“Il rientro in Italia del latitante albanese Smajlaj Fisnik, broker della droga condannato in via definitiva a 27 anni e 6 mesi di reclusione, rappresenta un risultato importante nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata e al traffico internazionale di stupefacenti. Rivolgo il mio plauso alla Direzione Distrettuale Antimafia e alla Guardia di Finanza di Catanzaro per il lavoro investigativo svolto, con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e di Europol ed Eurojust, e al personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che ha curato il rientro del latitante in Italia”. E’ quanto afferma la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.
“Smajlaj – prosegue Ferro – aveva cercato di sottrarsi alla cattura arrivando persino a sottoporsi a un intervento chirurgico per alterare e invertire le proprie impronte digitali, nel tentativo di eludere i sistemi di identificazione. Un elemento che dà la misura della complessità delle ricerche e rende ancora più significativo il risultato raggiunto. L’operazione conferma quanto sia decisiva la cooperazione tra autorità giudiziarie e forze di polizia di diversi Paesi nella ricerca e nella cattura dei latitanti. In questo quadro assume particolare rilievo il programma I-CAN del Ministero dell’Interno, che consente di sviluppare e rendere sempre più incisiva su scala internazionale l’azione di contrasto alla ’ndrangheta e alle sue ramificazioni”.












