Rifondazione Comunista lancia un duro atto d’accusa contro la maggioranza che governa il Comune di Cosenza, parlando apertamente di una crisi politica profonda che starebbe tenendo la città in ostaggio. Una situazione che, secondo il partito, non riguarda solo gli equilibri interni al Consiglio, ma incide direttamente sulla vita amministrativa e sulle risposte ai bisogni dei cittadini.
La debolezza dell’amministrazione comunale sarebbe emersa in modo evidente già durante il Consiglio aperto sulla vicenda dell’Ospedale dell’Annunziata, quando in aula sarebbero rimasti fino alla fine appena una decina di consiglieri di maggioranza. Ma il segnale più chiaro, per Rifondazione, è arrivato con l’annullamento dell’ultimo Consiglio comunale per mancanza del numero legale.
Il Consiglio saltato e il nodo del bilancio
Secondo la nota politica, non si è trattato di un incidente tecnico o di un episodio marginale. Nonostante i tentativi del sindaco di minimizzare, il Consiglio è saltato mentre erano in discussione questioni centrali per la città, a partire dal bilancio comunale.
Un passaggio decisivo, ricordano i dirigenti di Rifondazione Comunista, perché dal bilancio dipendono servizi pubblici, politiche sociali, investimenti e la tutela delle fasce più fragili. Bloccare il Consiglio, dunque, significa di fatto bloccare le risposte concrete ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.
Le critiche alla minoranza
Nel mirino non finisce solo la maggioranza. Rifondazione Comunista punta il dito anche contro la minoranza consiliare, accusata di scarsa responsabilità. Pur essendo presente, la minoranza sarebbe rimasta nei corridoi, contribuendo così al mancato svolgimento dei lavori.
Un atteggiamento che, secondo il partito, appare più legato a logiche di schieramento e a singole vertenze, come quella tra Ospedale e Policlinico, piuttosto che ai problemi strutturali della città, a partire dalla perdita di rilevanza di Cosenza nel contesto regionale.
Maggioranza divisa e leadership in discussione
Le divisioni interne alla maggioranza, ormai evidenti, pongono per Rifondazione Comunista un problema politico di fondo. Le prese di posizione pubbliche di alcune forze e i silenzi di altre renderebbero chiara una frattura che va oltre il normale confronto politico.
La domanda posta è diretta: chi governa oggi Cosenza e con quale progetto? Un interrogativo che, secondo il partito, meriterebbe risposte serie e trasparenti, senza ricorrere a quelle che vengono definite “pirottette verbali” del sindaco per eludere il nodo politico.
La richiesta di chiarezza e trasparenza
Rifondazione Comunista chiede alle forze di maggioranza di chiarire pubblicamente lo stato reale dell’amministrazione cittadina, spiegando se esistano ancora numeri, coesione e una visione condivisa in grado di garantire un governo stabile e orientato all’interesse generale.
In caso contrario, avverte il partito, Cosenza rischia di restare prigioniera di equilibri precari e di logiche di potere, interne ed esterne ai partiti che sostengono la maggioranza.
“Basta paralisi, servono diritti e giustizia sociale”
Il messaggio finale è netto: Cosenza non può permettersi nuove paralisi istituzionali né ambiguità politiche, dopo anni già segnati da difficoltà e incertezze. Serve una inversione di rotta, fondata su trasparenza, assunzione di responsabilità e sul rilancio di diritti, servizi pubblici e giustizia sociale, lasciando fuori dai palazzi comunali gli equilibri di potere.
Il documento è firmato da Gianmaria Milicchio, segretario provinciale, e Delio Di Blasi, del Comitato politico federale del Partito della Rifondazione Comunista.








