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16 Maggio 2026
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“Reddito di Merito, così si premiano le disuguaglianze”: l’affondo della FLC CGIL Calabria

Il sindacato contesta lo stanziamento di 15 milioni della Regione: "Prescindere dall'Isee è politicamente miope. Si rischia di alimentare un'ipercompetitività che esaspera l'ansia tra i giovani"

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La FLC CGIL Calabria scende sul piede di guerra contro il reddito di merito introdotto dalla giunta regionale, bocciando senza appello il provvedimento che mette sul piatto un importante finanziamento per gli studenti universitari più capaci.
“La FLC CGIL Calabria esprime profonda contrarietà e forte preoccupazione in merito all’iniziativa regionale denominata ‘Reddito di Merito’” si legge in apertura della nota ufficiale del sindacato, che analizza i criteri di assegnazione dei fondi.
“Lo stanziamento di 15 milioni di euro destinato esclusivamente a premiare le eccellenze accademiche, senza alcun vincolo legato alla condizione economica degli studenti, rappresenta un atto politicamente miope che tradisce la funzione sociale dell’Università e ignora le reali sofferenze del territorio”.

Il paradosso del merito senza uguaglianza

Secondo la federazione dei lavoratori della conoscenza, legare i bonus economici esclusivamente alle medie d’esame rischia di produrre l’effetto opposto a quello desiderato, agevolando le fasce già protette.
“Come sindacato della conoscenza, ribadiamo con forza che il ‘merito’ non è una variabile indipendente dal contesto sociale. Prevedere bonus fino a mille euro prescindere dai criteri ISEE significa, nei fatti, premiare chi ha già avuto la fortuna di partire da una posizione di vantaggio”.
Sulla stessa linea d’onda la Segreteria regionale FLC CGIL ha voluto sottolineare le disparità del quotidiano: “Non possiamo accettare un sistema che ignora chi, per studiare, è costretto a lavorare o vive in contesti di fragilità economica. Uno studente che mantiene la media del 27 lavorando otto ore al giorno compie uno sforzo immensamente superiore rispetto a chi può dedicarsi esclusivamente allo studio. Questo provvedimento premia il risultato finale ignorando la fatica del percorso”.

Le vere priorità degli universitari calabresi

Le critiche si concentrano anche sull’efficacia reale della misura rispetto alla totalità della popolazione studentesca calabrese, costretta a fare i conti con servizi non sempre all’altezza e costi crescenti.
“Mentre la Regione Calabria insegue promesse elettorali con misure simboliche che riguarderanno solo il 7-8% della platea studentesca, il sistema del diritto allo studio continua a soffrire. Le attuali borse di studio sono insufficienti, i trasporti per i fuorisede carenti e i costi degli affitti ormai insostenibili”, denuncia il sindacato della scuola. La sigla si rivolge direttamente ai vertici della Cittadella ponendo una domanda precisa: “Chiediamo al presidente Occhiuto: perché investire 15 milioni in un premio di facciata invece di destinarli al potenziamento delle borse di studio per gli ‘idonei non beneficiari’ o all’abbattimento delle tasse universitarie per le fasce medio-basse?“.

La deriva culturale della meritocrazia

Oltre alle obiezioni economiche, i rappresentanti dei lavoratori esprimono forte timore per le ripercussioni psicologiche che una competizione esasperata può determinare sui ragazzi. “Richiamando il monito di Papa Francesco sulla meritocrazia come ‘legittimazione etica della disuguaglianza’, la FLC CGIL Calabria esprime inoltre forte preoccupazione per il messaggio culturale che questo provvedimento veicola. Alimentare un’ipercompetitività basata solo su voti e velocità non fa che esasperare l’ansia da prestazione e il disagio psicologico tra i giovani”.
L’idea di accademia promossa dal sindacato è radicalmente opposta: “L’Università deve essere un luogo di emancipazione e crescita collective, non una gara di velocità dove chi rimane indietro viene invisibilizzato. L’istruzione deve tornare a essere un diritto universale e non un premio per pochi fortunati”. La mobilitazione, assicurano, non si fermerà alle sole note stampa: “La nostra battaglia continuerà nelle aule e nelle piazze, a sostegno di quella maggioranza silenziosa di studenti e famiglie che chiedono equità, solidarietà e un reale investimento sul futuro”.

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