27 Agosto 2026
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Politica e nodi del territorio, la stoccata di Rapani: “Fiducia al governo Occhiuto, ma sui manager della sanità serve una svolta”

Il senatore di Fratelli d'Italia fa un'istantanea dopo il passaggio di Giannetta e le tensioni sulla figura dei sottosegretari. Dal bilancio sui direttori generali dell'assistenza sanitaria fino alla battaglia parlamentare per la riapertura del Tribunale di Corigliano-Rossano.

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Sottosegretari, fibrillazioni nel centrodestra, sanità ancora al palo, Tribunale di Corigliano-Rossano e il caso Giannetta. Il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani affronta a tutto campo i nodi della politica calabrese, non senza schiettezza.

Senatore, desta ancora sconcerto questo passaggio repentino dell’ex capogruppo Giannetta da FI a Vannacci. Che lettura ne dà? Noi pessima, un segnale inquietante che dice tanto sui criteri di scelta della classe dirigente.

“Ci sarebbero diverse considerazioni da fare: prima, coerenza e dignità. DIGNITÀ: Pur di garantirsi ‘un posto al sole’, in questo caso una candidatura con la speranza di raggiungere l’obiettivo attraverso l’elezione, si è disposti a svendere la dignità.
COERENZA: Se si viene eletti grazie alla candidatura in un partito, nel momento in cui si svende la dignità e si cambia casacca bisognerebbe avere il buon senso di dimettersi dal ruolo che si ricopre grazie all’elezione in altro partito. Aderire e candidarsi in un partito che contesta l’operato del governo del quale si fa parte è una scelta scellerata. Auspico, qualora Giannetta non dovesse essere eletto, una presa di coscienza, chiedere scusa agli elettori che lo hanno votato e fatto eleggere in uno schieramento del quale è stato condiviso un programma e dimettersi”.

Mi dica la verità, c’era proprio bisogno dei sottosegretari e del pasticciaccio che hanno determinato, con annesso colpo di scena del referendum?

“La politica è fatta di scelte. Il Presidente Occhiuto ha ritenuto di prevedere questa ulteriore figura. Prima di parlare di colpi di scena o di farsa, la domanda da porsi è una sola: servirà? Poi le ripeto, sono scelte che appartengono direttamente al Presidente. Sarebbe stato opportuno, però, un confronto politico preventivo con i partiti e con i dirigenti responsabili che, almeno per quanto riguarda Fratelli d’Italia, si sarebbero confrontati con la classe dirigente per esprimere un parere di merito”.

Va tutto bene nella vostra coalizione o c’è qualche criticità che dovrebbe essere affrontata subito?

“Quando le maggioranze si compongono sulla condivisione di un programma non ci sono criticità. Se si antepongono gli interessi al programma, qualche problema può verificarsi. E si risolve in modo semplice: dentro o fuori. Agli elettori interessa la risoluzione dei problemi, non i dissidi interni”.

Restano sul tavolo i nodi della sanità, ambito dal quale ci si attende di più, molto di più.

“Mi sarei aspettato un’inversione di tendenza radicale. Bene aver chiuso, anche grazie al Governo Meloni, la stagione del commissariamento. Ma le aspettative ora sono altre: riduzione delle liste d’attesa e ospedali specializzati in grado di dare risposte sanitarie. Mi sarei aspettato l’affidamento a manager capaci, che in Calabria non mancano. Si è scelto invece, come nel calcio, di affidarsi allo straniero, con una differenza: nel calcio lo straniero fa la differenza, nella sanità calabrese hanno fatto flop. Della serie ‘è tutto un affare’. Questi sono compiti di gestione tecnica che spettano ai manager”.

La terza città della Calabria, la sua, Corigliano-Rossano è ancora una colonia giudiziaria, non ha un proprio tribunale, una condizione che in molti vivono come una umiliazione.

“Corigliano Rossano, 78.000 abitanti, 350 kmq di territorio, 35 km di costa, terza città della Calabria e bacino di oltre 300.000 persone nella Sibaritide, è stata mortificata dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012. La chiusura del Tribunale di Rossano, voluta dalla riforma Severino, è avvenuta con la complicità di lobby di potere e di una classe politica locale che non è stata capace di rimanere unita a tutela di un legittimo interesse del territorio. Dove lo Stato arretra, la malavita ne approfitta. Lo dimostrano le numerose operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia in questi anni. Oggi il Governo Meloni, per la prima volta dopo 13 anni, ha riaperto la partita. È stata approvata la bozza per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, un provvedimento ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera che prevede la delega al Governo per valutare la riapertura dei tribunali soppressi. Corigliano Rossano ha tutti i requisiti richiesti: disponibilità immediata dell’immobile, impegno della Regione Calabria ad accollarsi costi di ristrutturazione, gestione e manutenzione, come già previsto dalla proposta di legge regionale, impegno del Comune per la manutenzione straordinaria e l’agibilità, difficoltà oggettive di comunicazione per carenza di infrastrutture, distanze importanti dai comuni verso l’attuale sede di Castrovillari, bacino d’utenza, popolazione, alto tasso di criminalità, presenza di grandi opere che aumentano l’appetito criminale: SS 106, elettrificazione ferroviaria, nuovo Ospedale, insediamenti ZES. È un’operazione a costo zero per lo Stato, a cui spetterebbe solo l’assegnazione dei magistrati e del personale amministrativo. Eppure, a fronte di un lavoro politico serio, si registra una contrarietà da parte di una parte della magistratura, di cui non si comprendono le ragioni, al lavoro di Governo e Parlamento che vuole restituire giustizia dopo un maltolto. Dal primo giorno del mio insediamento ho posto la questione al centro dell’attenzione politica nazionale. Oggi il provvedimento è in Commissione Giustizia. Mi ritengo soddisfatto del lavoro fatto, continuerò ad essere vigile con impegno e dedizione. Ci riusciremo? Il Parlamento è sovrano. La Politica è intenzionata a farlo. Se qualcuno vuole bloccare il provvedimento, se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini, piuttosto che bocciarlo nelle aule”.

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