La lunga e controversa saga del Ponte sullo Stretto ha subito una brusca frenata istituzionale. La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità al progetto definitivo e, conseguentemente, ha bloccato la registrazione della delibera Cipess risalente ad agosto. Una bocciatura che, in attesa di spiegazioni ufficiali, pone un severo interrogativo sulla fattibilità amministrativa e finanziaria dell’opera.
A margine dell’evento Italia Direzione Nord a Milano, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato la decisione in termini di attesa. “Aspettiamo di leggere le motivazioni della Corte dei Conti che ha bloccato la registrazione entro questa settimana e appena leggeremo i motivi di questo ‘no’ faremo tutte le nostre riflessioni e deduzioni”, ha dichiarato Salvini. L’approccio del Ministero è quindi quello di analizzare il fondamento giuridico del blocco prima di definire la prossima mossa strategica.
L’obiettivo non negoziabile: aprire i cantieri
Nonostante l’ostacolo posto dalla giustizia contabile, il Ministro Salvini ha ribadito l’impegno del Governo a procedere con l’opera, fissando una deadline ambiziosa. “L’obiettivo, se tutti remano nella stessa direzione, è di aprire i cantieri a inizio anno“, ha aggiunto il Vicepremier. Questa affermazione, tuttavia, introduce un elemento politico cruciale: l’appello alla convergenza e all’unità d’intenti. La locuzione “se tutti remano nella stessa direzione” può essere letta come un messaggio diretto alle forze politiche interne ed esterne, e implicitamente agli enti burocratici, sottolineando come l’accelerazione dell’opera dipenda dalla capacità del sistema Paese di superare gli ostacoli politici e amministrativi.
Le riflessioni in arrivo: strategie di superamento
Il “no” della Corte dei Conti obbliga il Governo a una revisione accelerata della documentazione respinta. L’analisi delle motivazioni sarà determinante per comprendere se il blocco sia legato a profili di spesa, a vizi procedurali nella delibera Cipess, o a questioni di maggiore complessità sul piano della legittimità del progetto stesso. La risposta del Ministero, che verrà definita entro la settimana, dovrà delineare un percorso che consenta di ottenere il visto di legittimità e di rimettere in carreggiata il cronoprogramma che mira all’avvio dei lavori nei primi mesi dell’anno. La pressione politica e mediatica sull’opera simbolo del Governo resta altissima.








