Il Comune frena, corregge la rotta e riconosce l’errore. Dopo la diffida formale dell’avv. Francesco Pitaro, che tutela l’Associazione Amici del Porto di Tonino Russo, il Sindaco e Custode giudiziario Nicola Fiorita fa un passo indietro sulla richiesta di pagamento delle quote di ormeggio ai diportisti per il periodo successivo al 27 giugno 2025. Una retromarcia netta, messa nero su bianco in una nota ufficiale di oggi, 9 febbraio 2026, che di fatto accoglie integralmente le contestazioni mosse dalla difesa dei diportisti.
La diffida: “Quote già pagate, nessuna somma dovuta”
Con una nota del 3 febbraio 2026, l’avv. Pitaro aveva smontato punto per punto la posizione del Comune, chiarendo un dato essenziale: molti diportisti avevano già pagato l’intera annualità 2025 alla Carmar srl, società concessionaria dei pontili individuata dallo stesso Comune di Catanzaro. Da qui la conclusione giuridica: nessun doppio pagamento può essere preteso da chi ha già versato quanto dovuto per lo stesso periodo e lo stesso servizio. Se somme sono state incassate indebitamente, è verso Carmar che il Comune deve rivalersi, non sui diportisti.
La risposta del sindaco: “Avete ragione”
La replica del Sindaco-Custode arriva il 9 febbraio 2026 ed è, nei fatti, un’ammissione. Fiorita chiede all’avv. Pitaro la trasmissione delle prove dei bonifici effettuati dai diportisti e, soprattutto, invita formalmente Carmar srl a riversare al Comune le somme incassate per l’intera annualità 2025. Nella nota si legge testualmente che, qualora Carmar abbia percepito l’intero importo, dovrà restituirlo entro il 23 febbraio 2026 al Comune di Catanzaro. Un passaggio che sancisce la fondatezza delle contestazioni sollevate dai diportisti.
Pitaro: “Sarebbe stato illogico, ingiusto e antigiuridico”
Durissima ma lineare la dichiarazione dell’avv. Francesco Pitaro, che prende atto del cambio di posizione del Comune: “Sarebbe stato illogico, ingiusto e antigiuridico pretendere un nuovo pagamento da chi aveva già versato l’intera annualità.
I diportisti hanno pagato una società individuata dal Comune stesso. Tocca al Comune rivolgersi a chi quelle somme le ha incassate, non certo a chi ha già pagato“. E aggiunge un passaggio chiave: “Qualsiasi azione nei confronti dei diportisti sarebbe stata temeraria e completamente infondata“.
Una vicenda che apre interrogativi politici e amministrativi
La retromarcia del Comune evita uno scontro frontale, ma lascia aperti interrogativi pesanti sulla gestione della transizione tra concessione, sequestro e custodia giudiziaria dei pontili. Resta ora da capire: se e quando Carmar restituirà le somme; chi risponderà del caos amministrativo; e soprattutto perché si sia arrivati a minacciare pagamenti duplici senza prima verificare i flussi già incassati. Una cosa, però, è certa: i diportisti che hanno già pagato non devono un euro in più. E questa volta non è un’opinione, ma un fatto messo agli atti.







