Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria, rivendica il ruolo svolto a Bruxelles nella battaglia contro il Ponte sullo Stretto dopo la bocciatura della delibera Cipess da parte della Corte dei conti.
Secondo Tridico, le motivazioni con cui i giudici contabili hanno negato la registrazione dell’atto – in particolare i rilievi su direttiva Habitat, normativa europea sugli appalti e conformità del progetto – “sono in linea con le criticità che avevamo sollevato con un’interrogazione alla Commissione Ue presentata a gennaio”, firmata insieme ad altri europarlamentari.
«Centrato un risultato politico, il governo non può forzare la mano»
Per l’eurodeputato, la scelta della Corte rappresenta “un grande risultato sul piano politico“, a dispetto del fatto che il governo continui a difendere l’opera e a insistere sull’iter.
Tridico contesta anche l’idea, rilanciata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che l’opera possa essere finanziata in larga parte da Calabria e Sicilia: “Non si può pretendere che il ponte sia costruito coi soldi dei calabresi e dei siciliani“, afferma, ricordando di aver chiesto le dimissioni del titolare del Mit.
“Priorità vere: alta velocità, ferrovia jonica ed ex 106, non un ecomostro”
L’europarlamentare punta il dito sulle priorità infrastrutturali del Mezzogiorno, accusando l’esecutivo di inseguire un “simbolo propagandistico” invece di intervenire sulle carenze strutturali del Sud: “Meloni e Salvini pensino a infrastrutturare davvero il Sud, con opere nevralgiche per lo sviluppo, come l’alta velocità, il completamento dell’elettrificazione della ferrovia jonica, la progettazione e il finanziamento dei nuovi tratti della Statale 106 – da Rossano a Crotone e da Catanzaro a Reggio Calabria – e la riqualificazione delle reti viarie delle aree interne“.
Il ponte, al contrario, viene definito da Tridico “il più imponente degli ecomostri” che questo governo vorrebbe imporre “con la forza” in un’area che, a suo giudizio, “dovrebbe essere candidata a rientrare tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco“.









