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30 Marzo 2026
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Provinciali a Catanzaro, il giorno dopo: Colosimo fa il pieno, Giampà trascina il Pd, Amoruso è la sorpresa che spariglia

Fratelli d’Italia è la lista più votata, Forza Italia piazza il candidato più forte. Tra i meloniani spicca il boom del vicesindaco di Soverato e primo degli eletti di “Venti da Sud”

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Le elezioni provinciali di Catanzaro, pur restando confinante dentro il perimetro ristretto del voto di secondo livello, hanno consegnato una fotografia politica molto più nitida di quanto si potesse immaginare alla vigilia. Dietro i numeri, infatti, non c’è solo la distribuzione dei dodici seggi del nuovo Consiglio provinciale, ma soprattutto una mappa aggiornata dei rapporti di forza nel centrodestra e nel centrosinistra del Catanzarese. E se il dato più immediato dice che Fratelli d’Italia è la lista più votata, quello forse ancora più significativo racconta che il consigliere capace di raccogliere più consenso ponderato di tutti è Paolo Colosimo di Forza Italia. Sul versante opposto, invece, la lista unitaria progressista tiene, conquista tre seggi e trova in Domenico Giampà il suo uomo forte.

Il dato politico: Fratelli d’Italia davanti a tutti

Il primo elemento che emerge dallo scrutinio è il primato netto di “Venti da Sud”, la lista riconducibile a Fratelli d’Italia, che chiude a quota 26.781 voti ponderati e porta a casa quattro seggi. È il dato politico più pesante dell’intera tornata, perché certifica che nel Catanzarese il partito guidato sui territori da Wanda Ferro e dall’assessore regionale Antonio Montuoro non è più solo una componente della coalizione, ma il suo vero baricentro.

I meloniani piazzano in Consiglio provinciale Emanuele Amoruso, Francesco Fragomele, Antonello Formica e Pietro Fazio, riuscendo a rappresentare da soli quasi la metà dell’intera pattuglia di centrodestra eletta a Palazzo di Vetro. Un risultato che va oltre la semplice vittoria di lista: è una dimostrazione di radicamento amministrativo, di organizzazione e di capacità di costruire consenso nei Comuni, piccoli e grandi.

Colosimo recordman: Forza Italia perde il primato di lista ma piazza il più votato

Se Fratelli d’Italia può festeggiare il primo posto di lista, Forza Italia ha però un argomento altrettanto forte da mettere sul tavolo della coalizione: il candidato più votato in assoluto è Paolo Colosimo, protagonista di una performance che sfiora le 8.805 preferenze ponderate con la lista “La Provincia al Centro”, ferma complessivamente a 18.088 voti e capace di eleggere anche Tommaso Berlingò.

Quello di Colosimo è un dato che pesa doppiamente. Pesa sul piano numerico, perché nessun altro candidato arriva a quella quota. Ma pesa anche sul piano politico, perché dimostra che dentro Forza Italia esistono ancora figure in grado di mobilitare consenso vero tra gli amministratori locali. In una competizione che ha spesso assunto i toni della conta interna nel centrodestra, Colosimo diventa così il simbolo della tenuta azzurra e il volto più forte dell’area che fa riferimento al coordinamento provinciale di Marco Polimeni.

Amoruso, la sorpresa che cambia gli equilibri in casa meloniana

Tra i tanti dati usciti dalle urne, uno dei più significativi è senza dubbio quello di Emanuele Amoruso, vicesindaco di Soverato, che con 6.452 voti ponderati risulta il primo degli eletti di Fratelli d’Italia e uno dei nomi più forti dell’intera tornata. La sua affermazione non era affatto scontata, soprattutto in una lista piena di candidati pesanti e di amministratori già strutturati. Invece Amoruso non solo entra, ma lo fa da capolista di fatto, precedendo colleghi molto accreditati come Francesco Fragomele (5.777), Antonello Formica (5.619) e Pietro Fazio (5.525).

È qui che il dato si fa politico. Perché Amoruso non è solo un eletto in più: è l’autentica sorpresa di questa tornata elettorale. Un boom di voti che premia un amministratore competente e che rappresenta la nuova classe dirigente. Un consenso trasversale quello di Amoruso, figura indipendente, senza tessere di partito, vicina al sindaco di Soverato Daniele Vacca, sostenuto dall’assessore regionale Antonio Montuoro che lo ha voluto in lista e stimato dal consigliere regionale Ernesto Alecci.

Giampà, il Pd ritrova il suo uomo forte

Sul fronte opposto, il risultato della lista “Progressisti per la Provincia di Catanzaro” merita una lettura meno superficiale di quella che potrebbe suggerire il semplice dato finale. Con 22.661 voti ponderati e tre seggi, il listone del centrosinistra si conferma la seconda lista più votata e migliora la sua rappresentanza. Ma soprattutto trova in Domenico Giampà, sindaco di San Pietro a Maida, il proprio punto di riferimento politico ed elettorale.

