4 Agosto 2026
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Pnrr Calabria, la mappa di chi spende e di chi resta indietro: Vibo e Cosenza corrono, Catanzaro e Reggio in fondo

Nei sette maggiori centri calabresi risulta erogato appena il 33,9% delle risorse Pnrr: Vibo guida con il 55,2%, Catanzaro è ultima al 26,5% e Reggio penultima al 28,8%. L’inchiesta di Calabria7

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La domanda non è quanti progetti siano stati annunciati, finanziati, appaltati o dichiarati in corso. La domanda è molto più semplice: quanti pagamenti risultano registrati? È da qui che bisogna partire per capire chi, in Calabria, sia riuscito a trasformare i fondi del Pnrr in pagamenti contabilizzati e chi abbia ancora la parte maggiore delle risorse ferma fra procedure, stati di avanzamento, forniture e rendicontazioni. Il dossier parlamentare diffuso a fine luglio fotografa lo stato amministrativo dei progetti. Dice se ReGiS li classifica come conclusi o in corso e calcola quanto valgono. Non misura, però, la capacità di pagamento delle singole amministrazioni. Anche il 15,6% attribuito alla Calabria nel monitoraggio parlamentare va letto correttamente: non è la percentuale di denaro speso. È la quota del finanziamento associata ai progetti che ReGiS classifica come conclusi. Per sapere chi stia spendendo occorre aprire un altro archivio, quello dei pagamenti, e seguire i singoli CUP.

Calabria7 ha seguito un’altra strada. Ha isolato i progetti nei quali i Comuni di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Corigliano-Rossano e Lamezia Terme risultano direttamente soggetti attuatori. Poi ha confrontato il finanziamento Pnrr con i pagamenti Pnrr registrati nel sistema al 31 marzo 2026. Non tutti i lavori presenti in una città, quindi, ma quelli di cui il municipio porta direttamente la responsabilità amministrativa. Il risultato è una mappa molto diversa da quella costruita sul numero dei progetti. I sette Comuni gestiscono complessivamente 302.216.324 euro. I pagamenti registrati ammontano a 102.369.635 euro. Al 31 marzo, dunque, altri 199.846.688 euro non risultavano ancora trasformati in pagamenti Pnrr registrati. In media risulta erogato il 33,9%: poco più di un euro ogni tre assegnati.

Vibo e Cosenza sono le uniche a superare la metà

La sorpresa viene da Vibo Valentia. Il Comune più piccolo fra quelli esaminati è quello che presenta il rapporto più alto fra finanziamenti e pagamenti. Gestisce 29 progetti per 23,69 milioni e ha registrato pagamenti per 13,09 milioni: 55,2%. Ventisette interventi su ventinove mostrano almeno un pagamento. Non è un primato costruito su una sola operazione. Il nuovo asilo nido nell’edificio comunale di Moderata Durant, finanziato con 2,5 milioni, registra pagamenti per 1,56 milioni, il 62,4%. La rigenerazione delle periferie fra via Falcone, Piscopio, Cancello Rosso e piazza Salvemini supera il 51%, con 899mila euro pagati su 1,76 milioni. L’asilo nido di Vibo Marina è al 57,9%, con 834mila euro su 1,44 milioni. Il dato positivo non autorizza a nascondere ciò che ancora non si muove. Il progetto da 2,46 milioni per l’autonomia degli anziani non autosufficienti, indicato in fase di esecuzione della fornitura, non presenta pagamenti Pnrr nel dataset esaminato. Vibo corre più degli altri, ma non corre su tutto.

Subito dietro c’è Cosenza. Ventitré progetti, 22,64 milioni assegnati e 12,03 milioni pagati: 53,1%. Ventuno progetti mostrano pagamenti, due sono ancora a zero. Anche qui il risultato nasce da interventi con avanzamenti finanziari molto elevati. La riqualificazione del quartiere popolare di San Vito Alto registra 2,03 milioni pagati su 2,24, il 90,6%. L’intervento su San Vito Basso è all’87,2%, con 1,47 milioni su 1,69. Il Palasport dei ragazzi di via Panebianco raggiunge il 65,1%. Non tutto procede allo stesso ritmo. Il Centro tecnico federale dello squash, finanziato con 4 milioni, registra 1,5 milioni di pagamenti, il 37,5%. Il nuovo asilo nido da 2,59 milioni è al 33,9%. Ma Cosenza, a differenza delle città in fondo alla graduatoria, ha già trasformato in pagamenti più della metà dell’intero portafoglio Pnrr comunale.

