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17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
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Il Pd accusa la maggioranza e Occhiuto: “Modifica statuto senza partecipazione e creazione di più poltrone”

Il Gruppo consiliare Dem denuncia l'approvazione in Consiglio Regionale della revisione statutaria che porta gli assessori da 7 a 9 e reintroduce i sottosegretari, criticando la scarsa partecipazione al dibattito.

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Il Gruppo consiliare del Partito Democratico ha denunciato il metodo e le iniziative che hanno caratterizzato l’inizio della seconda legislatura guidata dal Presidente Occhiuto. I democratici hanno sollevato forti critiche nei confronti della maggioranza, che pur avendo vinto le elezioni, non avrebbe il diritto di “forzare le istituzioni, mortificare la democrazia e procedere senza confronto su decisioni che riguardano il futuro di tutte le calabresi e di tutti i calabresi“.

Modifica dello Statuto e legge sul referendum aggiunte in extremis

Il Partito Democratico ha contestato la convocazione urgente del Consiglio regionale, inizialmente prevista per pratiche indifferibili, che ha visto l’inserimento in extremis di temi strategici: la modifica dello Statuto regionale, la revisione della legge sul referendum confermativo e la discussione delle linee programmatiche del Presidente.

Le linee programmatiche sono state rese disponibili ai consiglieri solo la sera precedente, un fatto che ha reso, a detta del PD, “di fatto, impossibile uno studio approfondito delle stesse“. La discussione, protrattasi nella notte, ha portato all’approvazione della revisione dello Statuto – che incrementa il numero degli assessori da 7 a 9 e reintroduce due sottosegretari (figure già abolite nel 2010) – e della nuova legge sul referendum confermativo. Quest’ultima sottrae ai cittadini la possibilità di “esprimersi direttamente su scelte istituzionali fondamentali, escludendo dal controllo referendario le revisioni parziali dello Statuto“.

La contestazione sulla mancanza di partecipazione

Il Gruppo PD ha sostenuto che, in linea con le procedure istituzionali, le modifiche allo Statuto e la legge sul referendum avrebbero dovuto essere esaminate dalle commissioni consiliari di prossima costituzione. Secondo i democratici, rinviare queste decisioni di poche settimane avrebbe garantito “rispetto delle regole, trasparenza e partecipazione, senza alcun rischio per le tempistiche tecniche“. La maggioranza ha invece scelto di “blindare il passaggio in aula, precludendo un confronto approfondito su scelte che ridefiniscono le regole della democrazia regionale“.

Logiche di potere e riferimenti al bilancio

La revisione dello Statuto è stata interpretata dal PD come una risposta a “logiche di potere e di sottogoverno, legate alla spartizione di incarichi tra alleati più o meno contenti, più o meno soddisfatti delle prime nomine” anziché affrontare le “vere urgenze della Calabria – lavoro, sanità, servizi, lotta alle disuguaglianze“.

Il Partito Democratico ha definito il racconto di una manovra di ampliamento della Giunta a “bilancio invariato” non solo “fuorviante, ma volutamente ambigua“. Il PD ha osservato che i nuovi ruoli “comportano comunque la previsione di risorse e economie, che verranno sottratte ad altre voci di spesa, magari più importanti per i reali bisogni dei cittadini“. Il Gruppo consiliare ha proposto soluzioni alternative e senza costi aggiuntivi, citando la figura del Consigliere delegato, già prevista dallo Statuto, per supportare il Presidente nelle numerose deleghe trattenute. La scelta è stata invece quella di “rispolverare vecchie poltrone, tradendo la promessa di una Calabria moderna ed efficiente“.

Il divario tra narrazione e realtà

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ha infine criticato l’approccio comunicativo della maggioranza, che tende a un “continuo autocompiacimento nascondendo sotto il tappeto tutto quello che non va“. Il PD ha citato dati critici su “lavoro, reddito, povertà, sanità territoriale, spopolamento e qualità dei servizi“, affermando che non basta “non dire le cose per non farle accadere“.

I democratici hanno messo in contrapposizione le priorità politiche con le esigenze dei cittadini, chiedendo se per un calabrese sia più importante “avere una giunta più numerosa o un medico vicino casa, un autobus che passa, un lavoro dignitoso, una scuola che non cade a pezzi, un ufficio pubblico che risponde“. Il PD ha concluso il comunicato affermando che le nuove linee programmatiche del Presidente Occhiuto “descrivono una Calabria che pensa di correre verso il 2030. Ad oggi, l’unica vera accelerazione, inutile, è stata quella sul numero di poltrone“.

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