Fare di Reggio Calabria un laboratorio politico per lanciare al Paese il messaggio che il centrodestra può vincere le elezioni “anche senza le follie di Vannacci, che oggi sembra un fenomeno in ascesa ma non è così”, per dirla con le parole del segretario di Forza Italia in Calabria Francesco Cannizzaro. Come riporta Ansa, le suppletive per la Camera per il posto lasciato vacante dallo stesso Cannizzaro, eletto sindaco della città, diventano così una sorta di stress test per la coalizione di centrodestra ma soprattutto per Forza Italia dopo il “tradimento” di quello che appena due giorni fa era il capogruppo al Consiglio regionale Domenico Giannetta, di fatto il numero tre del partito nella regione dopo il presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto e Cannizzaro.
Un ruolo tutt’altro che secondario
Un ruolo, quindi, tutt’altro che secondario e che, almeno finora, ha generato rapporti e consensi, tanto che alle ultime regionali dello scorso anno Giannetta ha ottenuto oltre 10mila voti. Lo “scippo” operato da Roberto Vannacci non è andato giù agli azzurri calabresi – anche perché compiuto in una regione e in una città che è il terreno di caccia di Forza Italia che viaggia comodamente oltre il 20% – ma anche a livello nazionale le fibrillazioni non mancano visto che Giannetta contenderà il seggio alla Camera – con i progressisti che ora intravedono la possibilità di inserirsi nella corsa – ad un pezzo da 90 di Fi a livello nazionale, il tesoriere del partito Fabio Roscioli, molto vicino alla famiglia Berlusconi. Ai piani alti del partito non è sfuggita la manovra dell’ex generale e le conseguenze che ne potrebbero derivare. E se la presidente di Fininvest Marina Berlusconi e il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani “si vedranno nelle prossime settimane, come accade periodicamente”, è comunque certo che la questione Calabria troverà un posto di primo piano nel colloquio. Una questione non da poco alla quale guardano anche gli altri partiti della coalizione. Un successo di Giannetta o anche un risultato in doppia cifra, farebbe scattare l’allarme rosso nelle segreterie dei partiti del centrodestra in vista delle politiche del prossimo anno il cui risultato sarebbe ancora di più messo in discussione.
Nessuno si mostra preoccupato
Al momento nessuno, almeno ufficialmente, si mostra preoccupato. In Calabria, Cannizzaro e Occhiuto sono sicuri che il risultato del voto sorriderà al centrodestra e quindi le elezioni del 2027 non subiranno l’influenza di Vannacci che il presidente della Regione vede come il fumo negli occhi e lo va ripetendo da mesi, sottolineando come la presenza dell’ex generale sia incompatibile con il suo partito e con la stessa alleanza. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario della Lega Matteo Salvini, pure alle prese con problemi interni con i suoi governatori del Nord. Il leader del Carroccio ribadisce di essere “determinato nel no” per i continui attacchi al governo su immigrazione, Europa, tasse, e sottolinea la mossa reggina dove Vannacci “candiderà chi fino all’altro ieri ha fatto il capogruppo di Forza Italia, ed è un copione che si ripete”. Occhi puntati, dunque, su Reggio Calabria e segreterie del centrodestra al lavoro per scongiurare i rischi che le suppletive potrebbero portare.