Catanzaro, un grande progetto trascina il Comune all’ultimo posto

All’estremo opposto c’è Catanzaro. Il Comune è soggetto attuatore di 18 progetti che valgono complessivamente 22,52 milioni. I pagamenti registrati ammontano a 5,98 milioni: 26,5%. Quattordici progetti presentano almeno un pagamento, quattro sono ancora a zero. La spiegazione principale ha un CUP e un importo preciso. Il programma di rigenerazione urbana e inclusione sociale, destinato alla ricucitura fra centro e periferie, vale 8.778.567 euro. È quasi il 39% di tutte le risorse Pnrr gestite direttamente dal Comune. Al 31 marzo risultavano pagamenti per 166.962 euro, appena l’1,9%. ReGiS lo colloca nella fase di esecuzione dei lavori.

Un solo intervento, per dimensione e scarsità dei pagamenti, basta a comprimere l’intera media cittadina. Senza quel progetto il rapporto degli altri interventi sarebbe sensibilmente più alto. La ciclovia urbana di Germaneto, per esempio, registra 1,78 milioni su 3,2, il 55,7%. L’impianto polivalente di via Bezzecca e via Brigata è al 51,8%. La demolizione e ricostruzione del plesso Piano Casa di via Gariani supera il 54,8%. Il nuovo asilo nido di viale Crotone, nel quartiere Lido, è al 39,2%.

La classifica, dunque, non racconta un Comune immobile su ogni progetto. Racconta un’amministrazione il cui investimento più importante presenta un avanzamento dei pagamenti quasi nullo rispetto alla dotazione. Ed è proprio sui progetti più grandi che si misura la capacità di spendere: chiudere dieci interventi piccoli non compensa il ritardo di uno che assorbe quattro euro ogni dieci.

Reggio, 125 milioni assegnati ma i tre grandi piani urbani sono al 7,5%

Reggio Calabria è penultima con il 28,8%, ma sostiene un peso incomparabilmente maggiore. I suoi 45 progetti valgono 125,43 milioni, più del 41% di tutte le risorse affidate ai sette grandi Comuni. I pagamenti registrati sono 36,17 milioni. Trentasei progetti mostrano movimenti, nove risultano senza pagamenti Pnrr. La parte più consistente del denaro è concentrata in quattro programmi. Il rinnovo delle flotte di autobus vale 46,22 milioni e registra pagamenti per 18,56 milioni, il 40,1%. Da solo rappresenta più della metà di tutto ciò che il Comune ha pagato.

Il vero freno è nei tre grandi interventi di rigenerazione urbana. Il Masterplan Reggio Sud, denominato R.E.G.I.A., ha un finanziamento di 15 milioni e pagamenti per 1,23 milioni: 8,2%. Il programma E.S.S.E.R.E. a Ciccarello vale 14,999 milioni e registra 1,87 milioni: 12,5%. Il progetto per Arghillà “A M.E.N.O C.H.E.” dispone di altri 14,999 milioni, ma i pagamenti si fermano a 262.511 euro, l’1,8%.

Sommati, i tre programmi valgono poco meno di 45 milioni. I pagamenti raggiungono appena 3,37 milioni, il 7,5%. È questo blocco a spingere Reggio quasi in fondo alla classifica. Non il numero complessivo dei progetti, ma la lentezza finanziaria delle opere sulle quali la città aveva concentrato la propria trasformazione urbana.

Il dato di Ciccarello richiede una cautela ulteriore. Nel dataset la fase amministrativa è indicata come collaudo, mentre i pagamenti Pnrr risultano pari al 12,5% del finanziamento. Le due informazioni possono convivere per ritardi nella registrazione, per quote finanziate da altre fonti o per rendicontazioni ancora da validare. Proprio questa apparente distanza dimostra perché ReGiS debba essere accompagnato da un chiarimento pubblico del Comune, CUP per CUP.

Crotone, Corigliano-Rossano e Lamezia: la metà bassa della classifica

Crotone è terza con il 34,7%. Il Comune gestisce 22 progetti per 19,86 milioni e registra pagamenti per 6,89 milioni. Ventuno interventi su ventidue presentano almeno un pagamento. A frenare la media sono soprattutto le due operazioni più grandi. Gli interventi integrati nell’area archeologica di Capo Colonna valgono 3,45 milioni, ma risultano pagati 201mila euro, il 5,8%. La pista ciclabile di Poggio Pudano, finanziata con 3,18 milioni, registra 277mila euro, l’8,7%. Insieme assorbono un terzo dell’intero portafoglio comunale, ma mostrano pagamenti complessivi inferiori a mezzo milione.

