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15 Aprile 2026
15 Aprile 2026
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Medici cubani in Calabria, Occhiuto incontra l’ambasciatore di Trump: “Senza di loro ospedali a rischio”

L'incontro in Regione con l'ambasciatore degli Stati Uniti Mike Hammer. Sottolineata la collaborazione con gli americani per rafforzare la sanità calabrese

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La sanità calabrese e il futuro dei medici stranieri al centro di un incontro istituzionale nella Cittadella regionale di Catanzaro. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ricevuto l’ambasciatore Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, accompagnato dal console generale degli Stati Uniti a Napoli, Terrence Flynn.
Un confronto definito “lungo e cordiale”, che ha toccato uno dei temi più delicati per la Calabria: la carenza di personale medico e la missione dei professionisti cubani.

“I medici cubani sono ancora una necessità”

Occhiuto ha ribadito con chiarezza la posizione della Regione sulla presenza dei camici bianchi caraibici negli ospedali calabresi.
Questa mattina presso gli uffici della Regione Calabria, a Catanzaro, ho incontrato l’ambasciatore Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, accompagnato da Terrence Flynn, console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli. Abbiamo avuto un lungo e cordiale colloquio, parlando delle urgenti necessità della sanità calabrese e delle complessità riguardo la missione dei medici cubani”, ha spiegato il governatore.
Il presidente ha sottolineato come, allo stato attuale, il contributo dei professionisti cubani sia determinante per garantire i servizi essenziali: “Ho detto ad Hammer che i medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra Regione, perché la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi che già hanno un sistema sanitario in condizione di grande difficoltà”.

L’idea di arrivare a 1000 camici bianchi

Nel corso del colloquio, Occhiuto ha anche rivelato un progetto ambizioso: “Ai miei interlocutori ho anche spiegato che avevo in animo, in questo 2026, di incrementare la missione dei medici cubani fino a 1000 camici bianchi caraibici”.
Un piano che avrebbe segnato un ulteriore rafforzamento della presenza straniera nel sistema sanitario regionale, già alle prese con pensionamenti e difficoltà nel reclutamento di personale italiano.

La svolta: manifestazione di interesse per medici Ue ed extra Ue

Negli ultimi mesi, però, si è aperta una nuova strada grazie alla collaborazione con le autorità statunitensi. “Nelle ultime settimane, però, anche in ragione di una proficua collaborazione instaurata con il Dipartimento di Stato Usa e con il consolato americano, abbiamo deciso di verificare una strada alternativa per il reclutamento degli ulteriori medici, e lo abbiamo fatto attraverso la pubblicazione – avvenuta a metà gennaio – di una manifestazione di interesse che si rivolge a tutti i camici bianchi Ue ed extra Ue che vogliano venire a lavorare in Calabria”, ha spiegato ancora Occhiuto.
L’obiettivo è ampliare il bacino di professionisti disponibili, aprendo la Regione a medici comunitari ed extracomunitari interessati a trasferirsi in Calabria.

“Accoglieremo tutti i medici che vorranno venire”

Il presidente ha quindi concluso ribadendo la linea dell’amministrazione regionale: “Quindi, in conclusione, ho detto ad Hammer che i medici stranieri sono assolutamente necessari, ma che la nostra Regione è disponibile ad accogliere tutti i medici – comunitari, extracomunitari, cubani non vincolati alla missione già esistente – che in autonomia vogliano venire a lavorare in Calabria, ed è disponibile a dare loro tutto il supporto logistico ed economico che abbiamo già garantito ai medici cubani che da qualche anno vivono da noi”.

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