I quattordici direttori delle Cardiologie e delle Emodinamiche calabresi oggi hanno firmato una nota congiunta per chiudere le polemiche sulla riorganizzazione della rete cardiologica regionale.
“Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa”, scrivono, spiegando che la rete dell’emergenza H24 resta invariata e che la vera novità riguarda solo le prestazioni programmate, con le équipe degli ospedali Hub che d’ora in avanti raggiungeranno gli Spoke di Lamezia Terme, Rossano e Paola invece di far viaggiare i pazienti.
Poche ore dopo però, è il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, a smontare burocraticamente pezzo per pezzo la ricostruzione dei camici bianchi.
Il caso lo abbiamo aperto noi
Il caso lo abbiamo sollevato per primi su Calabria7, ricostruendo come il documento sulla Rete SCA messo a punto da Azienda Zero fosse la fotocopia di un atto della Regione Friuli Venezia Giulia del 2019, con tanto di centrale operativa SORES e trasferimento dei pazienti fragili a Gemona, in provincia di Udine, mai esistiti in Calabria.
Da quello scoop sono nate le interrogazioni di opposizione, la protesta dei sindaci vibonesi e la stessa nota dei direttori di oggi, che di quella vicenda porta ancora i segni.
Cosa dicono davvero i cardiologi
Nella nota, i direttori riconducono la cancellazione delle emodinamiche previste dai Decreti Commissariali 78 e 360 del 2024 a un semplice “riallineamento” ai parametri del Dm 70/2015 sulla rete dell’emergenza.
Per l’infarto acuto, assicurano, nulla cambia: resta la rete del 118, con elisoccorso e telecardiologia verso gli Hub. La discontinuità riguarderebbe solo l’attività programmata, coronografie e angioplastiche non urgenti, per la quale gli specialisti degli Hub si sposteranno negli Spoke invece dei pazienti.
Il modello partirà da Lamezia, Rossano e Paola, dove le sale sono già pronte, e sarà esteso in seguito al nuovo ospedale della Sibaritide e agli ospedali di Vibo Valentia, Polistena e Locri. I firmatari definiscono la scelta di Occhiuto “una decisione che coniuga visione e concretezza”.
La replica di Stasi
Stasi apre la sua nota con un pizzico di sarcasmo: “Ammetto che in Comune non ho dirigenti che, in caso di polemica, intervengono sulla stampa a difesa dell’operato dell’Amministrazione, nonostante una parte di loro siano Dirigenti a Tempo Determinato e gran parte di loro siano stati assunti durante il mio mandato”. E aggiunge: “Non gliel’ho mai chiesto perché l’operato tecnico-gestionale deve essere sempre separato dalle questioni politiche, ma evidentemente nella sanità calabrese nemmeno queste regole basilari di civiltà resistono”. Allusione al fatto che Occhiuto potrebbe aver invitato i primari ad intervenire? Sarà.
Il cuore della replica riguarda però la motivazione tecnica addotta dai direttori. Il sindaco ricorda che il servizio di Emodinamica “nei Decreti Commissariali del 2024 (prima della Campagna Elettorale) di Occhiuto era previsto presso Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Corigliano Rossano”, e che è stato cancellato dalla Giunta regionale nel luglio 2026, “a campagna elettorale passata”.
Sulla giustificazione del “riallineamento” alla normativa nazionale, Stasi usa l’arma più tagliente della sua nota: “Di quale anno è la normativa nazionale? Del 2015. In pratica, secondo l’interpretazione dei direttori di Cardiologia, i Decreti di Occhiuto sarebbero fuorilegge”. Un paradosso che il sindaco rilancia notando come quei decreti non siano mai stati impugnati né dal Ministero né contestati dalle rappresentanze mediche all’epoca: “Tutti distratti?”, si chiede.
Pur riconoscendo il valore della classe medica calabrese, Stasi bacchetta i medici sulla distinzione dei ruoli: “Io non farei mai il cardiologo perché non ne sono capace; inviterei tutti, allo stesso modo, a concentrarsi sui propri ruoli e le proprie competenze”. E chiude il ragionamento con un messaggio forte: “La politica non opera a cuore aperto le persone, ma può operare a cuore aperto intere comunità e con certi comunicati si rischiano delle stragi“.
Il sindaco colloca la vicenda in una cornice più larga, definendola “la stessa scelta politica contro i calabresi che il centrodestra ha attuato al taglio dell’Alta Velocità, al taglio delle risorse per il Mezzogiorno, all’Autonomia Differenziata, al finanziamento di 3 milioni all’Assistenza Domiciliare, alla folle istituzione di sottosegretari”.
Alla ricostruzione tecnica dei direttori, Stasi contrappone un’altra idea di sanità: “Una sanità che torni alle gestioni territoriali per poter godere di quel sano controllo sociale di cui il potere ha paura”, possibile solo, conclude con “una classe politica regionale totalmente diversa da quella attuale”.
Resta un punto che né la nota dei cardiologi né la replica di Stasi sciolgono: quante ore, o quanti giorni al mese, i pazienti di Paola, Lamezia, Vibo e Corigliano Rossano dovranno aspettare l’arrivo dell’équipe itinerante prima di poter fare una coronografia programmata vicino casa?