Corigliano-Rossano è quarta al 32,3%. È la città con il maggior numero di progetti: 77, per 70,18 milioni. I pagamenti ammontano a 22,69 milioni; settanta interventi mostrano almeno un movimento e sette sono a zero. Anche qui le difficoltà si addensano sulle opere più pesanti. L’acquisto e recupero di Palazzo De Rosis per residenze sociali, finanziato con 5,57 milioni, registra pagamenti per 204mila euro: 3,7%. Il Community hub del Palazzo delle Fiere e Quadrato Compagna vale 3,66 milioni e si ferma a 152mila euro, il 4,1%. La rigenerazione di Cantinella, con 5,85 milioni, raggiunge invece il 36%, mentre l’ex carcere del centro storico di Rossano, destinato a parco tecnologico e alloggi temporanei per studenti, è al 39,1%.

Lamezia Terme è quinta con il 30,9%. Dodici progetti, 17,9 milioni di finanziamenti e 5,53 milioni pagati. Dieci interventi presentano pagamenti, due no. Il progetto più grande, dedicato al decoro urbano e ai servizi sociali, culturali e sportivi, vale 5,82 milioni e registra 1,34 milioni, il 23%. La demolizione e ricostruzione del plesso scolastico di via delle Rose è al 44%, mentre il nido d’infanzia Ligea supera il 51%. I nuovi asili Estia e Nike, entrambi finanziati con 1,512 milioni, restano invece poco sopra l’11%.

La metà bassa della graduatoria mostra così lo stesso schema: molti progetti hanno prodotto pagamenti, ma pochi interventi di grande valore procedono finanziariamente molto più lentamente. È il peso di questi ultimi, non la quantità delle schede movimentate, a decidere il risultato finale.

Province, la classifica cambia ancora

La mappa dei Comuni non può essere estesa automaticamente all’intero territorio provinciale. Se si osservano tutti i progetti localizzati in un solo Comune calabrese, qualunque sia il soggetto attuatore, il quadro cambia. Questo perimetro stretto comprende 10.409 progetti, 2,65 miliardi di finanziamenti Pnrr e un costo complessivo di 3,02 miliardi. I pagamenti totali registrati, comprendendo anche le fonti diverse dal Pnrr, ammontano a 1,077 miliardi, il 35,6% del costo.

La provincia di Cosenza è prima con il 38,3%: 451,6 milioni pagati su un costo di 1,178 miliardi. Catanzaro, nonostante l’ultimo posto del Comune capoluogo, è seconda come territorio con il 36%, grazie a 185,65 milioni di pagamenti su 515,95. Vibo Valentia è terza al 35,5%, Crotone quarta al 33,6%. Reggio Calabria chiude al 32,5%, con 297,1 milioni pagati su 914,57 milioni di costo.

Sono percentuali diverse da quelle dei Comuni perché misurano un universo diverso. Dentro il territorio provinciale ci sono progetti di ministeri, Regione, aziende sanitarie, scuole, società pubbliche, Province e amministrazioni comunali. Inoltre, in questa graduatoria il rapporto è calcolato fra pagamenti complessivi e costo totale dei progetti, non soltanto fra pagamenti Pnrr e finanziamento Pnrr.

Quando il soggetto attuatore è la Provincia, Vibo torna prima

Restringendo nuovamente l’obiettivo alle sole amministrazioni provinciali, la graduatoria cambia ancora. Province e Città metropolitana gestiscono insieme 190,61 milioni di finanziamenti Pnrr e hanno registrato pagamenti Pnrr per 71,70 milioni, pari al 37,6%.

La Provincia di Vibo Valentia è prima con il 43,1%: 7,95 milioni pagati su 18,44. Tutti i 21 progetti presentano almeno un pagamento. La Città metropolitana di Reggio Calabria è seconda al 41,1%, con 25,88 milioni su 63,02 e 46 progetti movimentati su 50. La Provincia di Catanzaro raggiunge il 38,9%, la Provincia di Cosenza il 33,4% e la Provincia di Crotone il 32,5%.

Il caso di Catanzaro merita attenzione. L’ente provinciale è terzo per percentuale complessiva, ma soltanto 24 dei suoi 46 progetti mostrano pagamenti Pnrr. Ventidue risultano a zero, un numero enormemente superiore a quello delle altre amministrazioni: quattro a Reggio, uno a Cosenza, nessuno a Vibo e Crotone. La percentuale di Catanzaro è sostenuta dagli importi pagati sui progetti già movimentati; la diffusione dei pagamenti fra i singoli interventi racconta una fragilità diversa.

