Non si placano le polemiche sull’ inciucione Sorical, una pagina davvero poco edificante per la politica calabrese, che ha mandato su tutte le furie la base del Partito Democratico, alla quale non va proprio giù l’idea di governare la Sorical insieme ad esponenti dei partiti della maggioranza occhiutiana. Inutile il lavoro dei pompieri che, in questi giorni, collezionano brutte figure nel tentativo vano di giustificare certe opacità sulla direttrice Reggio-Catanzaro.
Essi, senza vergogna, spiegano agli indignati la “rivoluzione” in capo alla governance del principale ente del sottogoverno regionale, con riferimenti a leggiucole scritte con i piedi e a meccanismi di rappresentanza dei comuni per i quali – secondo loro – era inevitabile che esponenti di centrosinistra amministrassero Sorical a braccetto con le destre. Balle. La verità politica è un’altra, anzi sono due, forse tre.
Il nuovo consiglio di amministrazione del colosso fa già acqua da tutte le parti, per restare in linea con la sua mission. E ciò perché è espressione di una quattrina soltanto di municipalità, quindi con un handicap evidente di legittimazione, che lo rende un consiglio di amministrazione di minoranza assoluta territoriale. Se il governo regionale non avesse avuto fretta e non avesse seguito pessimi consigli, ci sarebbe stato tutto il tempo per ampliare la platea dei comuni, e di conseguenza maggiore rappresentatività del board societario. Ma non si poteva aspettare, perché bisognava accontentare nel più breve tempo possibile qualche escluso eccellente. Pagina pessima, appunto, con tanto di pastetta, che di sicuro lascerà il segno nel Pd, così come non rimarranno prive di conseguenze le parole dell’unico vincitore morale della partita: Pino Capalbo, sindaco dem di Acri, il solo ad aver votato contro le designazioni dei membri del cda Sorical.
Sindaco, lei è stato l’unico ad aver legittimamente denunciato alcune storture nel processo di costituzione del cda Sorical. Se dovessimo spiegarle ai cittadini con linguaggio terra terra, cosa potremmo dire?
“Guardi, detto in maniera semplice: quando si costruisce un organismo importante come il consiglio di amministrazione di Sorical, ci si aspetta che tutto avvenga nella massima trasparenza, coinvolgimento di tutti i Comuni in attesa della sottoscrizione delle azioni Sorical, rispettando regole e ruoli. Quello che ho contestato è che alcune scelte sono apparse poco chiare e, soprattutto, poco condivise. In pratica, invece di un percorso limpido e partecipato, si è avuta l’impressione che le decisioni fossero già state prese altrove. Io ho ritenuto doveroso segnalarlo, non per polemica, ma per rispetto dei cittadini e delle istituzioni.”
A Reggio Calabria, e non solo li, la nomina di uno storico esponente di area democratica come Naccari Carlizzi a presidente dell’ente più importante tra quelli controllati dal governo Occhiuto, ha creato scandalo e sospetti di inciucio a poche settimane dalle elezioni, che ne pensa?
“È evidente che una nomina del genere, per tempistiche e profilo della persona scelta, abbia fatto discutere. Quando figure politicamente connotate vengono indicate per ruoli così rilevanti, soprattutto a ridosso di scadenze elettorali, il rischio è che i cittadini leggano queste scelte come operazioni politiche più che istituzionali. Anche se magari probabilmente le competenze ci sono, resta tuttavia da verificare la conformità della titolarità dei requisiti richiesti dall’ articolo 15 dello Statuto della Sorical che elenca in maniera dettagliata i requisiti: onorabilità, competenze nel settore, laurea in giurisprudenza economia e tecnici. Resta il problema dell’opportunità: la politica dovrebbe evitare qualsiasi ambiguità e mantenere un confine chiaro tra gestione amministrativa e dinamiche di consenso.”
Una brutta pagina per il Pd, è d’accordo?
“Più che puntare il dito contro un singolo partito, credo sia una brutta pagina per la politica in generale. Episodi come questo alimentano sfiducia e rafforzano l’idea che esistano accordi trasversali poco trasparenti. Il Partito democratico, come tutte le forze politiche, dovrebbe interrogarsi su scelte che possono apparire incoerenti rispetto alla propria linea e ai propri valori. La credibilità si costruisce anche evitando situazioni che possano essere interpretate come contraddittorie agli occhi dei cittadini. Per questo motivo ho votato contro il cda. Non è questa la mia concezione della politica. Ritengo che il Pd in Calabria rischia di non essere più la mia casa. Quando si milita in un partito perché se ne condividono valori e programmi si sceglie di essere partigiani ovvero di parte nel rispetto delle idee altrui. Se si perde questa visione si rischia che i cittadini non comprendano più le differenze considerandoci tutti uguali ed io non mi sento di avallare questo modo di fare, preferisco essere una voce stonata in un coro di voci intonate”.
Farà ricorso?
“Segnalerò, dopo aver fatto richiesta di accesso alla Sorical, in qualità di socio, all’Anac per verificare la titolarità o meno dei requisiti di alcuni candidati, ma non per polemica politica bensì per il rispetto della meritocrazia, accettandone ovviamente l’esito. Solo così forse si percepirà realmente la differenza tra maggioranza e minoranza”.








