettivi gladiatori nell’arena di Palazzo Campanella debbano essere i soliti e basta.
Ovviamente è un nostro ‘cattivo’ pensiero, nella speranza che anche i piu’ ‘pigri’ del parlamentino trovino forza e coraggio per farsi ascoltare con piu’ frequenza dai calabresi, che li avrebbero eletti anche per il piacere di poterne ascoltare il pensiero, piu’ che di vederli/e imbrillocati, ‘ncipriati e vestiti di tutto punto come se dovessero sfilare per Antongiulio Grande.
A proposito, presto chiederemo all’arbiter elegantiarum della Calabria, un giudizio sul look dei nostri rappresentanti regionali.
Ma andiamo alla nostra ironica (?) selezione relativa alla seduta di ieri.
I voti del pagellone
Pierluigi Caputo – voto 4: parla poco e ascolta i Pooh, per riprendere una strofa della grandiosa “’O scarrafone” dell’immortale Pino Daniele. Il problema è che pure poco si fa comprendere, ma è colpa nostra che tordi come siamo, stiamo ancora decriptando il suo intervento di ieri (siamo al 27esimo ascolto).
Miss Mentana
Filomena Greco – voto 6 meno, meno e ancora meno: da ieri si è guadagnata sull’impervio terreno dialettico la qualifica di Miss Mentana.
Buona la scelta della nostra di denunciare l’ennesima riforma spezzatino del comparto urbanistico, che avrebbe invece bisogno di una revisione organica. Discutibile, al contrario, la lettura stile messaggio audio WhatsApp a velocità 2 (mila all’ora) del pallosissimo papello scritto per l’occasione. ‘Mitraglietta’ Mentana, maestro del parlato veloce, non avrebbe pigiato così tanto sull’acceleratore onde evitare che gli ascoltatori non capissero una ‘Jambrenga’ (un giorno spiegheremo cosa sia la Jambrenga: nulla di volgare, eh!).
La mozione arancione
Elisa Scutellà – voto 7: con indosso l’orange della mitica ‘Arancia meccanica’ di Crujff e Neskens, l’Elisa ha cercato di… mozionare con toni a tratti alla Amedeo Nazzari, il ‘gran consiglio’ sull’esigenza avvertita di potenziare la tratta ferroviaria tra Paola e la Sibaritide. Il documento è passato con il bene placito di tutti, ora bisognerà capire se (e)mozionerà anche Trenitalia.
Il brodo oratorio
Enzo Bruno – voto 7: un satanasso su Arpal, i cui scudieri alimentano di buono molti dipartimenti regionali. Bruno scalpita, attacca, e parte sempre lancia in resta nel suo elemento naturale, il brodo oratorio ribollente del palazzo.
Ed è grazie a lui, ma anche a chi gli tiene botta dalle parti del governo (Angelo Brutto e Giovanni Calabrese, 7 diviso in due per gioco di squadra) se il prezioso liquido da brodo non si trasforma in noiosa ‘vrudata’.
Più voce, meno panchina
Gianpaolo Bevilacqua – voto 6+: Jean Paul fa incazzare un po’ di consiglieri di minoranza con la proposta di emendare il quadro urbanistico regionale guadagnandosi la pagnotta, ma deve intervenire di piu’, altrimenti rischia di retrocedere nel girone dei consiglieri muti.
La crescita di Rosellina
Rosellina Madeo – voto 7: migliora come il vino, l’attuale presidente della civica assiste di Corigliano Rossano, mostrando ai suoi detrattori (ne ha qualcuno di altisonante anche nel suo Pd) che il doppio incarico non la distrae, anzi ne esalta la verve.
E infatti ieri ha illustrato con chiarezza, fra le altre, l’idea di restituire alle imprese l’80% delle risorse che le stesse investono sul fronte della sicurezza sul lavoro.
Aspettando il ritorno della cazzutaggine
De Cicco – voto 6: qualcosa deve disturbarlo nell’ultimo periodo; presto gli parleremo e cercheremo di capire cosa vi sia alla base della sua ‘depressione’ oratoria. Interverremo con urgenza perché la ‘cazzutaggine’ dell’oratoria decicchiana ci manca terribilmente.












