La scena è Vibo Valentia, terra di Rinascita-Scott, dove lo Stato ha assestato alcuni dei colpi più duri alla ’Ndrangheta. Davanti a una platea di studenti, Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, sceglie un registro netto, più civile che burocratico, e affonda il bisturi nel cuore del problema: la fascinazione, anche digitale, che i poteri criminali esercitano sui più giovani. Non c’è retorica, c’è un monito: il futuro non è nei like al “maranzano di turno”, ma nella responsabilità personale, nello studio, nel lavoro pulito. In sottofondo il tema che da trent’anni interroga il Paese: la ricerca di verità su Via D’Amelio e la necessità di una nuova alfabetizzazione civile. “Siate irreprensibili”, il messaggio lanciato ai giovani dal Valentianum nella prima giornata del Festival del Sud organizzato dall’associazione Valentia.
La relazione sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord Italia
Nel faccia a faccia con il direttore di Calabria7 Mimmo Famularo, Chiara Colosimo si rivolge direttamente agli studenti parlando il loro stesso linguaggio. “La Commissione parlamentare antimafia è bicamerale, 50 membri di tutti i partiti, e ha i poteri dell’autorità giudiziaria: può fare inchieste”, spiega alla giovane platea che ascolta quasi in religioso silenzio. “Dentro non ci sono solo politici: ho un ufficiale di collegamento per ogni forza di polizia e dei magistrati che lavorano con noi”. Mercoledì, annuncia, “porterò in ufficio di presidenza una relazione sulle infiltrazioni dell’‘Ndrangheta al Nord: da Vibo e Reggio fino a Milano, Verona ed Emilia-Romagna”. Non carta per gli archivi: “Consegnamo questo lavoro al Parlamento e a chi indaga sui territori”.
Via D’Amelio: “Desecretati atti per dare verità ai figli e all’Italia”
Sul capitolo memoria la voce si fa ferma: “Partendo da Lucia, Fiammetta e Manfredi Borsellino abbiamo aperto un filone sulla verità storica di Via D’Amelio”. Scelta concreta: “Abbiamo desecretato alcuni atti, come i ritrovamenti delle carte nello studio del dottor Borsellino”. Obiettivo: “Arrivare finalmente a dare verità ai figli e a tutta l’Italia su quella terribile strage”.
La fascinazione del male: “Non c’è nulla di ‘figo’ in un omicidio”
“A Palermo si è ricominciato a scambiare per fascino ciò che è soltanto violenza”, avverte Colosimo. Il caso social che l’ha colpita: “Un ragazzo spara, torna a casa, si fa un selfie e lo posta su TikTok con in sottofondo le parole di Totò Riina”. Il problema è l’effetto emulativo: “Quel profilo ha visto aumentare i follower: qualcuno ha trovato ‘figo’ ciò che ha fatto”. Monito netto: “Un vostro like a una persona così non è indifferente: è stare dalla parte del male”.
Mafie globali e “mafiosfera”: “La camorra arruola sui social”
“Siamo andati all’ONU a parlare di globalizzazione delle mafie”, racconta. “Già negli anni ’30 cercavano la globalizzazione: oggi trasporti e comunicazioni rendono tutto più semplice”. Nasce così la “mafiosfera”: “Non è solo tifo: la camorra usa i social per arruolare i più giovani”. Due leve, chiarissime: “La prima è la droga: ogni volta che comprate o accompagnate qualcuno a comprare, state finanziando l’‘Ndrangheta”. La seconda è la narrazione tossica: “Catene, leoni, video fuori dal carcere: si trasforma un boss in un eroe. Non è così: chi è in carcere perché è un boss non è un eroe”. La bussola civile: “La verità la rimettono in asse forze di polizia e magistratura, fino a sentenza”.
La scuola come primo luogo dell’Antimafia
“La scuola è il primo luogo dell’antimafia”, ribadisce Colosimo. “Vengo dalle politiche studentesche e credo nelle scuole aperte il pomeriggio, nell’alternativa ai muretti”. Strumenti concreti: “Più iniziative extracurriculari: la Nave della Legalità, i viaggi nei luoghi delle stragi”. Perché? “Chi è nato dopo il ’93 vede le stragi come un frame del Tg: bisogna ridare volto e corpo al male per riconoscerlo”. E nella terra della sommersione: “La ‘Ndrangheta si nasconde nell’economia: l’imprenditore a cui si confisca un grande patrimonio può non sembrare un pericolo a 15 anni, ma lo è per il vostro futuro”.
