Il dramma dell’incertezza occupazionale torna a scuotere la Sila. Questa mattina la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, si è recata sul posto per incontrare di persona i protagonisti di una vertenza che dura ormai da anni.
Si tratta di ben 173 persone che vivono quotidianamente la condizione di lavoratori sospesi in un limbo senza garanzie. “Questa mattina sono stata a portare la mia solidarietà umana e politica ai cosiddetti invisibili di San Giovanni in Fiore”, dichiara in una nota l’esponente pentastellata, ponendo l’accento sulla gravità della situazione sociale ed economica che attraversa il territorio.
Le storie di una vita trascorsa nell’incertezza
Dietro i numeri ci sono persone, nuclei familiari ed equilibri quotidiani spezzati dall’assenza di certezze per il futuro. La voce delle maestranze descrive un quadro di sofferenza prolungata che non può più essere ignorato dalle istituzioni regionali.
“Quelle che ho ascoltato sono storie che mi hanno toccato profondamente, che parlano di una vita di continua precarietà che deve trovare finalmente una sua fine”, continua la capogruppo del M5s. Il peso dell’instabilità economica si fa ancora più schiacciante nell’attuale congiuntura storica.
“Purtroppo, in base ai racconti di questi lavoratori e alle notizie che sono in mio possesso, la Regione non ha offerto nessuna chiarezza sui percorsi di stabilizzazione di questi 173 padri e madri di famiglia. Lavoratori che meritano risposte chiare soprattutto in questo momento storico in cui già è difficile vivere con uno stipendio fisso, figuriamoci in una situazione di precarietà”, sottolinea Scutellà.
L’interrogazione formale all’assessore al Lavoro
Per fare luce sulle intenzioni della Cittadella e spingere l’amministrazione regionale ad uscire dall’ambiguità, la rappresentante del M5S ha deciso di passare alle vie ufficiali del sindacato ispettivo in Consiglio regionale.
“Per questo ho deciso di presentare un’interrogazione all’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese per impegnare la Regione a illustrare in maniera dettagliata quali sono le iniziative che intende mettere in campo per la stabilizzazione di queste persone”, prosegue.
La responsabilità dell’ente regionale appare centrale nel ricostruire la genesi di questo bacino di precariato. “Ricordo, infatti, che dal 2016 queste persone sono state avviate in questo percorso proprio dalla Regione Calabria. Chiedo allora di conoscere se e quali risorse la Regione metterà a disposizione del Comune di San Giovanni in Fiore”, incalza la consigliera.
Il rischio economico per le casse del Comune
La preoccupazione principale riguarda anche la sostenibilità finanziaria dell’operazione, che non può essere scaricata integralmente sulle spalle dell’ente locale, già piegato dalle difficoltà di bilancio.
“Equiparare gli invisibili ai tirocinanti di inclusione sociale rischia di essere una trappola economica fortissima per un comune come quello di San Giovanni in Fiore, che si trova sull’orlo del predissesto”, evidenzia l’esponente del M5S. L’assenza di copertura finanziaria regionale rischierebbe di trasformare una promessa in un insuccesso annunciato.
“Vista la disastrata situazione delle casse comunali, difficilmente ci saranno le risorse per pagare nel lungo periodo stipendi e contributi previdenziali a queste persone. La Regione deve smetterla di fare melina e assumersi le sue responsabilità”, conclude la capogruppo del Movimento 5 Stelle.














