La vittoria di Fabio Roscioli alle elezioni suppletive del collegio di Reggio Calabria diventa, nelle parole di Roberto Occhiuto, anche un test politico sugli equilibri interni al centrodestra. Il candidato sostenuto dalla coalizione ha conquistato il seggio alla Camera con il 51,02% dei voti, mentre Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, si è fermato al 10,94%. Frank Benedetto, sostenuto dal fronte progressista, ha ottenuto il 36,59%. L’affluenza definitiva è stata del 22,34%.
È su questo risultato che Occhiuto costruisce la propria lettura politica. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, intervistato dal Corriere della Sera all’indomani dello scrutinio, interpreta il voto come una conferma del modello politico sperimentato in Calabria e come un segnale nei confronti di chi, a destra, punta a costruire uno spazio autonomo rispetto ai partiti della maggioranza.
Lo scontro con Vannacci passa dal risultato calabrese
Il passaggio più netto riguarda proprio Roberto Vannacci. Nel commentare la performance di Futuro Nazionale, Occhiuto sostiene che il movimento avrebbe ottenuto un risultato inferiore alle aspettative, richiamando il precedente consenso personale di Domenico Giannetta, già esponente di Forza Italia e poi candidato con la formazione di Vannacci.
La metafora scelta dal governatore è particolarmente esplicita: secondo quanto riportato nell’intervista, Vannacci avrebbe immaginato la Calabria come una sorta di “Sassonia”, mentre il risultato delle urne si sarebbe trasformato in una “sassata elettorale”. Una formula già utilizzata da Occhiuto nelle dichiarazioni rilasciate a Reggio Calabria dopo lo scrutinio. In quell’occasione il presidente regionale aveva collegato il risultato anche alla forza territoriale di Forza Italia e all’attività amministrativa di Francesco Cannizzaro.
Il dato elettorale conferma comunque che Futuro Nazionale è riuscito a superare la soglia del 10% alla sua prima prova con il proprio simbolo, ma senza conquistare il seggio. Il risultato, dunque, costituisce contemporaneamente un ingresso nella competizione elettorale e un mancato successo nella corsa all’uninominale.
“I voti di Vannacci non si sommerebbero”
Da qui parte la riflessione di Occhiuto sul futuro della coalizione nazionale. Il governatore sostiene che un eventuale avvicinamento di Vannacci al centrodestra non produrrebbe automaticamente una somma aritmetica dei consensi.
Nella ricostruzione dell’intervista al Corriere della Sera, Occhiuto sostiene che i voti raccolti da Vannacci potrebbero invece essere sottratti alle altre forze della coalizione, citando in particolare Lega e Fratelli d’Italia. La sua indicazione politica è quindi quella di allargare il centrodestra verso l’area liberale e riformista, senza includere Futuro Nazionale nella coalizione.
Si tratta, va precisato, di una valutazione politica del presidente calabrese, non di una conclusione dimostrabile attraverso il solo risultato delle suppletive. Il voto di Reggio Calabria riguarda infatti uno specifico collegio uninominale e si è svolto in condizioni di partecipazione molto più bassa rispetto alle precedenti elezioni politiche.
La ricetta di Occhiuto per Forza Italia
Il risultato calabrese diventa così anche un argomento nella discussione sull’identità di Forza Italia. Occhiuto sostiene che il partito debba puntare sulla capacità di proporre misure di governo e, contemporaneamente, sulla capacità di comunicarle in modo più efficace.
Il riferimento resta Silvio Berlusconi, ma non come semplice richiamo identitario. Secondo Occhiuto, il messaggio berlusconiano dovrebbe essere aggiornato in una chiave liberale, moderna e aperta, evitando che il partito rimanga ancorato a modalità comunicative percepite come appartenenti al passato.
La linea era già emersa in una precedente intervista concessa al Corriere della Sera, nella quale Occhiuto aveva indicato tra le proposte per il rilancio del partito anche l’abolizione del bollo auto e una no tax area per gli under 30 o 35, oltre alla necessità di rendere più comprensibili agli elettori i risultati dell’azione di governo.