Area grigia e reati-spia: “Meglio rifiutare diecimila preferenze”
Colosimo sposta il mirino sui colletti bianchi: “Dobbiamo parlare di reati-spia: oggi sono soprattutto reati economici”. Appalti e servizi, le cerniere delle infiltrazioni. E l’etica della rappresentanza: “Meglio rifiutare diecimila preferenze che scendere a patti con chi domani vorrà corromperti”. La politica, per prima, sotto esame: “Finché non saremo aggressivi verso noi stessi, stroncheremo non solo l’infiltrazione ma anche il dubbio di infiltrazione, saremo meno credibili”.
Scioglimenti dei Comuni: “Servono bonifiche interne”
“In Commissione abbiamo un comitato che lavora alla revisione dello strumento sugli scioglimenti”, spiega. Il caso San Luca è simbolico: “Non si è andati al voto perché nessuno si è presentato”. Ma c’è di più: “Spesso la criminalità usa i politici, ma usa anche i burocrati”. Diagnosi tranchant: “Si cambia sindaco e giunta, ma restano dirigenti che hanno fatto da tramite: dobbiamo essere molto più incisivi”. La frase che pesa: “Alle volte anche le dirigenze vanno rase al suolo”.
Restanza e sviluppo: “Il secondo scalino è il lavoro pulito”
“Il lavoro e lo sviluppo sono il secondo step dopo la scuola”, insiste Colosimo. E racconta: “Incontro spesso eccellenze nate qui e cresciute altrove”. Un nome tra tutti: “Giovanni Scambia, calabrese, luminare del Gemelli”. Poi l’esempio d’impresa: “Ho incontrato un imprenditore dell’intimo che produce qui ed esporta oltreoceano”. Il messaggio ai ragazzi: “Le stesse possibilità devono valere al punto di partenza: il resto lo fanno impegno e sacrificio”.
“Perché tu vali solo 150 euro?”: rovesciare la retorica dei soldi facili
Il passaggio più citato è un dialogo in una scuola di Castel Volturno. “Un ragazzo mi ha chiesto: ‘Perché devo fare il cameriere a 3 euro l’ora se come sentinella ne guadagno 150 al giorno?’”. La risposta: “Perché tu vali solo 150 euro?”. E la spiegazione, senza sconti: “Quei 150 euro ti comprano il silenzio, ti tolgono compleanni, amici, libertà: ti mettono sulla strada dei carceri minorili”. Anche la politica sporca dei voti in saldo: “Le vostre idee non hanno prezzo: non si comprano con 20, 30, 50 euro”.
“Scegliete cosa guardare e cosa ascoltare”
“Scegliete cosa guardare, cosa ascoltare”, ripete Colosimo. E cita un video virale: “Tutti avete visto l’evasione di Raduano perché c’era quella canzone oscena che parla di pistole nelle borse Fendi”. Stessa dinamica con certa trap: “Usare parole che normalizzano violenza e maschilismo è già violenza”. Per questo, ai ragazzi dice: “Avete la consapevolezza di quanto valete: dovete solo imparare a dimostrarlo”.
Limbadi, patria dei Mancuso: “Ho visto la gioia della presenza dello Stato”
Il finale è una fotografia controcorrente: “All’inaugurazione della caserma di Limbadi, nel comune dei Mancuso, ho trovato un paese che ha risposto con gioia alla presenza dello Stato”. Un segno, dice, “che il lavoro di Polizia e Magistratura ha smosso qualcosa”. Ma la chiosa è una chiamata personale: “La speranza cammina sulle vostre gambe”.
In meno di un’ora Colosimo ha ribaltato l’estetica dei clan in grammatica civile. “Non siete questi qui”, ripete, indicando l’immaginario tossico dei soldi facili. “Scegliete di stare dalla parte giusta”. La rotta è semplice e impegnativa: “Scuola aperta”, “lavoro pulito”, “istituzioni irreprensibili”, “burocrazie bonificate”, “narrazione disintossicata”. In mezzo, la libertà: “Valete più di 150 euro”.









