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13 Febbraio 2026
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La Provincia di Cosenza tra vecchie dinastie e nuove primavere. E mentre la partita si gioca nei salotti Avs lancia Stasi

Campana e Pignataro, portavoce calabresi di Alleanza Verdi Sinistra Calabria ribaltano lo "yes, we can" di Franz Caruso e lanciano "come nome di superamento" il sindaco della città più popolosa

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La stagione delle elezioni provinciali a Cosenza si apre con il suono delle trombe, ma anche con qualche stridore di violini fuori tempo. Sono elezioni di secondo livello, quelle che si giocano lontano dalle urne popolari, nei salotti dei municipi dove sindaci e consiglieri comunali tessono alleanze sottili come fili di seta, ma altrettanto facili da spezzare.

Lo “yes, we can” di Franz Caruso

Franz Caruso, primo cittadino di Cosenza, ha sciolto le riserve e si è lanciato nella mischia con la baldanza di chi ritiene di avere le carte in regola, uno yes we can in salsa cosentina. La sua candidatura si presenta come uno spartiacque, una rottura con la “gestione dinastica” del centrodestra. Nel suo annuncio, Caruso ha rivendicato l’appoggio immediato dei colleghi di Rende e Corigliano Rossano, citando in particolare Flavio Stasi come convinto sostenitore del suo nome.

La visione di Avs

Senonché – ed è qui che la trama si infittisce come nebbia sulla Sila – Alleanza Verdi Sinistra ha un’altra versione dei fatti da raccontare. Nelle dichiarazioni firmate da Giuseppe Campana e Fernando Pignataro emergono crepe profonde dentro il campo progressista. Avs non solo prende le distanze dall’autocandidatura di Caruso, ma lancia apertamente la candidatura di quello stesso Stasi che il sindaco di Cosenza aveva evocato come alleato.

“Eccessiva arroganza”

Il contrasto è stridente: dove Caruso ravvisa sostegno, Avs vede un tavolo saltato per “forzature, strumentalizzazioni e un eccesso di arroganza”. Dove il primo cittadino del capoluogo disegna un asse coeso tra le grandi città, i Verdi e Sinistra Italiana parlano di una proposta – quella di Stasi – che risponde a criteri oggettivi: un mandato pieno o lungo per garantire continuità, e un ricambio generazionale per svecchiare una coalizione che spesso sembra parlare ancora il linguaggio del Novecento.

Stasi candidato

La candidatura di Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, viene presentata non come contrapposizione ma come “superamento” – formula elegante per dire che Caruso, per quanto idoneo, non scalda i cuori né riempie le piazze della provincia. Avs punta il dito contro un’autocandidatura percepita come verticistica, lontana dallo spirito di condivisione che dovrebbe animare una coalizione che ambisce al cambiamento.

Danza complessa

Le elezioni provinciali, per loro natura, sono una danza complessa: non c’è il calore del voto popolare, ma il calcolo freddo dei numeri e delle ponderazioni. Ogni sindaco porta con sé un pacchetto di voti che dipende dalla popolazione del suo comune, e l’abilità sta nel cucire alleanze che tengano. In questo gioco di equilibri, la spaccatura tra chi sostiene Caruso e chi invece rilancia Stasi rischia di trasformarsi in una ferita aperta.
C’è un’ironia sottile nel fatto che entrambi i candidati – o presunti tali – parlino della stessa urgenza: liberare la Provincia dal passato recente. Ma se l’obiettivo è comune, il metodo per raggiungerlo divide. Da una parte, l’esperienza consolidata del sindaco capoluogo; dall’altra, la freschezza e il mandato lungo del giovane primo cittadino della terza città della Calabria.

L’appello di Avs

Avs chiude la sua nota con un appello che suona quasi come un ultimatum: “Mettersi a disposizione di un progetto comune significa a volte candidarsi, ma anche fare un passo indietro per scelte condivise e vincenti“.
Un invito nemmeno tanto velato affinché qualcuno si faccia da parte per il bene della coalizione.

…e quello del Pd

A proposito di Stasi, nelle settimane scorse il giovane sindaco ionico aveva incassato anche l’endorsement del Partito democratico della sua città. Il segretario cittadino Franco Madeo aveva rivendicato il ruolo strategico di Corigliano Rossano nelle dinamiche provinciali e invitato il primo cittadino a candidarsi.

Una partita aperta

Nel frattempo, mentre il centrosinistra si specchia nelle proprie divisioni, la Provincia di Cosenza resta appesa a un filo, in attesa di capire chi avrà il coraggio – o la lungimiranza – di cucire insieme i pezzi di un mosaico che fatica a comporre un’immagine nitida.
La partita è aperta. Anche perché il centrodestra proverà a rivincere, probabilmente con un giovane sindaco alla guida. Ma il tempo per decidere chi siederà in piazza XV scorre veloce, e il rischio è che a vincere sia solo la confusione.

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