I riflettori della magistratura contabile si accendono sulla gestione delle infrastrutture aeroportuali calabresi, aprendo un nuovo e delicato fronte politico e amministrativo. Al centro della contestazione si colloca lo scalo di Lamezia Terme e, nello specifico, la decisione di Sacal SpA, la società a partecipazione prevalentemente pubblica che ne cura la gestione, di affidare a privati i servizi di sosta interni all’area aeroportuale. Una scelta strategica che ha sollevato forti perplessità sulla reale convenienza economica per l’ente e per i soci pubblici, spingendo i rappresentanti istituzionali del territorio a richiedere un accertamento ispettivo formale per tutelare l’integrità del patrimonio collettivo.
Il nodo del contratto ventennale: cifre e presunti mancati guadagni
La mobilitazione poggia sulle precise e circostanziate affermazioni del Consigliere Regionale Ernesto Alecci in riferimento all’affidamento della gestione dei parcheggi aeroportuali, anche in relazione ai principi di razionalità economica ed al buon andamento ed alla corretta gestione delle risorse pubbliche. Secondo le ricostruzioni emerse dall’analisi dei dati pubblici, la Sacal ha recentemente sottoscritto un accordo della durata di vent’anni con una società privata avente sede in Lombardia. L’intesa prevede il versamento di un canone annuo fisso pari a 1,5 milioni di euro a favore della società aeroportuale.
La criticità sollevata risiede nel netto contrasto con i bilanci storici dell’infrastruttura lametina: a fronte del canone pattuito, il servizio in gestione diretta garantiva infatti incassi storici annui di circa 3 milioni di euro, con ricavi netti stimati in circa 2,5 milioni di euro. Se i parametri analitici venissero confermati, l’esternalizzazione di un ramo d’azienda da sempre caratterizzato da costi di gestione contenuti e ampi margini di profitto potrebbe tradursi in un mancato guadagno complessivo per gli enti pubblici soci quantificabile in circa 15 milioni di euro nell’arco dei venti anni di vigenza contrattuale, anche includendo nel computo gli investimenti infrastrutturali previsti a carico del concessionario settentrionale.
La difesa di Sacal e i punti oscuri da chiarire
La replica dei vertici della Sacal SpA non si è fatta attendere: i rappresentanti della società per azioni hanno difeso l’operato aziendale sostenendo la piena legittimità e la convenienza economica dell’operazione, contestando le cifre diffuse dalle opposizioni e rivendicando l’esistenza di vantaggi economici tangibili derivanti dalla nuova concessione privata.
Al di là delle opposte versioni fornite dai protagonisti della vicenda, la necessità primaria è ora quella di fare piena luce su una serie di elementi tecnici. Diventa fondamentale appurare la veridicità e la completezza dei dati economici indicati da entrambe le parti, ricostruendo l’effettiva redditività storica della gestione diretta dei parcheggi e valutando la congruità del Piano Economico Finanziario posto a base della gara di project financing, con particolare riferimento alla ripartizione dei ricavi e dei rischi tra concedente e concessionario. Restano inoltre da comprendere le reali motivazioni strategiche che hanno indotto gli amministratori a cedere a terzi un’attività considerata un vero e proprio core business a elevata marginalità , soprattutto all’interno di una fase caratterizzata da importanti investimenti programmati per lo sviluppo del trasporto aereo regionale.
L’iniziativa giudiziaria: il ricorso alla Procura Regionale
Il nocciolo della questione si sposta adesso sul terreno della responsabilità contabile e della verifica del rispetto dei criteri di sana e prudente gestione economica richiesti dalla disciplina civilistica. Il quadro delineato ha spinto il consigliere comunale dell’Udc, Giancarlo Nicotera, a formalizzare un’iniziativa giudiziaria per accertare se la condotta dei manager sia stata effettivamente improntata alla massima tutela delle risorse pubbliche.
“Per tutti questi motivi, stante la precisa e particolareggiata denuncia pubblica dell’onorevole Alecci, ritengo che sia giusto investire della questione la competente Procura Regionale presso la Corte dei conti per la Calabria, tramite un esposto-denuncia che presenterò in questi giorni, affinchè la stessa Autorità possa accertare la possibile sussistenza o meno di eventuali responsabilità amministrative o contabili in merito” dichiara Giancarlo Nicotera, confermando il deposito imminente dell’atto agli uffici giudiziari competenti.