Tajani, Marina Berlusconi e il dopo-Berlusconi
Nel ragionamento sul futuro del partito entra anche il ruolo di Antonio Tajani. Occhiuto riferisce di aver parlato con il segretario di Forza Italia dopo il risultato di Reggio Calabria e descrive la sua reazione come positiva.
Il governatore attribuisce inoltre a Tajani il merito di aver mantenuto in vita il partito nella fase successiva alla scomparsa di Berlusconi. La questione che pone, però, riguarda il passaggio successivo: secondo Occhiuto, Forza Italia dovrebbe tornare a presentarsi come una forza capace di attrarre competenze, sostenere riforme e intercettare gli elettori liberali e riformisti.
Nel quadro evocato dal governatore rientra anche Marina Berlusconi, che Occhiuto dice di aver sentito dopo il voto e che, secondo il suo racconto, avrebbe espresso soddisfazione per il risultato.
Diritti civili e giovani nel nuovo profilo azzurro
Un altro capitolo riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Occhiuto sostiene che Forza Italia debba individuare provvedimenti specificamente rivolti ai giovani e cita nuovamente l’ipotesi di una no tax area per gli under 35.
Ma la strategia indicata dal governatore non si limita alla politica fiscale. Nel rilancio del partito inserisce anche temi come i diritti civili e il fine vita, considerati parte di un’agenda che Forza Italia dovrebbe affrontare con maggiore chiarezza.
L’obiettivo dichiarato è aggiornare l’immagine del partito senza rinunciare alla sua collocazione liberale. La formula utilizzata da Occhiuto è quella di un movimento capace di parlare a un elettorato più giovane e di non apparire legato esclusivamente alla propria storia.
Meloni e l’ipotesi di elezioni anticipate
Nel colloquio trova spazio anche il rapporto con Giorgia Meloni. Occhiuto riferisce di aver scambiato messaggi con la presidente del Consiglio, che gli avrebbe rivolto le proprie congratulazioni per il risultato delle suppletive.
Sul tema delle eventuali elezioni anticipate, invece, il governatore non formula previsioni. Alla domanda su una possibile conclusione anticipata della legislatura, risponde di non sapere se possa accadere e aggiunge che, se dovesse dare un consiglio non richiesto alla premier, suggerirebbe di non accelerare la fine della legislatura.
Anche in questo passaggio torna il confronto con Vannacci: Occhiuto sostiene che lasciare trascorrere tempo consentirebbe agli elettori di conoscere meglio il nuovo movimento e prevede, sul piano della propria valutazione politica, un ridimensionamento del consenso attorno al generale.
“Il coraggio di governare”, il libro arriva in libreria
Il confronto sull’identità di Forza Italia si intreccia con l’uscita del libro di Occhiuto, “Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle”, pubblicato da Piemme e disponibile dal 29 settembre 2026. Il volume conta 208 pagine e presenta l’esperienza alla guida della Calabria attraverso temi come sanità pubblica, energia, migrazioni e rapporto con gli alleati.
La casa editrice presenta il libro come un testo di impostazione riformista e liberale, nel quale l’autore collega il racconto dell’attività amministrativa a una riflessione sulla libertà, sulle opportunità e sull’azione di governo.
Occhiuto respinge però l’idea che il volume rappresenti semplicemente un manifesto personale o una piattaforma per una partita interna al partito. Nella sua descrizione, è piuttosto il racconto dell’esperienza di un presidente di Regione alle prese con problemi concreti e con la necessità di trasformare le proposte in riforme.
Dopo il voto, il confronto resta aperto
Le suppletive di Reggio Calabria consegnano quindi un risultato netto per il centrodestra, con Roscioli al 51,02%, ma anche il primo dato elettorale di rilievo per Futuro Nazionale, arrivato al 10,94%. La partecipazione, al 22,34%, resta uno degli elementi caratterizzanti della consultazione. RaiNews+1
Occhiuto interpreta il risultato come una conferma della propria impostazione politica e lo utilizza per rilanciare una discussione sull’identità di Forza Italia, sull’allargamento dell’area liberale e riformista e sui rapporti con la nuova formazione di Vannacci. Il significato nazionale di quel voto resta invece legato alla sua specificità territoriale e alla natura suppletiva della consultazione.













