Rivedere la mappa dell’assistenza sanitaria per la Sila e superare un assetto territoriale che penalizza i cittadini nei soccorsi d’urgenza. L’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha indirizzato una lettera formale al presidente della Giunta e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ponendo al centro la condizione dell’ospedale di San Giovanni in Fiore.
La proposta nasce dall’attivazione del nuovo servizio di emodinamica presso la struttura di Crotone, polo situato a una distanza notevolmente inferiore rispetto all’attuale presidio di riferimento.
Il nodo dell’aggregazione a Paola-Cetraro e i cavilli burocratici
Al centro della contestazione c’è il provvedimento adottato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza nel 2021.
L’Atto Aziendale dell’epoca ha infatti disposto “un’aggregazione funzionale dell’Ospedale di San Giovanni in Fiore all’Ospedale Spoke di Paola-Cetraro, distante circa 120 km, con un tempo di percorrenza di un’ora e 40 minuti”.
Nel testo inoltrato a Occhiuto e per conoscenza al sindaco Antonio Barile, Oliverio definisce il provvedimento “una decisione a dir poco cervellotica che ha contribuito a rendere ancora più complicata la condizione delle prestazioni ospedaliere per i residenti silani”.
L’ex governatore ricorda come in passato si fosse individuata una soluzione differente, poi impantanata nei passaggi amministrativi: “Con il commissario ad acta che ti ha preceduto si era stabilita, non a caso, l’aggregazione funzionale dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a quello dell’Annunziata di Cosenza attraverso un apposito protocollo tra ASP ed Azienda Ospedaliera”.
Un percorso che secondo Oliverio rispondeva a criteri di evidente buon senso, ma dove purtroppo “sono prevalse e continuano a prevalere cavilli burocratici e formalismi inutili e dannosi”.
La nuova Emodinamica a Crotone come svolta per le emergenze cardiache
La necessità di un intervento immediato nasce dalla particolare collocazione geografica dell’area silana, un territorio montano abitato da oltre ventimila persone e attraversato dall’arteria di collegamento tra Cosenza e Crotone.
“I casi di emergenza-urgenza non sono rari, anzi! Patologie cardiovascolari e infarto cardiaco sono frequenti ed in alcuni casi i tempi dell’intervento sono stati e sono letali per la vita delle persone”, evidenzia Oliverio nella missiva, ricordando come nelle malattie tempo-dipendenti la rapidità delle cure risulti determinante per salvare una vita.
Alla luce dei recenti sviluppi nella rete ospedaliera regionale, l’ipotesi di guardare verso il versante ionico diventa la scelta più coerente. “Visto che proprio in questi giorni è stato finalmente attivato il servizio di emodinamica presso l’unità di cardiologia dell’ospedale di Crotone, distante meno della metà dei chilometri rispetto a Cetraro e raggiungibile in tempi notevolmente inferiori, ritengo ragionevole valutare l’aggregazione funzionale dell’ospedale di San Giovanni in Fiore a quello di Crotone”. La sollecitazione si conclude con l’invito al vertice della sanità calabrese a valutare la proposta con il dovuto equilibrio nell’esclusivo interesse della comunità locale.












