Nell’arco di una sola settimana, la Calabria regala il secondo dispiacere elettorale a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Quest’ultimo però fa malissimo, per quanto da tempo annunciato. Fa male per la dimensione, per come è maturato e per l’arrendevolezza di una campagna elettorale nella quale Roberto Occhiuto ha ricevuto molte carezze da avversari spesso fifoni e con la rassegnazione dipinta in volto.
Salvo qualche rarissima eccezione, i dirigenti del centrosinistra hanno scientificamente levato dalla contesa quasi tutti gli argomenti sui cui avrebbero potuto guadagnare punti e credibilità: i privilegi sanitari, le presunte opacità amministrative, il non specchiatissimo cerchio magico presidenziale, la difesa strenua del reddito di dignità. È mancata la sana aggressività, che però Roberto Occhiuto ha avuto, quasi come se dovesse essere lui a inseguire Tridico e non il contrario. Chapeau!
Omertà politica e paura del confronto
Insomma, un’omertà politica raggelante, probabilmente indotta dalla paura dello scontro dialettico duro. Ora, ci domandiamo: cosa ci fanno nell’agone di centrosinistra dei sedicenti leader che si vergognano di difendere una misura contro la povertà?
Il reddito di dignità questo poteva essere, se fosse stato ben spiegato. Invece si è preferito dar ragione a Occhiuto che lo aveva liquidato come una sola.
Una slavina che travolge tutto
Quella che si è sganciata dalle urne calabresi è una autentica slavina, la quale ha già travolto le attenuanti generiche di chi l’ha provocata e che adesso punta dritta verso le segreterie regionali dei principali partiti del campo largo, il Pd e il M5S.
Nei prossimi giorni a Giuseppe Conte arriverà la richiesta di azzeramento del coordinamento regionale. L’ex premier tuttavia dovrebbe prima azzerarsi da solo, almeno nella parte in cui crede di poter far liste competitive continuando ad imporre il sistema dei click per scegliere i candidati. Una bestia practice, fatta a pezzi dalla realtà dei territori, i quali non gradiscono liste dal vago sapore terrapiattista.
Il caso Pd: tre sconfitte in cinque anni
Capitolo Pd. In meno di cinque anni i dem sono stati capaci (ci vuole talento frammisto ad una buona dose di autolesionismo) di perdere ben tre elezioni regionali di fila (Santelli gennaio 2020, Occhiuto I 2021, Occhiuto bis 2025), due soltanto sotto la guida di Nicola Irto, che adesso non può certo consolarsi e consolare ostentando i dati di alcune pur discrete performance avute dal suo partito in Calabria. Non basta la buona percentuale se poi gli elettori ti risbattono all’opposizione per la terza volta di fila.
Ai vertici del Pd, quelli nazionali inclusi, e a chi ha gestito questa nuova disfatta, si imputerà a lungo l’uccisione nella culla dell’unico vero candidato anti-Occhiuto che il semivuoto convento progressista offriva, quel Flavio Stasi, sindaco della terza città della Calabria, che non avrebbe risparmiato fendenti al leader di centrodestra e che avrebbe attirato a sé il contributo di tutti quei bravi giovani amministratori progressisti rimasti in larga parte a bordo campo. Il Pd lo ha cecchinato nel timore che egli potesse offuscare un gruppo dirigente da anni ormai votato esclusivamente alla conservazione di qualche scranno parlamentare e regionale.
Elly Schlein: giovane solo sulla carta
Elly Schlein, che di innovativo, almeno in Calabria, può vantare solo la carta d’identità, continua a fare come i suoi predecessori: la gattoparda, e gli esiti elettorali ultimi lo dimostrano. Ma la segretaria Dem non potrà proseguire in Calabria sulla strada della conservazione. Il Pd nostrano ormai pone a livello nazionale un problema di credibilità gigantesco, non confinabile soltanto alla realtà locale.
Non lo si può far governare dalla stessa classe dirigente che ha subito tre tranvate di fila.
Il Pd calabrese va azzerato immediatamente e consegnato alla volontà vera di iscritti e simpatizzanti, che devono scegliersi la nuova segretaria o il nuovo segretario regionale entro la fine dell’anno. Basta appattamenti preventivi, basta candidati unici e falsi unanimismi. Elly Schlein trovi tempo, coraggio e spirito innovativo, se non vuole rimanere giovane solo sulla carta (d’identità), per cambiare la Calabria a cominciare proprio dal suo partito.








