La vicenda politica in Calabria vive un momento di forte tensione dopo la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro. L’organo ha accolto il ricorso presentato dalle opposizioni di centrosinistra, stabilendo che la modifica dello Statuto regionale – che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di due nuovi sottosegretari alla Presidenza – debba essere sottoposta obbligatoriamente a un referendum confermativo.
Secondo il centrosinistra, si tratta di una vittoria fondamentale per la democrazia regionale: “Alcune scelte, come la modifica dello Statuto e l’introduzione di nuove poltrone, non possono passare sulla testa dei calabresi“, hanno dichiarato i rappresentanti dell’opposizione durante una conferenza stampa a Lamezia Terme.
L’ultimatum ad Occhiuto: “Ritiri la norma o si vada al voto”
L’opposizione ha ora lanciato un chiaro avvertimento al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Il governatore si trova di fronte a un bivio: tornare in Aula per modificare il provvedimento, eliminando quella che l’opposizione definisce un “obbrobrio” e una “legge vergognosa”, oppure avviare immediatamente l’iter per il referendum.
La minoranza ha già annunciato che, in caso di consultazione referendaria, è pronta a mobilitare le piazze calabresi per spiegare le ragioni del “no“, concentrandosi in particolare sulla polemica riguardante l’aumento dei costi della politica in un momento in cui la sanità regionale versa in gravi difficoltà. Inoltre, il centrosinistra sta valutando un esposto alla Corte dei Conti per denunciare un potenziale danno erariale legato a queste nomine.
Dubbi sulla legittimità delle norme
A sollevare dubbi sulla solidità giuridica dell’attuale assetto è intervenuto l’avvocato costituzionalista Andrea Lollo, legale del pool di opposizione. Secondo Lollo, la decisione della Corte d’Appello avrebbe conseguenze immediate e pesanti: la nomina di Ettore Figliolia a sottosegretario risulterebbe priva di una valida copertura legislativa.
“Ne consegue l’illegittimità delle nomine effettuate in applicazione di tale legge, sia dei sottosegretari sia delle strutture ad essi collegate“, ha spiegato il giurista. La questione si sposta quindi su un piano tecnico-giuridico, con l’opposizione che punta il dito sulla responsabilità del Presidente e del Segretario generale nel dare seguito agli obblighi imposti dalla decisione dell’Ufficio elettorale regionale.
L’unità dell’opposizione
Alla conferenza stampa hanno partecipato congiuntamente i capigruppo regionali del Pd, Ernesto Alecci; di Tridico Presidente, Enzo Bruno; di Casa Riformista, Filomena Greco; e dei Democratici Progressisti, Francesco De Cicco. Il gruppo ha voluto sottolineare l’unità di intenti raggiunta, rivendicando con orgoglio il successo dell’iniziativa legale e politica come un segnale di una minoranza coesa e determinata a vigilare sull’operato della giunta Occhiuto.










