25 Luglio 2026
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Ponte sullo Stretto, nuovo conto alla rovescia per i cantieri: ma Bruxelles non lo inserisce tra le opere strategiche

Prosegue l'iter del Ponte sullo Stretto di Messina tra nuove scadenze, ostacoli giudiziari e amministrativi. L'amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, conferma l'obiettivo di aprire i cantieri entro l'anno, mentre il progetto incassa un nuovo stop sul fronte europeo

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Il percorso verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina continua tra rinvii, ostacoli e nuove scadenze. Nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi mesi, il Governo e la Stretto di Messina Spa confermano la volontà di procedere con l’opera.

Tra gli ultimi elementi che hanno inciso sull’iter figura anche l’inchiesta della Procura di Roma, nella quale, a vario titolo e nell’ambito dell’ipotesi accusatoria, sono coinvolti l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, l’avvocato Francesco Saccomanno, già componente del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Il procedimento è nella fase delle indagini e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Nonostante ciò, l’amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, continua a indicare come obiettivo l’apertura dei cantieri entro il 2026. “Contiamo di tornare al Cipess e di andare alla Corte dei conti entro luglio”.

Una prospettiva condivisa anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha fatto del Ponte uno dei principali dossier della legislatura.

Il precedente stop della Corte dei conti

L’iter dell’opera aveva già subito un rallentamento nell’autunno scorso, quando la Corte dei conti aveva sospeso la registrazione della delibera del Cipess che approvava il progetto definitivo.

Da allora sono stati rivisti tempi e procedure, mentre la data di apertura dei cantieri è stata più volte rinviata. Oggi la nuova tabella di marcia indica, con prudenza, la fine dell’estate come momento chiave per completare gli ultimi passaggi amministrativi, con l’avvio delle attività previsto nel terzo trimestre dell’anno.

Bruxelles lascia fuori il Ponte dalle opere strategiche

Sul fronte europeo arriva però una nuova battuta d’arresto.

Il Ponte sullo Stretto non figura infatti tra le infrastrutture considerate prioritarie dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito del nuovo programma Connecting Europe Facility (CEF III), dedicato al finanziamento delle reti strategiche dei trasporti e dell’energia per il periodo 2028-2034.

Tra le opere inserite nell’elenco figurano il collegamento Lione-Torino, il tunnel ferroviario del Brennero, la tratta Venezia-Trieste-Koper-Lubiana, il corridoio Marsiglia-Nizza-Genova e quello Chiasso-Milano-Novara-Genova, oltre ad altri collegamenti transfrontalieri tra gli Stati membri.

Il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, invece, non è stato incluso, pur essendo ritenuto dai sostenitori del progetto un’infrastruttura strategica anche nell’ambito del corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo.

Il Governo conferma il progetto

Nonostante l’esclusione dal programma europeo e le difficoltà incontrate lungo il percorso autorizzativo, dall’entourage del ministro Matteo Salvini continua ad arrivare un messaggio di fiducia.

Il Ponte sullo Stretto resta una priorità per il Governo, che punta a rispettare il nuovo cronoprogramma e ad avviare i cantieri nei prossimi mesi.

Il percorso, tuttavia, continua a essere caratterizzato da numerosi passaggi amministrativi e giudiziari, rendendo ancora incerti i tempi effettivi di realizzazione di un’opera destinata a rimanere al centro del dibattito politico e infrastrutturale nazionale.

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