17 Ottobre 2026
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Proteste davanti al ministero: Rizzo (Consulte Calabria) richiama gli studenti al rispetto delle istituzioni

Dopo le tensioni del 16 ottobre davanti al Ministero dell’Istruzione, il portavoce delle Consulte studentesche calabresi Antonio Emanuel Rizzo critica gli episodi di violenza e solleva il tema dell’influenza ideologica nelle scuole

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“Le tensioni durante la manifestazione studentesca a Roma riaccendono il confronto sulle modalità della protesta e sul rapporto tra giovani e istituzioni”: a intervenire è Antonio Emanuel Rizzo, portavoce del Coordinamento regionale delle Consulte studentesche della Calabria, che in un comunicato diffuso dopo gli avvenimenti del 16 ottobre richiama l’importanza del dialogo istituzionale e della partecipazione responsabile.

La sua posizione parte dall’esperienza maturata nelle sedi ministeriali per rappresentare le istanze degli studenti. Secondo Rizzo, il confronto con le istituzioni, la presentazione di proposte e la ricerca di soluzioni condivise sono strumenti essenziali per ottenere risultati concreti sul fronte del diritto allo studio.

Il rappresentante delle Consulte rivendica il lavoro svolto insieme ai colleghi, sottolineando l’impegno dedicato alla tutela degli interessi degli studenti italiani. Un percorso che, nella sua ricostruzione, si è sviluppato attraverso il dialogo e la partecipazione ai tavoli istituzionali, anziché mediante lo scontro.

Diritto di manifestare e limiti della protesta

Il punto centrale dell’intervento riguarda la distinzione tra il diritto di esprimere dissenso e i comportamenti che possono accompagnare una mobilitazione. Rizzo considera legittime le richieste di maggiori investimenti nell’edilizia scolastica e di condizioni di apprendimento migliori, ma contesta che queste rivendicazioni possano giustificare episodi di violenza o danneggiamento.

“Manifestare non significa essere autorizzati a tutto”, è il concetto con cui il portavoce sintetizza la propria critica. Nel suo ragionamento, il valore di una protesta non dipende soltanto dagli obiettivi dichiarati, ma anche dalle modalità con cui vengono perseguiti.

La tutela degli spazi pubblici e il rispetto delle persone e delle istituzioni diventano così elementi che, secondo Rizzo, contribuiscono alla credibilità delle richieste avanzate dagli studenti. Una posizione che non mette in discussione la legittimità del dissenso, ma ne richiama la dimensione di responsabilità civile.

Il tema dell’influenza ideologica nelle scuole

Nel comunicato trova spazio anche una seconda questione: il rischio che le mobilitazioni studentesche siano influenzate da orientamenti politici e ideologici. Rizzo chiede che la scuola rimanga un luogo di formazione autonoma, nel quale gli studenti possano sviluppare capacità critiche senza essere indirizzati verso una specifica appartenenza politica.

La sua preoccupazione riguarda la possibilità che il confronto educativo venga sostituito da contrapposizioni precostituite. L’istituzione scolastica, sostiene, dovrebbe fornire strumenti per informarsi, ragionare e valutare posizioni differenti, comprese quelle che risultano distanti dalle proprie convinzioni.

Il riferimento all’indottrinamento viene dunque inserito in una critica più ampia all’uso politico della scuola. Nel testo, tuttavia, non vengono indicati istituti, docenti o singoli episodi specifici a sostegno di questa preoccupazione: si tratta di una valutazione espressa dal rappresentante studentesco, non della contestazione documentata di condotte individuali.

Antifascismo, pace e rispetto del dissenso

Rizzo affronta infine il significato attribuito a parole d’ordine come antifascismo e pace nelle manifestazioni. Il portavoce invita a valutare la coerenza tra i valori proclamati e i comportamenti tenuti durante le proteste, sostenendo che la difesa della libertà e della democrazia debba comprendere anche il rispetto delle opinioni altrui.

Il suo intervento si conclude con un richiamo al rifiuto della violenza e alla necessità di riconoscere la legittimità del dissenso, anche quando riguarda posizioni politiche differenti.

La presa di posizione di Rizzo si colloca quindi su due piani: da un lato, la condanna degli episodi contestati durante la manifestazione romana; dall’altro, la richiesta che la scuola preservi la propria funzione educativa e favorisca il pensiero indipendente. Restano distinti, nel suo ragionamento, il diritto degli studenti a rivendicare cambiamenti e la responsabilità di farlo nel rispetto delle regole e delle istituzioni.

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