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11 Febbraio 2026
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Svolta a Cosenza: Roberto Castagna incorona Giacomo Mancini per il dopo-Caruso

Il leader sindacale lancia la sfida per Palazzo dei Bruzi: una coalizione civica e riformista per sottrarre la città al declino. Già settanta pronti a correre per il Consiglio comunale, mentre Mancini rompe gli indugi: "Io ci sono".

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“Giacomo Mancini ha tutte le caratteristiche per essere il sindaco della rinascita di Cosenza”. Roberto Castagna sceglie una platea affollata di aspiranti consiglieri, associazioni e forze politiche per ufficializzare quella che, da mesi, era molto più di un’indiscrezione. Durante una riunione operativa chiamata a tracciare la rotta per le prossime comunali, il leader sindacale ha messo il sigillo sulla candidatura del dirigente dem, indicandolo come l’unico profilo capace di guidare un’alleanza “con una solida base ideale solidaristica ed egualitaria”.

Il perimetro della coalizione

Il progetto punta a superare i vecchi steccati: un programma riformista e ambientalista sostenuto da una coalizione “prevalentemente civica, ma non chiusa ai partiti”. Attorno al tavolo si sono ritrovate sigle come Laboratorio Riformista, Cosenza Smart, Cosenza verde e ambientalista, Movimento per il Mezzogiorno, Cosenza Socialista, Cosenza storia e innovazione, Cosenza democratica e dei diritti, Cosenza riformista, Insieme per Cosenza.

A queste si aggiungono i Comitati Civici di via Panebianco, via Popilia, Centro Storico, Piazza Riforma e via degli Stadi. Presenti, in veste di osservatori interessati, anche i delegati di PSDI, Italia Viva, IDM, PLI e il movimento Cosenza cresce insieme. La macchina elettorale è già in movimento: il primo blocco di settanta aspiranti consiglieri ha già formalizzato la propria disponibilità.

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Una città in emergenza

Il dibattito ha messo a nudo le ferite di un capoluogo bruzio in declino. I punti critici tracciati da Castagna e dai partecipanti disegnano un quadro drammatico: il preoccupante calo demografico e la perdita del nuovo ospedale; l’emergenza idrica che lascia le case a secco per gran parte del giorno; l’allarme sicurezza e il dissesto idrogeologico; la crisi del commercio, soffocato da tasse altissime e dalle cosiddette “cartelle pazze” di Municipia; la chiusura dei centri di cultura e l’assenza di politiche sociali per i più fragili.

La discesa in campo

Castagna ha ribadito che questo è solo “un primissimo step di una lunga campagna elettorale”, precisando che il nucleo nato attorno a Mancini resta aperto a nuovi contributi. Il candidato, dal canto suo, ha raccolto il guanto di sfida con un messaggio diretto alla città: “A coloro che, sempre più numerosi, mi incoraggiano a scendere in campo per ridare ambizioni alla nostra città, ripeto che io ci sono”.

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