Con 5.826 voti ponderati, Giampà è il primo degli eletti del listone progressista, oltre che il candidato più forte dell’intera area dem. Il suo dato ha un valore specifico importante, perché arriva soprattutto da una rete di relazioni amministrative costruita nei Comuni più piccoli e medi, dove il voto non si improvvisa e la credibilità personale conta ancora tantissimo. In altre parole, quella di Giampà è una prova di forza interna al Pd, perché certifica un radicamento reale e una capacità di traino che va ben oltre il singolo Comune di appartenenza.

Insieme a lui vengono eletti anche Gregorio Buccolieri con 4.712 voti e Lidia Vescio con 3.702, ma il dato che balza all’occhio è proprio il primato di Giampà. In una lista unitaria che teneva dentro anime diverse del centrosinistra, il sindaco di San Pietro a Maida si prende la scena e si accredita come uno dei riferimenti più solidi del campo progressista provinciale.

Il centrosinistra tiene, ma è ancora il Pd a reggere tutto

La narrazione ufficiale del centrosinistra parla di via unitaria premiata e di progetto politico che cresce. E una parte di verità c’è: rispetto all’ultima tornata, il listone progressista aumenta i seggi e consolida la propria presenza. Tuttavia, a leggere bene i numeri, emerge con chiarezza che la vera spina dorsale della coalizione resta ancora il Partito democratico.

I tre eletti appartengono tutti all’area dem e il risultato della lista, per quanto costruito formalmente assieme a M5S, Avs, Psi, Italia Viva, Rifondazione, Tridico Presidente e Cambiavento, si regge in larga parte sulla forza organizzativa del Pd nei territori. Questo non sminuisce il risultato, ma lo rende più chiaro: il centrosinistra unito tiene, sì, ma a tenere davvero in piedi il fronte progressista è ancora soprattutto il Pd.

Ed è proprio per questo che il dato di Giampà assume un peso ulteriore. Perché dentro una coalizione plurale, ma strutturalmente ancora sbilanciata sui democratici, il sindaco di San Pietro a Maida esce da questa tornata come uno di quelli che potranno rivendicare più voce nelle prossime partite.

La Lega regge, Noi Moderati piazza la bandierina

Nel quadro complessivo del centrodestra, anche la Lega riesce a difendere una sua presenza significativa. “La Provincia ci Lega” chiude a 16.580 voti ponderati ed elegge Eugenio Riccio (4.186) e Salvatore Sinopoli (4.479). Non è il risultato più eclatante, tanto meno quello in fondo atteso, ma consente al Carroccio di restare dentro il gioco e di mantenere un proprio peso negli equilibri futuri.

A sua volta Noi Moderati, con la lista “Provincia Moderata”, ottiene 8.431 voti ed elegge Matteo Folino, che con 3.730 preferenze ponderate porta a casa un risultato tutt’altro che irrilevante. È la classica bandierina politica che, in uno scenario così frammentato, può tornare utile quando si apriranno le trattative sulle prossime scadenze istituzionali.

Palazzo di Vetro come laboratorio politico: da qui passa anche la partita su Catanzaro

Sarebbe un errore considerare questo voto come una semplice elezione amministrativa di retrovia. Le Provinciali di Catanzaro hanno infatti avuto un valore politico evidente, anche perché arrivano in una fase in cui il capoluogo resta attraversato da tensioni, manovre e prove generali in vista del 2027. E i risultati usciti da Palazzo di Vetro parlano già il linguaggio delle prossime candidature.

Nel centrodestra, Fratelli d’Italia esce rafforzata e con il diritto di pesare di più. Forza Italia conserva però figure fortissime e pacchetti di consenso decisivi. La Lega resta in campo e non rinuncia a rivendicare un ruolo centrale soprattutto sulla partita del Comune di Catanzaro. Nel centrosinistra, invece, il dato provinciale offre un piccolo segnale di tenuta, ma non scioglie ancora il nodo della leadership futura, anche se alcuni nomi, dopo questo passaggio, escono oggettivamente più forti di altri.

I numeri finali e il messaggio delle urne

Alla fine, la composizione del nuovo Consiglio provinciale racconta questo: quattro seggi a Fratelli d’Italia, due a Forza Italia, due alla Lega, uno a Noi Moderati e tre al listone progressista. Ma dentro questa aritmetica si muovono almeno tre verità politiche.

La prima è che Fratelli d’Italia oggi è il partito che nel Catanzarese può rivendicare il maggiore radicamento amministrativo. La seconda è che Paolo Colosimo si prende la scena personale con un risultato che lo consacra come il più votato e come uno dei nomi più pesanti dell’intera area moderata. La terza è che nel centrosinistra la figura di Domenico Giampà emerge con forza, mentre Emanuele Amoruso diventa la sorpresa più interessante e, in fondo, il nuovo che avanza. Non è stato un voto popolare, certo. Ma sarebbe sbagliato sottovalutarlo. Perché le Provinciali, soprattutto in Calabria, spesso non anticipano tutto ma anticipano molto. E a Catanzaro, questa volta, hanno già cominciato a raccontare la politica di domani.

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