Vibo offre invece il segnale più omogeneo. Non soltanto guida la classifica, ma presenta pagamenti in tutti i progetti. L’adeguamento sismico dell’Itis di Vibo Valentia registra 1,67 milioni su 3,98, il 41,9%. Il liceo classico di Nicotera supera il 51,6%, mentre il liceo scientifico di Soriano Calabro resta al 7%. Anche l’amministrazione più avanti conserva quindi cantieri finanziariamente lenti, ma non ha interventi completamente privi di pagamenti nel dataset.

Che cosa dimostrano davvero questi numeri

Il pagamento registrato è l’indicatore più vicino alla domanda su chi sia riuscito a spendere, ma non è una fotografia perfetta del cantiere. Può comprendere anticipazioni. Può essere aggiornato con ritardo rispetto ai lavori. Può non includere spese sostenute ma non ancora trasmesse o validate. Un progetto con pagamento zero non è automaticamente un’opera mai partita; un progetto con una percentuale elevata non è automaticamente concluso o collaudato.

Per questa ragione Calabria7 non attribuisce ai dati ciò che non possono provare. La classifica misura la quota di finanziamento Pnrr trasformata in pagamenti registrati entro il 31 marzo 2026. Non assegna patenti sulla qualità delle opere e non sostituisce un sopralluogo. Indica però dove il flusso finanziario abbia funzionato e dove gli importi più consistenti siano rimasti quasi interamente fuori dai pagamenti. È una differenza decisiva. A Catanzaro il problema non è che tutti i progetti siano fermi: è che quello da 8,78 milioni registra appena l’1,9%. A Reggio non è l’intero portafoglio a essere immobile: sono tre programmi di rigenerazione da 45 milioni complessivi a fermarsi al 7,5%. A Crotone, Capo Colonna e Poggio Pudano valgono un terzo delle risorse e non arrivano insieme a mezzo milione di pagamenti. Corigliano-Rossano ha settanta progetti movimentati, ma due interventi immobiliari importanti restano intorno al 4%.

Vibo e Cosenza corrono perché hanno distribuito i pagamenti su quasi tutto il portafoglio e perché alcuni interventi di peso hanno superato metà del finanziamento. Catanzaro e Reggio sono in fondo perché i loro progetti più grandi procedono molto più lentamente sul piano finanziario.

Il verdetto e le risposte che mancano

La Calabria dei pagamenti Pnrr non è divisa fra amministrazioni che hanno fatto tutto e amministrazioni che non hanno fatto nulla. È divisa fra enti che hanno trasformato una parte consistente delle assegnazioni in pagamenti e altri nei quali pochi grandi progetti trattengono una quota decisiva delle risorse lontano dalla rendicontazione finanziaria attesa.

Fra i grandi Comuni Vibo Valentia è prima, Cosenza seconda, Crotone terza, Corigliano-Rossano quarta, Lamezia Terme quinta, Reggio Calabria penultima e Catanzaro ultima. Fra gli enti provinciali guida ancora Vibo, seguita dalla Città metropolitana di Reggio. Nella mappa territoriale complessiva, invece, Cosenza è prima e Reggio ultima.

Tre classifiche, tre domande differenti. Confonderle produrrebbe un titolo semplice ma falso. Leggerle insieme permette di individuare le responsabilità: il Comune risponde dei propri progetti, la Provincia dei suoi, mentre il dato territoriale raccoglie tutto ciò che accade geograficamente nell’area.

Ora spetta alle amministrazioni spiegare, per i CUP più pesanti, quale parte dei lavori sia stata eseguita, quali somme siano state liquidate dopo il 31 marzo, quali pagamenti attendano validazione e quale sia la data effettiva di conclusione. Perché il dato può essere aggiornato. La responsabilità no. E il Pnrr non si misura dal numero dei comunicati pubblicati, ma da quanto denaro è diventato un’opera, un servizio o un’infrastruttura realmente consegnata ai cittadini.

Fonti e metodo

L’elaborazione utilizza le anagrafiche dei progetti Pnrr disponibili attraverso Italia Domani e la replica OpenPNRR, aggiornate al 26 febbraio 2026, e lo snapshot dei pagamenti registrati in ReGiS al 31 marzo 2026. Per i sette grandi Comuni e per le amministrazioni provinciali sono stati considerati esclusivamente i progetti nei quali l’ente figura come soggetto attuatore diretto. Il rapporto è calcolato dividendo i pagamenti Pnrr registrati per il finanziamento Pnrr assegnato.

La graduatoria territoriale utilizza invece soltanto i progetti localizzati in uno e un solo Comune calabrese, evitando di attribuire per intero a più territori lo stesso intervento pluricomunale. In questo caso la percentuale confronta i pagamenti complessivi registrati con il costo totale dei progetti. Le due graduatorie non sono quindi sovrapponibili.

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