Circa cinquanta attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati ricoverati d’urgenza in diverse strutture ospedaliere a Istanbul, in Turchia. Il provvedimento si è reso necessario a causa delle lesioni fisiche e dei traumi riportati dai volontari durante il periodo di detenzione all’interno delle carceri in Israele. Le prime informazioni sul quadro clinico e organizzativo dell’emergenza sono giunte direttamente da fonti interne alla stessa organizzazione umanitaria. Tra i numerosi feriti che hanno avuto bisogno di assistenza medica immediata al loro arrivo sul territorio turco figura anche un cittadino italiano, la cui identità non è stata ancora resa nota.
L’allarme della portavoce e le condizioni dei detenuti
La notizia del ricovero del connazionale ha attivato immediatamente i canali di monitoraggio della delegazione italiana della Flotilla, che si è messa al lavoro per verificare l’entità dei traumi subiti dall’attivista. “Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute – spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia – ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock”. Le parole dei rappresentanti dell’organizzazione evidenziano uno scenario di profonda criticità medica e psicologica per l’intero gruppo di volontari, segnato duramente dall’esperienza della detenzione e dai traumi fisici accumulati nelle scorse settimane.








