19 Ottobre 2026
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La Calabria protesta, i partiti di governo discutono di nomine e celebrano i propri successi

La regione ha bisogno di rappresentanti capaci di misurarsi con i risultati, assumersi le proprie responsabilità e riconoscere gli errori

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Mentre in Calabria agricoltori e autotrasportatori manifestano per denunciare difficoltà economiche e problemi strutturali che mettono a rischio le loro attività, la politica regionale e nazionale sembra impegnata su tutt’altro fronte. Le cronache raccontano di incontri, trattative, equilibri interni ai partiti, nuove nomine e dichiarazioni celebrative. Due realtà che sembrano procedere parallelamente, senza incontrarsi.

Partiamo da Forza Italia

Partiamo da Forza Italia, che in Calabria esprime una rappresentanza politica e istituzionale particolarmente rilevante. Ebbene, proprio mentre le imprese agricole protestano, apprendiamo delle tensioni interne al partito, dei rapporti tra Tajani e Occhiuto, del ruolo di Marina Berlusconi e delle nuove nomine dopo lo strappo di Giannetta. Questioni che evidentemente meritano grande attenzione nei palazzi della politica. Ma viene da chiedersi se altrettanta attenzione venga riservata ai problemi di chi lavora e produce in questa regione. C’è poi una circostanza che non dovrebbe essere dimenticata: Forza Italia esprime da circa sei anni proprio l’assessorato regionale all’Agricoltura, uno dei settori oggi maggiormente interessati dalle proteste. Una continuità amministrativa che significa avere avuto tempo, strumenti e responsabilità per programmare interventi, individuare criticità e cercare di prevenirle.

Non basta, dunque, manifestare comprensione per chi protesta o proporre rimedi quando la situazione è già esplosa. Sarebbe necessario spiegare cosa sia stato fatto in questi anni, quali risultati siano stati raggiunti e perché tante difficoltà siano rimaste irrisolte.

Il contrasto diventa ancora più evidente se ricordiamo le dichiarazioni degli stessi rappresentanti della Giunta regionale. Da Rimini, in occasione del TTG, l’assessore Giovanni Calabrese raccontava le prospettive di una Calabria turistica sempre più attrattiva, tra destagionalizzazione, valorizzazione dei borghi e nuovi collegamenti. Da una manifestazione fieristica, l’assessore Gianluca Gallo illustrava le prospettive del comparto agricolo.

Due rappresentazioni rassicuranti, che si confrontano però con una regione nella quale proprio gli operatori agricoli denunciano difficoltà profonde rendendo poco conciliabile il racconto con la realtà di imprese senza le quali in Calabria non si può neppure parlare di turismo atteso che gran parte di quest’ultimo è legato all’enogastronomia, oggi in crisi e che protesta.

Poi la Lega

Passiamo alla Lega. Anche qui, mentre il mondo produttivo chiede risposte concrete, la discussione politica sembra trovare motivi di soddisfazione altrove. La parlamentare calabrese Simona Loizzo ha salutato come una grande notizia i passi compiuti da alcune Regioni verso l’autonomia differenziata.

Sarà certamente una notizia importante per la Lega. Resta da comprendere quali benefici concreti ne deriveranno per una regione come la Calabria, che continua a scontare ritardi infrastrutturali, carenze nei servizi e profonde disuguaglianze territoriali. E soprattutto sarebbe interessante conoscere quali iniziative siano state assunte per evitare che proprio quelle disuguaglianze possano aggravarsi.

Lo sguardo a Fratelli d’Italia

Non poteva mancare Fratelli d’Italia. Da Orsomarso, in occasione di un’iniziativa dedicata all’agricoltura, si parla di milioni di euro destinati al settore e si arriva addirittura a celebrare Francesco Lollobrigida come uno dei migliori ministri dell’Agricoltura.

Una valutazione certamente impegnativa, soprattutto in un momento nel quale gli agricoltori protestano con un’intensità che non si registrava da tempo.

Il punto, ancora una volta, non è quanti milioni vengano annunciati, ma come siano stati impiegati, quali interventi siano stati realizzati e quali risultati abbiano prodotto. Anche le importanti risorse del PNRR dovrebbero essere oggetto di un rendiconto serio. Se, nonostante le disponibilità finanziarie e gli anni trascorsi, le difficoltà del settore restano così profonde, qualche domanda sulla qualità della programmazione e della spesa pubblica appare inevitabile.

Forza Italia discute dei propri equilibri, la Lega celebra i progressi dell’autonomia differenziata, Fratelli d’Italia esalta l’operato del ministro. Intanto la Calabria protesta.

Naturalmente ogni partito ha il diritto di discutere della propria organizzazione e di rivendicare le scelte politiche che ritiene positive. Ma chi governa, soprattutto da molti anni, dovrebbe avere anche la capacità di riconoscere ciò che non ha funzionato.

Manca l’autocritica

È proprio questa autocritica che continua a mancare. Si rivendicano i successi, si annunciano risorse, si inaugurano iniziative e si moltiplicano le dichiarazioni. Quando però emergono le difficoltà, sembra che nessuno abbia avuto responsabilità nella programmazione degli anni precedenti.

Eppure le crisi raramente nascono all’improvviso. Spesso sono il risultato di problemi conosciuti, sottovalutati o affrontati con interventi insufficienti. Chi governa dovrebbe saperli anticipare; chi è all’opposizione e chi rappresenta le categorie dovrebbe incalzare concretamente le istituzioni affinché intervengano per tempo, anziché limitarsi a commentare le proteste quando diventano notizia.

La Calabria non ha bisogno di una politica che sappia soltanto raccontare i propri successi o amministrare gli equilibri interni ai partiti. Ha bisogno di rappresentanti capaci di misurarsi con i risultati, assumersi le proprie responsabilità e riconoscere gli errori.

Perché mentre nei palazzi si discute di incarichi e nelle manifestazioni pubbliche si celebrano record e milioni, fuori ci sono imprese e cittadini che chiedono qualcosa di molto più semplice: poter continuare a lavorare e vivere dignitosamente nella propria terra.

*Osservatorio per il Socialismo Riformista “Anna Kulischioff”

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